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Il volontariato ha un valore sociale

Il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero e il sottosegretario Franca Donaggio alle Nazioni Unite, per la firma della Convenzione sulla Disabilità (foto di Giulio Fazzi)«Spero che entro il mese di maggio riusciremo a ripartire le risorse del Fondo delle Politiche Sociali con le Regioni, una somma che abbiamo riportato vicino al miliardo di euro».
Lo ha annunciato il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, intervenendo alla Conferenza Regionale del Volontariato del Lazio, convocata in preparazione della quinta Conferenza Nazionale del Volontariato, in programma a Napoli, dal 13 al 15 aprile.

Ferrero ha ricordato i tre punti cardine della Conferenza Nazionale: il valore sociale, la chiarezza del ruolo del volontariato, l’inizio del percorso di modifica e messa a punto delle leggi di settore.
«Il volontariato – ha dichiarato il ministro – è per il Paese più importante dell’alta velocità. Non solo quello che va nella relazione della Banca d’Italia o nei vari indici economici ha una valenza: il volontariato ha un valore sociale che va riconosciuto».
Sottolineando poi che le risorse del welfare sono insufficienti, Ferrero ha ribadito che lo Stato non può però appoggiarsi sul volontariato, per risolvere i problemi sociali del Paese.
Per quanto poi riguarda le modifiche legislative, si è parlato della necessità «di discutere in pubblico e in modo trasparente i bisogni del settore, prima per una messa a punto delle leggi già esistenti, poi per arrivare ad un testo unico».

Sul fronte delle Regioni, il ministro ha puntato il dito contro l’assenza di un vincolo di destinazione a queste ultime. In sostanza, al Ministero della Solidarietà Sociale sarebbe difficile avere il monitoraggio di quanto le Regioni investano nei diversi livelli e capitoli dei servizi d’assistenza e questo anche perché «è stato abolito il vincolo di destinazione del Fondo Sociale Nazionale», una scelta errata, secondo Ferrero. Infatti, «il vincolo era anche uno strumento d’indirizzo e senza questo è difficile per noi sapere che cosa succeda davvero».
Ciò che si può fare a questo punto è «fissare al più presto i Livelli Essenziali di Assistenza, per determinare le prestazioni e gli impegni».
E tuttavia, ha concluso Ferrero, «rispetto al Fondo Nazionale le Regioni debbono ricevere assicurazioni sui livelli di finanziamento, con un limite “al basso” che sia blindato, ma anche con una ripartizione costante. Quest’anno, dunque, pensiamo di riuscire a ripartire e ad attribuire il Fondo entro maggio, consentendo alle Regioni di completare la loro programmazione entro l’estate e dunque,di lavorare».
(F.D.)