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Indipendenza e risorse per il Garante dell’Infanzia

Vari bambini disposti a cerchio e fotografati dall'altoNei giorni scorsi alla Camera ha subìto un arresto e tornerà quindi in Commissione il Disegno di Legge A.C. 2008 presentato l’11 dicembre 2008 dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, per l’Istituzione del Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza (se ne legga qui la versione arrivata nei giorni scorsi in aula). Dopo infatti che era stato approvato (per un voto di scarto) un emendamento dell’opposizione volto a dare al nuovo istituto «poteri autonomi di organizzazione, con indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica», si è deciso di rinviare appunto i lavori in Commissione.

La questione dell’indipendenza e dell’autonomia del nuovo Garante era la stessa che aveva sollevato nei mesi scorsi il Gruppo di Lavoro CRC (CRC sta per Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza), con una nota ufficiale, ove si esprimeva tra l’altro preoccupazione per il fatto che l’articolo 5 del Disegno di Legge disponesse «che il Garante non fosse dotato di una propria struttura, ma, per lo svolgimento dei propri compiti, si dovesse avvalere di risorse umane, finanziarie e strumentali attualmente disponibili presso il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e presso il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri».
Poco oltre, in quella stessa lettera, si era evidenziato come la copertura finanziaria prevista dall’articolo 7 del Disegno di Legge fosse «pari a 200.000 euro, […] considerando solo “i compensi del Garante” e non risultando pertanto adeguata allo svolgimento delle funzioni proprie del Garante stesso».

A rafforzare tali concetti – che hanno trovato, come detto, rispondenza concreta nell’emendamento approvato nei giorni scorsi alla Camera – è stata anche Terre des Hommes Italia (tra l’altro appartenente essa stessa al cospicuo elenco di organizzazioni che compongono il Gruppo di Lavoro CRC), che in una propria nota ha «esortato il Parlamento Italiano ad arrivare presto all’approvazione di una legge per l’istituzione del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, idonea a garantirne l’indipendenza e soprattutto fondi adeguati per svolgere la sua funzione a livello nazionale, sull’esempio di quanto già avvenuto in molte Regioni italiane che già si sono dotate di questo fondamentale strumento di protezione dell’infanzia».
«Il criterio principe di ogni discussione a livello politico in questo settore – ha dichiarato in tal senso Raffaele salinari, presidente di Terre des Hommes International – deve restare quello dell’“interesse superiore del minore”, nello spirito della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescneza. Per questo ricordiamo che l’istituzione del Garante è un atto dovuto, in coerenza agli obblighi che derivano al nostro Paese dall’aver sottoscritto tale Convenzione e che la perdurante assenza di tale figura è un inaccettabile vuoto di civiltà giuridica che speriamo venga presto colmato». (S.B.)

I diritti dei bambini e il Gruppo di Lavoro CRC

La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990. L’Italia l’ha ratificata il 27 maggio 1991 con la Legge 176/91.
Per verificare che i princìpi sanciti dall’importante documento siano effettivamente rispettati, le Nazioni Unite chiedono ad ogni Stato di redigere e presentare ogni cinque anni un rapporto. Inoltre, per dare voce anche al punto di vista della società civile, le Organizzazioni Non Governative e del Terzo Settore hanno la possibilità di elaborarne uno supplementare.
Per questa ragione nel 2000 è nato in Italia il Gruppo di Lavoro per la CRC che l’anno successivo ha redatto un rapporto sulla condizione dell’infanzia in Italia supplementare a quello che il Governo Italiano aveva precedentemente presentato alle Nazioni Unite.
In seguito il Gruppo di Lavoro ha deciso di proseguire nella sua opera di monitoraggio, redigendo annualmente un rapporto di aggiornamento che verifica lo stato di applicazione della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro Paese.
Anche nel maggio del 2008 il Gruppo di Lavoro ha predisposto un rapporto supplementare a quello che il Governo Italiano è tenuto a presentare al Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (disponibile cliccando qui).
Sono oggi ben numerose le associazioni e le organizzazioni non profit che compongono il Gruppo di Lavoro per la CRC e che hanno sottoscritto il Rapporto del 2008. A coordinarle è Save the Children Italia e tra esse vi sono anche il CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) e l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale).

Il Gruppo di Lavoro per la CRC dispone oggi anche di uno specifico sito internet, che è www.gruppoCRC.net.