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Tutto questo avrebbe già potuto essere realtà!

Ragazzina in carrozzina con due compagne non disabiliSi è riunito il 31 gennaio scorso l’Osservatorio del Ministero della Pubblica Istruzione sull’Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità.
Il sottosegretario Letizia De Torre – che lo presiede affiancata dagli esperti del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio stesso – ha tracciato per l’occasione una sintesi dei lavori svolti in quest’anno e mezzo, evidenziando come si sia posto l’accento sulla necessità di formazione dei docenti curricolari, con l’avvio del corso di formazione I Care che coinvolge circa 1.700 scuole e obbligatoriamente tutti i loro docenti curricolari e di sostegno, per un impegno finanziario di circa 6 milioni di euro.
In secondo luogo è stata completata l’organizzazione di Centri Provinciali di Consulenza Informatica a disposizione di tutte le scuole che ne abbiano bisogno per una migliore integrazione degli alunni con disabilità.
Si è inoltre puntato ad allestire una parte del sito web del Ministero incentrata sugli aspetti dell’integrazione scolastica e si sta anche lavorando per la fornitura agli alunni con disabilità, che ne abbiano necessità, di testi scolastici in formato elettronico.

E ancora, è stato avviato un nucleo itinerante di ispettori ministeriali per monitorare alcuni aspetti organizzativi dell’integrazione scolastica, mentre il Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio sta predisponendo un documento di princìpi, cui dovranno ispirarsi le Linee Guida, da tempo richieste dalle associazioni.
È stato infine avviato, insieme al Ministero della Salute, un tavolo di lavoro presso la Conferenza Stato-Regioni, per le problematiche legate alle nuove certificazioni di disabilità e all’assegnazione conseguente delle ore di sostegno didattico, insieme ad altre risorse che debbono essere fornite, ove necessario, dagli Enti Locali, in attuazione delle recenti modifiche normative introdotte dalle ultime due Leggi Finanziarie.

L’intervento del sottosegretario è stato seguito da un ampio dibattito, sostenuto soprattutto dalle associazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che al mattino avevano tenuto un’apposita riunione del proprio Osservatorio, ribadendo la necessità che il Ministero continui nelle attività già avviate, in quanto esse rientrano nell'”ordinaria amministrazione” del servizio scolastico.
A tal proposito è stato ricordato che le circolari sugli esami di licenza media e della cosiddetta “maturità” – in via di emanazione – esplicitino il diritto degli alunni con disabilità ad essere comunque “ammessi” agli esami, restando altresì impregiudicato l’esito positivo o negativo, a seconda del libero giudizio delle Commissioni, in quanto una mancata ammissione precluderebbe loro l’ottenimento anche del semplice “attestato con l’indicazione dei crediti formativi maturati”, indispensabile per la frequenza della scuola superiore, in ottemperanza della nota Sentenza 215/87 della Corte Costituzionale.
Si è chiesta anche una precisazione rispetto al fatto che agli alunni che svolgono un PEI (Piano Educativo Individualizzato) “differenziato”, che non dà diritto al titolo legale conclusivo degli studi, non si applichino le recenti norme sui debiti formativi, che invece vanno applicate a quanti seguono un PEI normale o “semplificato”.
Quanto alla nuova quarta prova nazionale introdotta per gli esami di licenza media, le associazioni hanno chiesto che venga esplicitata la possibilità che le Commissioni d’Esame possano predisporre prove equipollenti, nei casi necessari, come già previsto per gli esami di “maturità”.

Ora di lezione a scuola. Tra gli alunni un ragazzo in carrozzinaSu un altro versante – quello della revisione degli organici dei docenti – è stato chiesto che vengano individuate “scuole-polo” presso le quali concentrare non gli alunni di una stessa tipologia di minorazione, come qualcuno aveva erroneamente inteso, ma risorse umane, ausili e sussidi specifici per singole tipologie di minorazioni più complesse, che possano circolare fra le scuole di un ambito territoriale (possibilmente coincidente con il Piano di Zona), fermo restando il divieto di concentrazione di alunni con simili minorazioni nella stessa scuola.
Le associazioni hanno sollevato infine il problema dei corsi di specializzazione a distanza che sono stati autorizzati dal Ministero dell’Università ad alcune sedi universitarie e recentemente all’Università di Venezia per oltre 1.350 corsisti.
Questo risulta in pieno conflitto con la necessità della formazione dei futuri docenti per il sostegno, che dovrebbero far parte di piccoli gruppi, a stretto e continuo contatto con i docenti universitari e con le realtà ove si svolge in concreto l’integrazione scolastica.

Il sottosegretario De Torre si è impegnato in conclusione a trasmettere ai due ministri della Pubblica Istruzione e dell’Università le richieste delle associazioni, che condivide, e a farle prendere immediatamente in esame dagli uffici competenti.
Ha concluso dicendo che, anche se queste richieste dovranno essere realizzate da un nuovo Governo, immediato o successivo ad elezioni, il suo impegno personale consisterà nel farle proprie e diffonderle.
Personalmente ritengo che se il Ministero avesse preso in considerazione subito le richieste delle associazioni formulate durante il Governo Berlusconi e reiterate all’inizio del Governo Prodi, molte soluzioni che sono state adesso annunciate in fase di allestimento o di realizzazione, sarebbero già realtà, come dichiarato da chi scrive anche nell’articolo di bilancio di fine 2007 [si tratta del testo da noi pubblicato con il titolo Meglio confidare nel 2008!, disponibile cliccando qui, N.d.R.].

*Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).