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Prepensionamento da sostenere

Ragazzo con disabilità insieme a ragazza bionda non disabileIn un Paese dove la pensione anticipata è stata letteralmente “regalata” a molte categorie, da troppi anni sono ferme in Parlamento proposte di legge per la concessione del prepensionamento ai genitori che assistono i propri figli con gravi disabilità. E la gravità, quando si parla di handicap, non è un termine generico, ma presuppone una speciale condizione, certificata in base ad una visita collegiale, che comporti l’impossibilità per il disabile di compiere «gli atti quotidiani della vita».
Queste persone, se non vengono aiutate, non sono in grado di lavarsi, vestirsi, nutrirsi o partecipare alla vita sociale.
Nella maggior parte dei casi, dunque, la persona con disabilità in condizioni di gravità dipende completamente dal genitore che si occupa di lui e quando raggiunge la maggiore età e perde quindi la possibilità di partecipare alla vita scolastica, la sua famiglia (spesso monogenitoriale) si trova di fronte a scelte terribili: lasciare il lavoro (senza aver raggiunto l’età della pensione) e vivere di assistenzialismo o affidare il proprio figlio ad uno degli istituti-lager dei quali è tristemente ricca la cronaca di tutti i giorni. Troppo spesso abbiamo anche assistito alla disperazione di genitori che, senza un’opportunità degna di questo nome, preferiscono uccidere il figlio e uccidersi a loro volta.

In un Paese, dunque, che si ritenga civile abbiamo il dovere di offrire a queste famiglie una nuova possibilità: il prepensionamento!
Oggi i progetti di legge presentati recentemente dall’onorevole Katia Bellillo [Norme per il prepensionamento di lavoratori e lavoratrici con a carico familiari gravemente disabili, N.d.R.] e dal senatore Giuseppe Di Lello [Equiparazione del lavoro di cura nei confronti dei disabili gravi e gravissimi ai lavori usuranti, N.d.R.] possono essere un’importante occasione per ovviare a questo grande vuoto, ma perché vengano considerate nella giusta maniera, senza rischiare di perdersi nella notte dei tempi, vanno sostenute da un forte movimento popolare.

In questo senso la nostra Associazione per l’Autismo “Almeno Credo” ONLUS, che a sede a Marano di Napoli, si è costituita in un Comitato di Sostegno collegato ad analoghe iniziative sorte in tutta Italia e ha organizzato una manifestazione regionale campana per venerdì 2 marzo (Sala Consiliare, presso la Scuola Media “Socrate”, Via G. Falcone, Marano di Napoli, ore 17), cui parteciperanno proprio i parlamentari Bellillo e Di Lello, oltre ad alcuni componenti del Comitato Nazionale di Sostegno.
All’appuntamento sono stati invitati anche i sindaci delle città del comprensorio Giuglianese e le associazioni di tutta la Campania che abbiano a cuore i problemi delle persone con disabilità.

*Presidente dell’Associazione Genitori per l’Autismo
“Almeno Credo” ONLUS.

Per ulteriori informazioni:
info@almenocredo.orghttp://www.almenocredo.org/.