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Serve chiarezza sul sostegno e su tanti altri problemi

Ragazzo alla lavagna con l'espressione cupa «È necessario fare chiarezza, è indispensabile che il Ministero esca con un comunicato stampa e che la CISL Scuola sia più precisa, altrimenti si rischia solo di fare del “terrorismo”, creando problemi in aggiunta a quelli effettivi già esistenti».

Lo afferma Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), di fronte a quanto dichiarato da Francesco Scrimma, segretario dela CISL Scuola, rispetto ai tagli annunciati dal Ministero della Pubblica Istruzione, che «colpirebbero pesantemente anche il sostegno agli alunni disabili, con un effetto molto pesante sulla scuola dell’integrazione».
Secondo Scrimma, le cui dichiarazioni sono state riprese anche dal portale SuperAbile, il taglio annunciato dal ministro Mariastella Gelmini di circa 150.000 posti complessivi, porterà «a tantissimi insegnanti di sostegno che salteranno, interrompendo un processo avviato e mettendo in crisi tutto il sistema della scuola dell’integrazione».

Ma, controbatte Nocera, «la decisione della Finanziaria per il 2008 sull’immissione in ruolo dei docenti di sostegno e il numero massimo di circa 93.000 in organico di fatto (rapporto medio-provinciale di un posto ogni due alunni con disabilità) non vengono a mio avviso per nulla scalfiti dal taglio dei posti curricolari preannunciati nella Nota Ministeriale del 4 giugno 2008 sugli organici di fatto, la quale espressamente esclude dai tagli stessi i posti di sostegno. Bisogna quindi chiarire all’opinione pubblica che i tagli preannunciati non toccano assolutamente i posti di sostegno».

Sono piuttosto altre, secondo il vicepresidente della FISH, le questioni importanti, come da tempo egli stesso scrive, su queste colonne: «I veri problemi per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità riguardano altri aspetti, come la mancanza di continuità didattica dei docenti di sostegno precari, la mancata formazione iniziale e obbligatoria in servizio di quelli curricolari sull’integrazione scolastica, la mancata assistenza igienica da parte dei collaboratori scolastici, la mancata attuazione dell’Intesa Stato-Regioni del 20 Maggio scorso sulla presa in carico dei progetti individuali di integrazione scolastica, il rifiuto delle Province e talora di qualche Comune a fornire gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, malgrado numerose sentenze della Magistratura, la mancata riconvocazione dell’Osservatorio Scolastico Ministeriale, con la presenza delle associazioni, le scarsissime risorse per i casi di difficoltà di apprendimento non certificabili come handicap, ma presenti nelle scuole in misura dieci volte superiore a quella del 2% degli alunni con disabilità».

Quanto mai perentoria anche la conclusione di Nocera: «Vogliamo una buona volta chiarirci tutti e chiarire all’opinione pubblica che l’insegnante di sostegno è una delle risorse per l’integrazione, ma non l’unica?». (S.B.)