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La gravità unico parametro

Donna con disabilitàUna riunione allargata e un tavolo permanente di concertazione sui temi della disabilità tra vari assessorati regionali (Salute e Protezione Sociale, Lavoro, Istruzione, Edilizia, Trasporti, Cooperazione, Cultura ecc.), il Consiglio delle Autonomie Locali, le Associazioni degli Enti locali ANCI e Federsanità ANCI Friuli Venezia Giulia, la Conferenza Permanente per la Programmazione Sanitaria, Sociale e Sociosanitaria Regionale, la Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili e le organizzazioni sindacali. Queste le chiare proposte emerse al termine di una riunione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio delle Autonomie Locali – tenutasi nei giorni scorsi – che, su invito del presidente, Vittorio Brancati, ha esaminato le tematiche relative alla disabilità nel Friuli Venezia Giulia.
All’incontro erano presenti tra gli altri Vittorino Boem, Giuseppe Napoli e Vladimiro Kosic, presidenti rispettivamente della Conferenza Permanente per la Programmazione Sanitaria, Sociale e Sociosanitaria della Regione, di Federsanità ANCI Friuli Venezia Giulia e della Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili.

Nella sua introduzione Vittorio Brancati ha evidenziato la particolare attenzione che le Autonomie Locali dedicano ai temi della disabilità e della non autosufficienza e, più in generale, alle «fasce più deboli della popolazione». «Un’attenzione crescente – ha evidenziato – sia per motivazioni di tipo sociale, quali il positivo allungamento della durata della vita media e l’aumento delle famiglie monopersona, sia economiche, come le nuove povertà».

Vladimiro Kosic
ha illustrato quindi i risultati conseguiti dopo oltre un anno dalla sigla del protocollo congiunto del 1° giugno 2005: in primo luogo il riconoscimento del ruolo previsto dalla Legge Regionale 6/2006 (Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale; art. 13, Famiglie) e l’incremento delle risorse destinate dalla Regione ai servizi sociosanitari sul territorio (15 milioni di euro previsti dal Fondo per l’Autonomia Possibile).
Qualche riserva è stata invece sollevata sull’efficacia di tale spesa che, ha precisato Kosic, «se non accompagnata da adeguati interventi sul territorio, rischia di ricadere gravemente sulle famiglie, ad esempio con un aumento dell’istituzionalizzazione e del numero delle badanti. La gravità in materia di disabilità dovrebbe dunque costituire il parametro di riferimento per un’efficace distribuzione delle risorse».
Richiesto infine anche  un adeguato rafforzamento della Direzione Regionale per la Protezione Sociale e un’attenzione ideonea nella Finanziaria 2006, accanto alla definizione dei regolamenti attuativi del Fondo per l’Autonomia Possibile.

Da parte sua Vittorino Boem, nel richiamare la positiva collaborazione sviluppata in occasione della sigla del protocollo e nell’apprezzare il riconoscimento del ruolo della Consulta, ha anticipato che il rafforzamento della Direzione Regionale per la Protezione Sociale è già in atto, proprio al fine di procedere alla definizione dei regolamenti attuativi dei vari provvedimenti recentemente licenziati dalla Regione in ambito sociale.
Per quanto riguarda poi la distribuzione delle risorse, Boem ha evidenziato che in presenza della crescita esponenziale della domanda di servizi sociali per le diverse “fasce deboli” che fanno riferimento ai Servizi dei Comuni, «è necessario chiarire il concetto di “gravità” che non dev’essere riferito solo ad alcune condizioni,Persona con disabiltà su una scala, con l'accompagnatore ma a tutte le nuove e vecchie emergenze. Accanto alle risorse economiche, i Comuni dovranno quindi attivare una strategia complessiva, anche avvalendosi delle “azioni di comunità” e delle “reti sociali”, nonché selezionare adeguatamente le priorità dei bisogni».

A nome dell’ANCI e di Federsanità ANCI Friuli Venezia Giulia Giuseppe Napoli, ha tracciato un bilancio positivo del primo anno di un percorso condiviso tra associazioni e istituzioni, peraltro ribadito anche in un recente documento* siglato dalla Consulta con le organizzazioni sindacali.
«Per migliorare ulteriormente – ha dichiarato Napoli – sarà necessario l’impegno di tutti per “scelte coraggiose”, sia al fine di rafforzare adeguatamente i servizi sociosanitari sul territorio, come peraltro la Regione sta dimostrando di fare, sia di potenziare, anche con risorse umane, il ruolo di regia della competente Direzione».
Sul Fondo per l’Autonomia Possibile, Napoli ha auspicato un’adeguata copertura finanziaria anche per il futuro, nonché la prosecuzione della collaborazione propositiva avviata con tutte le associazioni.

A conclusione dell’incontro, nel rilevare il carattere multisettoriale dei diversi aspetti legati alla disabilità, il presidente Brancati ha proposto di sottoporre all’attenzione della Giunta Regionale – a nome del Consiglio delle Autonomie Locali – l’opportunità di attivare il tavolo permanente di cui si è detto all’inizio, con l’obiettivo «di trattare globalmente questi temi in modo coordinato, proprio al fine di utilizzare al meglio le risorse e garantire servizi sociosanitari sempre più appropriati».
(S.B.)

*Si tratta del documento intitolato
Un Welfare comunitario: un obiettivo inclusivo e di qualità per tutte le persone di questa regione, siglato il 28 settembre 2006 tra la Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili e le organizzazioni sindacali. Il testo di esso è disponibile cliccando qui.

Per informazioni:
Consulta Regionale delle Associazioni
dei Disabili del Friuli Venezia Giulia

c/o Assessorato Regionale alla Sanità e alle Politiche Sociali
Riva Nazario Sauro, 8, 34100 Trieste
tel. 040 3775679, fax 040 3775632
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