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Un’importante risoluzione europea sulla disabilità

A seguito di una serie di proposte presentate nelle scorse settimane da numerosi deputati europei, è stata approvata il 19 gennaio a Strasburgo dal Parlamento Europeo una Risoluzione sulla disabilità e lo sviluppo, accompagnata da un monito rivolto alla Commissione che si occupa di questo ambito a fare il possibile per colmare la mancanza di attenzione – ancora presente nelle sue politiche di cooperazione – verso le persone con disabilità.Il Parlamento Europeo
Lo stesso Louis Michel, responsabile della suddetta Commissione, si è assunto l’impegno di inserire il tema della disabilità in ogni sua futura visita e discussione che verrà affrontata con i Paesi partner. Egli ha sottolineato, inoltre, l’inconfutabilità del fatto «che nei Paesi in via di sviluppo le persone con disabilità siano troppo spesso dimenticate».
Pertanto, di fronte ad alcuni viaggi oltremare che il Commissario si appresta a compiere, egli ha promesso che porterà con sé la Risoluzione appena approvata, né mancherà di affrontare il tema dell’inclusione della disabilità e delle persone con disabilità all’interno dei programmi per la riduzione della povertà di ciascun Paese.
Michel ha voluto anche evidenziare che le rassicurazioni e gli impegni presi avranno dei riscontri in Parlamento in tempi relativamente brevi, potendo anche prevedere che il tema della disabilità troverà un suo spazio in ambito di cultura, educazione, sviluppo economico e sociale

Per quanto riguarda la discussione che ha preceduto l’approvazione della Risoluzione, un consenso unanime ha riguardato in primo luogo il fatto che – a livello europeo in generale e relativamente a questa Commissione in particolare – un approccio che possa favorire un miglioramento della situazione attuale dev’essere “a binario doppio e parallelo” rispetto alla disabilità e allo sviluppo.
In altre parole, esso dovrà prevedere sia un mainstreaming [l’integrazione di situazioni ed esigenze specifiche della disabilità all’interno delle varie politiche generali, N.d.R.]  della disabilità in tutti i programmi che riguardano lo sviluppo, ma allo stesso tempo anche dei programmi di sostegno alla singola realtà della disabilità.
Anche la Convenzione su questo stesso tema – in discussione al Palazzo dell’ONU – è stato uno degli elementi portati all’attenzione dei presenti da parte di uno dei parlamentari, allo scopo di sottolineare e rendere ancora più chiaro quanto sia importante e non più prorogabile un impegno serio e continuativo in questo senso anche da parte del Parlamento Europeo.Persona disabile lavora come receptionist

«Tutti abbiamo un qualche tipo di disabilità. Se adesso io mi tolgo gli occhiali, ad esempio, sono disabile, non posso “funzionare” all’interno della società. Fortunatamente, io vivo in una società che mi mette in condizione di prendere parte alle sue attività. La maggior parte delle persone con disabilità che vivono in Paesi in via di sviluppo, però, non sono così fortunate».
Questa la posizione espressa da John Bowis, parlamentare del Regno Unito, che nel suo intervento ha voluto anche ribadire un concetto fondamentale alla base del documento approvato, ovvero il fatto che la risoluzione non è incentrata su un sentimento di pena per un gruppo “sfortunato” di persone, bensì rappresenta una sorta di “celebrazione” di quelle abilità che mettono le persone in condizione di dare il proprio contributo all’interno delle realtà sociali in cui vivono.

La Risoluzione – nella quale il Parlamento richiede all’Unione Europea lo sviluppo di specifici piani d’azione, lo stanziamento di risorse adeguate e un coinvolgimento pieno delle persone con disabilità in tutte le politiche di sviluppo – è stata approvata alla fine di un lungo dibattito, senza alcuna richiesta di modifiche o revisioni. Qui di seguito, dunque, ne riportiamo il testo integrale.

Risoluzione del Parlamento Europeo su disabilità e sviluppo

Il Parlamento Europeo,
– visto l’articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità Europea,
– visti gli articoli 21 e 26 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che sanciscono i diritti dei disabili,
– visti l’articolo 6 del Trattato sull’Unione Europea nonché l’articolo 14 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali,
– viste le Risoluzioni dell’Assemblea Parlamentare Paritetica ACP-UE del 1° novembre 2001 sui diritti dei disabili e degli anziani negli Stati ACP (1) e del 21 marzo 2002 sulle questioni di salute, la gioventù, gli anziani e i disabili (2),
– vista la sua Risoluzione del 3 settembre 2003 sulla comunicazione della Commissione dal titolo Verso uno strumento delle Nazioni Unite giuridicamente vincolante per la promozione e la tutela dei diritti e della dignità delle persone con disabilità (COM(2003)0016) (3),
– visti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite (risoluzione n. 60/1 dell’Assemblea Generale, del 16 settembre 2005, sul risultato del Vertice Mondiale del 2005),
– vista la Risoluzione WHA 58.23 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del 25 maggio 2005, sulle disabilità, inclusi gli aspetti di prevenzione, gestione e riabilitazione,
– viste le Norme Standard delle Nazioni Unite relative alla parità di opportunità per i disabili (risoluzione n. 48/96 dell’Assemblea Generale, del 20 dicembre 1993),
– vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo,
– visto il Programma d’Azione Mondiale delle Nazioni Unite per le persone disabili (risoluzione n. 37/52 dell’Assemblea generale, del 3 dicembre 1982),
– visto il Decennio dei Disabili dell’Asia e del Pacifico (1993-2002), il Decennio Africano dei Disabili (2000-2009), il nuovo Decennio dei Disabili dell’Asia e del Pacifico (2003-2012) e l’Anno Europeo dei Disabili (2003),
– vista la Nota di Orientamento della Commissione su disabilità e sviluppo, destinata alle delegazioni e ai servizi dell’Unione Europea, del marzo 2003 (Nota di orientamento della Commissione),
– visto l’articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A. considerando che le persone disabili nei paesi in via di sviluppo, in particolare le donne e i bambini, si trovano spesso tra gli elementi più poveri, svantaggiati e socialmente esclusi della popolazione, che sono inoltre spesso esclusi dall’assistenza allo sviluppo; considerando altresì che, secondo stime della Banca Mondiale, il 20% delle persone più povere al mondo sono disabili,
B. considerando che, secondo stime delle Nazioni Unite, le persone disabili rappresentano dal 7 al 10% della popolazione di ciascun Paese; considerando altresì che, stando alle stime della Rete di informazioni sulla popolazione delle Nazioni Unite, su 800 milioni di africani circa 50 milioni sono disabili,
C. considerando che la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite sarà impossibile se non si includono esplicitamente e attivamente le persone disabili di tutte le età,
D. considerando che la Nota di Orientamento della Commissione sottolinea la necessità di garantire l’accesso e l’inclusione dei disabili nel quadro di tutte le politiche e attività sostenute dalle delegazioni dell’UE,
E. considerando che la Commissione è parte dei negoziati sulla redazione di una Convenzione dell’ONU sulla promozione e la protezione dei diritti e della dignità delle persone disabili (progetto di Convenzione ONU), e che sarebbe auspicabile la celere adozione di tale Convenzione,
F. considerando che l’impegno dell’Unione Europea nella lotta contro la discriminazione sulla base dell’età, della razza, dell’appartenenza etnica, della disabilità, della religione, del genere e dell’orientamento sessuale deve costituire un principio guida in un approccio allo sviluppo fondato sui diritti,
G. considerando che la malnutrizione, gli incidenti, i traumi, i conflitti, le malattie (infettive, non infettive o congenite) e l’invecchiamento sono altrettante cause di disabilità e menomazioni, e che ben la metà di queste ultime possono essere evitate e sono direttamente correlate alla povertà,
H. considerando che nell’impegno per “l’istruzione per tutti” è compreso il sostegno alla parità di accesso dei disabili e delle loro famiglie all’istruzione,
I. considerando che, malgrado l’importanza dell’accessibilità degli edifici – soprattutto scuole, luoghi di lavoro ed edifici pubblici – ai disabili, i responsabili della progettazione urbana spesso trascurano la possibilità di adeguare la conformazione degli edifici alle necessità dei disabili, segnatamente durante le operazioni di ricostruzione a seguito di interventi d’emergenza,
J. considerando che gruppi rappresentativi di persone disabili possono e devono presenziare ed essere consultati nel quadro della definizione delle politiche, e rappresentare gli interessi delle persone disabili nell’ambito di organismi consultivi; considerando, al contempo, che i disabili e le loro organizzazioni non hanno avuto opportunità sufficienti di partecipare alla preparazione dei documenti di strategia nazionali della Commissione (DSN),

1. sottolinea che le questioni connesse alle disabilità devono riflettersi nelle politiche di sviluppo della Commissione nonché nei suoi programmi specifici volti ad affrontare problematiche quali la prevenzione, le cure, la riabilitazione e la stigmatizzazione;

2. ritiene che le questioni connesse alle disabilità debbano essere integrate a tutti i livelli, dalla fase di elaborazione delle politiche alla loro attuazione e valutazione, comprese le azioni che danno seguito alla dichiarazione programmatica dell’Unione Europea in materia di sviluppo e nel Piano d’Azione dell’Unione Europea per l’Africa;

3. invita la Commissione ad elaborare un dettagliato piano d’azione tecnico per la messa in opera della sua Nota di Orientamento, che comprenda linee direttive su politiche settoriali inclusive, un manuale per la gestione inclusiva di un ciclo di progetti, un modulo di formazione per i servizi e le delegazioni e una relazione annuale al Parlamento Europeo e al Consiglio;

4. invita la Commissione ad assicurare che siano stanziate risorse adeguate per azioni specifiche mirate sulle disabilità al fine di:
– esaminare la misura in cui le esigenze dei disabili sono affrontate nelle iniziative dell’Unione Europea di cooperazione allo sviluppo nei settori dell’istruzione, della salute, dell’occupazione, delle infrastrutture e di riduzione della povertà;
– attuare azioni in questo campo sulla base degli approcci definiti nella Nota di Orientamento della Commissione;
– rafforzare la sensibilizzazione di tutte le parti implicate nelle attività dell’UE in materia di cooperazione allo sviluppo nei confronti delle questioni connesse alle disabilità e alla promozione e la tutela dei diritti umani fondamentali dei disabili nei Paesi in via di sviluppo;

5. invita la Commissione ad includere, nel quadro del futuro strumento di cooperazione allo sviluppo, le disabilità e le persone disabili nei prossimi programmi geografici e tematici dell’Unione Europea; 

6. invita il Consiglio e la Commissione a sostenere l’introduzione nel progetto di convenzione sopracitato di un articolo specifico sulla cooperazione internazionale, quale base necessaria per azioni di collaborazione presso i Paesi in via di sviluppo e tra l’Unione Europea e tali Paesi;

7. ritiene che il 2007, Anno Europeo della Parità di Opportunità per Tutti, dovrebbe fornire all’UE l’occasione di esplicitare i propri valori nelle sue politiche ed azioni esterne ed invita la Commissione a presentare un’iniziativa sulla non discriminazione e i diritti dei disabili nella cooperazione allo sviluppo;

8. invita la Commissione a partecipare attivamente alle campagne sostenute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità volte ad affrontare menomazioni che sono prevenibili, quali la campagna Visione 2020 dell’OMS, che mira ad eliminare la cecità prevenibile entro il 2020, l’Iniziativa per l’eliminazione mondiale della polio, la Strategia Globale per l’ulteriore riduzione del flagello della lebbra e il sostegno delle attività di sorveglianza di tale malattia (2006-2010) e il Programma Mondiale per l’eliminazione della filariasi linfatica;

9. invita la Commissione ad includere una componente relativa alle disabilità nelle sue politiche e programmi in materia di sanità, in particolare negli ambiti della pediatria, della salute sessuale e riproduttiva, della salute mentale, dell’invecchiamento, dell’HIV/AIDS e delle affezioni croniche;

10. invita la Commissione, nelle sue politiche di sviluppo, e i governi a promuovere l’accesso dei disabili alle tecnologie di assistenza e un pari accesso a tutti i servizi e i programmi in materia di sanità;

11. invita la Commissione a concentrarsi sulla prevenzione delle disabilità, dato che, secondo le stime, 100 milioni di persone al mondo soffrono di menomazioni causate dalla malnutrizione e dalle cattive condizioni sanitarie e quindi prevenibili, e sarebbe possibile prevenire circa il 70% della cecità infantile in Asia e in Africa;

12. invita la Commissione, nelle sue politiche di sviluppo, e i governi ad aiutare i poteri pubblici ad individuare le disabilità nelle fasi più precoci e ad integrare programmi di riabilitazione in loco nel settore sanitario primario;

13. ribadisce che l’istruzione per i bambini e i giovani con disabilità costituisce una parte integrale dell’obiettivo del raggiungimento dell’istruzione primaria per tutti, includendo anche servizi di intervento precoce e di sostegno e formazione per le famiglie di bambini disabili; sottolinea il concetto ampio di istruzione adottato dall’Unesco, che mira ad un pieno inserimento nella società;

14. invita la Commissione e le delegazioni dell’UE a sostenere, attraverso progetti locali, le iniziative di formazione professionale, i servizi di collocamento e i servizi di consulenza imprenditoriale che includano persone disabili e ad incoraggiare i Paesi in via di sviluppo a ratificare la convenzione dell’ILO del 1983 relativa alla riabilitazione professionale e all’impiego delle persone disabili (n. 59, 1983);

15. sostiene pienamente, visti gli effetti specialmente sui bambini che ne rimangono vittime, la battaglia condotta su scala mondiale per eliminare le mine terrestri e altre armi analoghe e controverse, quali le bombe a grappolo (cluster submunitions); invita il Consiglio e la Commissione a prendere misure urgenti e decisive contro i Paesi che continuano a fabbricare, a vendere o ad utilizzare mine terrestri; invita il Consiglio e la Commissione a dare priorità alle operazioni di sminamento nei Paesi in via di sviluppo;

16. invita la Commissione ad assicurare che i nuovi progetti edilizi finanziati dall’Unione Europea integrino sistematicamente le norme ISO sul disegno accessibile, al fine di rendere gli edifici accessibili a tutti;

17. invita le delegazioni della Commissione a compiere sforzi specifici per facilitare il processo di creazione o di rafforzamento di organizzazioni delle persone disabili e assicurare che tali organizzazioni siano implicate nella consultazione e nella formulazione dei futuri DSN;

18. invita la Commissione ad assicurare che le persone disabili non siano più escluse dalla cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea e ad operare attivamente per la loro inclusione in tutti i programmi di sradicamento della povertà;

19. invita la Commissione e i governi nazionali a raccogliere dati sulla proporzione e lo status (inclusi aspetti quali l’età o il genere) dei disabili nelle fasce povere della popolazione, nell’istruzione e nell’occupazione o nel lavoro indipendente, nonché dati sull’impatto di progetti e politiche per le persone disabili nei settori dell’istruzione, della sanità, dell’occupazione e della riduzione della povertà;

20. invita i ricercatori, compresi quelli che operano in campo medico e socioeconomico, a moltiplicare i loro sforzi e ad armonizzarli per fornire dati e ricerche di buona qualità, due elementi chiave per far avanzare il tema della disabilità nell’ordine del giorno in materia economica, di benessere sociale e di sviluppo;

21. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e parlamenti degli Stati membri, al Consiglio dei Ministri e all’Assemblea Parlamentare Paritetica ACP-UE, alle Nazioni Unite, all’Unesco e all’Unione Africana.

[Grassetti nostri, N.d.R.]

Note:
(1) GU C 78 del 2.4.2002, p. 64.
(2) GU C 231 del 27.9.2002, p. 55.
(3) GU L 76 E del 25.3.2004, p. 231.