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Dalla Gran Bretagna una guida per l’educazione inclusiva

Richard RieseIl diritto all’istruzione per tutti i bambini e gli adolescenti è stato sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – di cui il 10 dicembre prossimo ricorrerà il sessantesimo anniversario – e più recentemente negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Developmente Goals); e tuttavia, nei Paesi in via di sviluppo, la percentuale di bambini con disabilità che frequentano la scuola è stimata tra l’1% e il 5%.
Ancora lungo è quindi il cammino per l’attuazione di una piena inclusione scolastica, processo che dovrebbe mettere in condizione tutti i ragazzi di imparare e partecipare effettivamente al sistema scolastico, senza alcuna segregazione, spostando l’attenzione dal voler cambiare le persone con disabilità per adattarle alla società, al trasformare invece la società stessa e il mondo attraverso nuovi atteggiamenti e con la rimozione di tutte le barriere.

La recente guida intitolata Implementing Inclusive Education, curata da Richard Rieser – direttore dell’organizzazione inglese Disability Equality in Education, che sviluppa percorsi di formazione e fornisce consulenza e risorse per migliorare la situazione delle persone con disabilità nel sistema educativo – intende fornire ai Paesi del Commonwealth uno strumento utile a favorire l’implementazione dell’articolo 24 della recente Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (articolo di cui pubblichiamo in calce il testo integrale), dimostrando come gli stessi Paesi del Commonwealth stiano cercando di impegnarsi in questo processo di trasformazione della società.
Un utile supporto, quindi, per tutti coloro che sono e saranno incaricati a garantire l’inclusione scolastica per tutti, per far sì che i bambini con disabilità siano pienamente inclusi in tutti gli aspetti del sistema educativo.

Attraverso il manuale illustrato e i due DVD che la corredano, la guida (pubblicata da Commonwealth Secretariat) fornisce una serie di esempi di come vari Paesi del Commonwealth abbiano provato a realizzare un sistema educativo inclusivo per tutti i bambini e gli adolescenti.
Il messaggio proposto da Rieser – «si può fare» – è quanto mai chiaro; l’obiettivo dev’essere ora quello di implementare l’educazione inclusiva in tutto il mondo. (P.B. e S.B.)

Richard Rieser, Implementing Inclusive Education, Commonwealth Secretariat 2008.
– 1. Introduzione
(Cosa vogliono i giovani? / Nulla su di Noi Senza di Noi / L’articolo 24 della Convenzione /  La lunga strada del diritto all’educazione inclusiva per i bambini con disabilità)
– 2. Il passaggio da un modello medico a un modello sociale basato sui diritti umani (Integrazione o inclusione / Community based rehabilitation / I costi dell’inclusione / L’inclusione scolastica delle persone indigene / Fattori chiave per lo sviluppo dell’educazione inclusiva)
– 3. Organizzazioni multinazionali
– 4. Azioni su piano nazionale
– 5. Inclusione su piano regionale
– 6. Adattamenti per le scuole e per le classi
– 7. Risorse
Allegati i DVD: Esempi di educazione inclusiva in Africa e in India e Materiale formativo, esempi di pratiche inclusive da Gran Bretagna, Uganda e Canada.

Per ottenere il testo direttamente tramite internet (costo: 15 sterline + spese postali), cliccare qui alla presentazione in inglese, con allegato il modulo per l’ordinazione, oppure al sito di Commonwealth Secretariat, cliccando qui.

Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità
Articolo 24 – Educazione

1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto all’istruzione delle persone con disabilità. Allo scopo di realizzare tale diritto senza discriminazioni e su base di pari opportunità, gli Stati Parti garantiscono un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli ed un apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita, finalizzati:
(a) al pieno sviluppo del potenziale umano, del senso di dignità e dell’autostima ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità umana;
(b) allo sviluppo, da parte delle persone con disabilità, della propria personalità, dei talenti e della creatività, come pure delle proprie abilità fisiche e mentali, sino alle loro massime potenzialità;
(c) a porre le persone con disabilità in condizione di partecipare effettivamente a una società libera.

2. Nell’attuazione di tale diritto, gli Stati Parti devono assicurare che:
(a) le persone con disabilità non siano escluse dal sistema di istruzione generale in ragione della disabilità e che i minori con disabilità non siano esclusi in ragione della disabilità da una istruzione primaria gratuita libera ed obbligatoria o dall’istruzione secondaria;
(b) le persone con disabilità possano accedere su base di uguaglianza con gli altri, all’interno delle comunità in cui vivono, ad un’istruzione primaria, di qualità e libera ed all’istruzione secondaria;
(c) venga fornito un accomodamento ragionevole in funzione dei bisogni di ciascuno;
(d) le persone con disabilità ricevano il sostegno necessario, all’interno del sistema educativo generale, al fine di agevolare la loro effettiva istruzione;
(e) siano fornite efficaci misure di sostegno personalizzato in ambienti che ottimizzino il progresso scolastico e la socializzazione, conformemente all’obiettivo della piena integrazione.

3. Gli Stati Parti offrono alle persone con disabilità la possibilità di acquisire le competenze pratiche e sociali necessarie in modo da facilitare la loro piena ed uguale partecipazione al sistema di istruzione ed alla vita della comunità. A questo scopo, gli Stati Parti adottano misure adeguate, in particolare al fine di:
(a) agevolare l’apprendimento del Braille, della scrittura alternativa, delle modalità, mezzi, forme e sistemi di comunicazione aumentativi ed alternativi, delle capacità di orientamento e di mobilità ed agevolare il sostegno tra pari ed attraverso un mentore;
(b) agevolare l’apprendimento della lingua dei segni e la promozione dell’identità linguistica della comunità dei sordi;
(c) garantire che le persone cieche, sorde o sordocieche, ed in particolare i minori, ricevano un’istruzione impartita nei linguaggi, nelle modalità e con i mezzi di comunicazione più adeguati per ciascuno ed in ambienti che ottimizzino il progresso scolastico e la socializzazione.

4. Allo scopo di facilitare l’esercizio di tale diritto, gli Stati Parti adottano misure adeguate nell’impiegare insegnanti, ivi compresi insegnanti con disabilità, che siano qualificati nella lingua dei segni o nel Braille e per formare i dirigenti ed il personale che lavora a tutti i livelli del sistema educativo. Tale formazione dovrà includere la consapevolezza della disabilità e l’utilizzo di appropriate modalità, mezzi, forme e sistemi di comunicazione aumentativi ed alternativi, e di tecniche e materiali didattici adatti alle persone con disabilità.

5. Gli Stati Parti garantiscono che le persone con disabilità possano avere accesso all’istruzione secondaria superiore, alla formazione professionale, all’istruzione per adulti ed all’apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita senza discriminazioni e su base di uguaglianza con gli altri. A questo scopo, gli Stati Parti garantiscono che sia fornito alle persone con disabilità un accomodamento ragionevole.