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Servirebbe semplicemente un sostegno «normale»

Aula scolastica vuotaTra i tanti problemi e disguidi che hanno contraddistinto questi primi mesi dell’anno scolastico per le persone con disabilità e le loro famiglie, ne registriamo uno riguardante l’assegnazione dell’insegnante di sostegno, ma per un aspetto un po’ più particolare rispetto a quelli di cui ci eravamo occupati finora.

È «Il Sannio Quotidiano», testata di Benevento, a informarci della vicenda che vede per protagonista una studentessa dell’Istituto Alberghiero “Le Streghe” della città campana cui da quest’anno non è stata affiancata una “normale” insegnante di sostegno – come in passato – ma una “tutor” specializzata in LIS (Lingua Italiana dei Segni), pur non avendone lei bisogno.
A rivolgersi al giornale è stata la madre della ragazza, che ormai da un paio di mesi si batte contro questa «decisione autonoma presa dalla dirigente della scuola, che senza dare alcun preavviso a noi genitori, ha modificato il programma di riabilitazione che da tempo segue nostra figlia».
 
La giovane è affetta da ipoacusia neurosensoriale bilaterale congenita e dopo un intervento chirurgico cui è stata sottoposta qualche anno fa, ha recuperato parte dell’udito e, grazie alla logoterapia, anche l’uso della parola. «Progressi importanti, frutto di tanti sacrifici – ha dichiarato ancora la madre – che ora però rischiano di vanificarsi a causa della decisione adottata dalla scuola. Mia figlia, infatti, non conosceva il Linguaggio dei Segni e quindi oggi, quando entra in quella scuola, si trova in grande difficoltà, visto che da settimane deve anche imparare questo nuovo metodo, utilissimo a chi non sente e non parla. Una novità che la fa innervosire a tal punto che i suoi professori hanno notato un calo di interesse durante le lezioni. Io non ritengo per niente giusto che si debba sentire “diversa” per una cosa che non ho mai chiesto alla dirigente».

Essendo dunque stata la persona sempre riabilitata con il normale linguaggio usato per leggere, scrivere e parlare, la famiglia ha chiesto alla preside dell’Istituto Alberghiero «di revocare immediatamente l’incarico all’insegnante LIS, mai da noi richiesta, e di ripristinare le ore di sostegno che permetterebbero finalmente a mia figlia di tornare alla normalità».
A questo punto, per trovare una soluzione – che non è arrivata nemmeno dopo le lettere inviate all’Ufficio Scolastico Provinciale e alla Provincia – la madre della ragazza si è rivolta anche alla FIADDA (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi), associazione nazionale federata alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), ed è stata proprio Silvana Baroni, presidente della FIADDA, a segnalarci la vicenda, dichiarando il proprio impegno a supportare la famiglia coinvolta e cercando di trovare il modo per far sì che venga in primo luogo tutelata la regolare e tranquilla frequenza scolastica della studentessa.
Dalla stessa FIADDA, quindi, attendiamo notizie su eventuali sviluppi che si auspica possano essere positivi. (S.B.)