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Quando partecipare a un concerto è ancora un lusso

Il palco del Lamezia Demofest 2008Questa è la storia di una serata qualunque a Lamezia Terme (Catanzaro), vissuta da un gruppo di amici con disabilità e non, che decide per sua sfortuna di uscire di casa, per una manifestazione che però non è un evento qualunque, ma il Lamezia Demofest, rispetto al quale si parla della città calabrese come della «capitale della musica emergente italiana, che incorona la migliore nuova proposta del 2010». Un evento organizzato dal Comune di Lamezia Terme e dalla Show Net di Ruggero Pegna, uno degli appuntamenti estivi di maggiore visibilità del territorio.

Arrivati dunque in zona concerto, il 23 luglio, con tanta allegria per avere avuto la fortuna di trovare un parcheggio riservato libero, ci dirigiamo verso il palco e in attesa che Ron, l’ospite d’onore della manifestazione, dia il via al suo spettacolo, ci dividiamo: alcuni di noi prendono qualcosa da bere, mentre altri proseguono verso il palco.
Da li a poco riceviamo una telefonata dai nostri amici: «Cercate di fare presto perché c’è un problema. Dopo tutto questo cammino (all’incirca un chilometro), c’è una macchina che blocca lo scivolo e la Polizia Municipale, qui presente, si rifiuta categoricamente di farla spostare. Per un’Ordinanza Comunale, la n. 266 del 20 luglio 2010 [non ancora disponibile nel sito del Comune di Lamezia Terme, N.d.R.], ci dicono che la strada è interdetta al transito pedonale».
A queste parole, quindi, ci dirigiamo subito sul posto e una volta arrivati, troviamo Erika, la nostra amica in carrozzina, impaurita e agitata  perché degli estranei – quattro uomini della Polizia Municipale – l’avevano sollevata di peso per farla salire sul marciapiede.
Data la situazione allarmante, chiediamo delle spiegazioni agli agenti che, un po’ seccati e infastiditi, ci ribadiscono che la macchina parcheggiata sulle strisce pedonali davanti allo scivolo non poteva né essere multata né rimossa, per liberare l’unica via d’accesso al marciapiede che ci avrebbe permesso di raggiungere il palco – evitando di tornare indietro – per godere come tutti dello spettacolo.
Come giustificazione ci sentiamo citare un’Ordinanza tramite la quale si era deciso di riservare l’area – comprendente anche lo scivolo – come parcheggio per gli addetti ai lavori dello spettacolo  che, in barba a tutte le leggi vigenti in materia di accessibilità, impedisce a un cittadino di accedere al marciapiede, e che non si poteva fare nulla.
Specifico allora che le transenne che delimitavano la zona interdetta al traffico erano posizionate dopo lo scivolo e che l’impedimento risultava valido praticamente solo per le persone in carrozzina perché tutti gli altri passavano tranquillamente.

A quel punto le mie orecchie hanno sentito parole che non avrei mai voluto udire da nessuno e fa ancora più male quando a dirle sono persone che dovrebbero essere al servizio del cittadino e quindi ancora più attente e sensibili a determinati problemi e diritti. Quelle frasi ancora mi riecheggiano: «Perché fate polemica? Tornate domani e la macchina non ci sarà più». E pensavamo: «Peccato che il concerto sia oggi!…». E ancora: «Se la sua amica sta male dovrebbe provvedere», mentre Erika continuava a tremare.
Di fronte a quel muro di incomprensione, la serata di festa si è conclusa nel peggior modo possibile:  Erika ha preferito tornare a casa e io mi ripetevo incredula: «Se siamo un gruppo di amici a uscire, due con stampelle, uno in carrozzina e tre “normodotati” per vedere un concerto, tutti dobbiamo avere la possibilità di vederlo», ma il 23 luglio, a Lamezia, non è stato così!
Per noi è stata una sconfitta, la nostra amica era venuta da Arezzo, per fare un’esperienza fuori dalle mura domestiche e condividere con noi una breve vacanza. Sicuramente di quella serata non avrà certo un bel ricordo.
In seguito abbiamo saputo che, durante il sollevamento per raggiungere il marciapiede, le avevano anche fatto male a un piede, ma lei, vista la situazione, non ha avuto il coraggio di lamentarsi e ha preferito rimanere zitta per evitare di peggiorare una situazione già spiacevole.

Eppure, semplicemente con un po’ di buon senso, tutto questo si sarebbe potuto evitare. Bastava fare spostare la macchina, permettendo così alla nostra amica di muoversi in autonomia come suo diritto.
Sembra banale dirlo, ma uno scivolo avrebbe fatto finire la nostra giornata in festa e invece tutti abbiamo avuto la sensazione che per noi persone con disabilità partecipare a un concerto in piazza a Lamezia Terme sia ancora considerato un lusso.
Quegli agenti, tra l’altro, non hanno voluto darci i loro nominativi e a noi non è rimasto che annotare la targa del loro automezzo. Otterremo dei chiarimenti, se non delle scuse?