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Storia di un «flop trionfale»

Viso di donna del quale sono visibili solo gli occhi. Il resto è coperto dal collo di un maglioneUna serie infinita di eventi sfavorevoli aveva rischiato di trasformare la presentazione in un capoluogo di Regione [Genova, 22 febbraio 2010, N.d.R.] di un nostro libretto sull’integrazione scolastica delle persone con disabilità gravissima in un flop colossale [il libro è La scuola di Silvia. Quindici anni di guerra (tanta) e di pace (poca) con l’istituzione scolastica, di cui si può leggere nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.]. Un improvviso evento luttuoso, infatti, aveva costretto l’intervistatore e organizzatore “sul campo” a non essere presente, il tempo era stato pessimo, molte scuole non avevano ancora ricevuto la circolare di invito della competente Direzione Scolastica Regionale, l’unico locale reperito con accessibilità e fruibilità garantite (e concesso gratuitamente) era l’aula magna di un liceo scientifico con quasi mille posti a sedere (!!!)… ed eravamo una trentina di persone!

Forse altri si sarebbero messi a piangere, specie dopo una quindicina d’anni passati a organizzare convegni e conferenze con centinaia di persone come pubblico; noi invece siamo stati felicissimi di come sono andate poi le cose ed ecco il perché:
– c’erano alcune famiglie con disabilità venute appositamente dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dal Veneto;
– è stata l’occasione per tenere la nostra Assemblea Annuale subito prima della presentazione del libro (e per noi – causa la gravità delle nostre ragazze e ragazzi – è difficilissimo riunirci “fisicamente”);
– c’erano rappresentanti ufficiali della Regione, dell’Ufficio Scolastico Regionale e della Consulta Regionale per l’Handicap;
– c’erano due docenti universitari, una ricercatrice di un Centro di Tecnologie Didattiche e alcuni insegnanti curricolari e di sostegno;
– c’è stato un bellissimo scambio di domande e risposte tra una ragazza disabile del pubblico e una ragazza disabile “delle nostre”, in qualità di dimostratrice di tecniche di comunicazione aumentativa;
– abbiamo onorato la nostra mission, distribuendo gratuitamente (grazie a chi ha voluto contribuire con un’offerta!) una cinquantina di copie del libro.

Insomma, vorremmo averne spesso di flop come questi!

*Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi).