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Il ministro Ferrero ascolta i non udenti

Una mano chiusa a pugnoGiovedì 13 settembre 2007: una data importante per i circa 70.000 cittadini italiani non udenti. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato un disegno di legge in loro favore, proposto dal ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ed elaborato di concerto con le associazioni.
Composto di quattro articoli, nel primo di questi esso annuncia la promozione dell’integrazione delle persone sorde «attraverso la rimozione delle barriere che limitano la partecipazione delle persone sorde alla collettività».
L’articolo 2 fa poi riferimento all’individuazione di disposizioni minime garantite (il cui contenuto sarà da determinare in un secondo momento), volte a favorire nel concreto l’integrazione sociale.

In particolare, il testo contiene due disposizioni attese da tempo dagli interessati: da una parte, il potenziamento degli interventi di diagnosi precoce per tutti i bambini nati o divenuti sordi e dei conseguenti interventi riabilitativi, protesici e logopedici, dall’altra la necessità di promuovere «l’acquisizione da parte delle persone sorde della lingua orale e scritta», tramite le tecnologie disponibili per l’informazione e la comunicazione.
Questo secondo punto comprende il riconoscimento della LIS (Lingua Italiana dei Segni), da utilizzare anche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e nei giudizi civili e penali.

L’approvazione del disegno di legge è stata accolta con «gioia e soddisfazione» dall’ENS (Ente Nazionale Sordi). Per Ida Collu, presidente nazionale dell’associazione, «l’approvazione del disegno di legge per l’uso della LIS in Italia è il riconoscimento ufficiale di un diritto fondamentale per le persone sorde. Dopo le battaglie portate avanti dall’ENS a nome di tutti i sordi italiani, non possiamo che dirci felici e auspicare una comunicazione finalmente libera e piena tra cittadini sordi e udenti, proprio in virtù dell’uso della Lingua dei Segni».
Certamente, si tratta del primo segnale significativo in attuazione dei principi, sottoscritti anche dall’Italia, sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Ora il disegno di legge andrà all’esame della Conferenza Unificata per il parere sugli aspetti di competenza e, successivamente, del Parlamento per la discussione e l’eventuale sua approvazione e trasformazione in legge.
(B.P.)