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La Marcia che supera ogni diversità

L'assessore Wladimiro BoccaliMai come in questo periodo storico sentiamo la necessità di superare la sofferenza nelle sue diverse forme. Ogni parte della terra reclama la sua pace.
Ma è proprio questa sofferenza che ci fa sentire forti e determinati, al di là dei nostri limiti, per superare miserie, guerre, soprusi e ingiustizie.
Il mondo in cui viviamo è governato da un’energia creativa che non può e non dev’essere così vanificata. È necessario, pertanto, essere responsabili dei nostri atteggiamenti che consciamente o meno, assumiamo nei confronti della vita stessa.

L’Assemblea dell’ONU dei Popoli e la Marcia per la Pace sono eventi importanti che ci impegnano attivamente e concretamente, soprattutto nei confronti delle persone svantaggiate.
Costruire quindi un’economia di giustizia e raggiungere  obiettivi che promuovano uno sviluppo sostenibile e democratico sono compiti che vedono il pieno coinvolgimento degli Enti Locali e della società civile.

«La disabilità non è disparità» e noi che non intendiamo darla vinta al cinismo e allo scetticismo, continueremo a lottare come abbiamo sempre fatto, nella ferma convinzione che si può fare di più e meglio.

Grazie alla partecipazione di migliaia di persone, alla manifestazione pacifista, dimostreremo, ancora una volta, che nell’unità degli obiettivi, non esiste diversità, non si vedono più limiti ma solo la speranza di costruire un mondo sano e vivibile.
Ci scambieremo idee, prospettive per le azioni future, per superare i punti critici, avendo come fine quello di garantire l’esercizio del diritto all’inclusione sociale.

Miseria e disabilità sono legate da un unico destino: la discriminazione.
L’11 settembre sarà l’occasione in cui le miserie umane saranno spazzate via dall’unico grido dell’umanità in cui verranno riaffermati i diritti umani.
È dovere dell’uomo mettersi al servizio degli altri senza egoismi e prepotenze.

È ovvio, quindi, che la finalità di queste manifestazioni non deve essere soltanto un mèro elenco di eventi catastrofici, per impedire la speranza, ma la costruzione di mete possibili da raggiungere per migliorare l’esistenza umana.

Che cosa possiamo fare noi in una situazione talmente svantaggiata?
La storia dei più grandi eventi è storia di uomini che ebbero il coraggio di affrontare il mondo e il mondo ricorda con orgoglio i loro nomi.

*Assessore alla Cultura della Pace del Comune di Perugia.