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Area flegrea: partire dal basso, tutti insieme, per invertire la rotta

L'area flegrea, presso Napoli«Come tutto il territorio partenopeo – spiega Luigi Lucci, presidente dell’Associazione Angeli Flegrei ONLUS, capofila del Progetto Angeli allo Sportello – anche l’area flegrea è caratterizzata da uno stato di emergenza sociale sempre più pressante. Donne che hanno sempre maggiori difficoltà a conciliare tempi di lavoro e famiglia; persone vittime di abusi; anziani soli e in precarie condizioni di salute; un numero sempre crescente di giovani con difficoltà relazionali anche a causa dell’isolamento sociale e della disoccupazione; individui affetti da pluridisabilità; flussi migratori sempre più massicci».
Negli ultimi anni – va rilevato poi – l’area flegrea è divenuta un forte attrattore per azioni di criminalità provenienti per lo più dal territorio di Napoli, come confermano alcuni dati prodotti dal sociologo Sergio Mantile. Nei ripetuti rave party, ad esempio, cresce la diffusione di sostanze stupefacenti, fenomeno che coinvolge soprattutto gli adolescenti e i giovani. A ciò vanno aggiunti i numerosi episodi di vandalismo giovanile, legato ai cosiddetti “bulli del sabato sera”.

Proprio per questo un obiettivo nevralgico non può essere altro che l’offerta alla comunità di un sostegno che ne “rafforzi l’anima” e la funzione di coesione finora svolta. In tal senso, il citato Progetto Angeli allo Sportello – realizzato come detto dagli Angeli Flegrei ONLUS, in collaborazione con il CSV (Centro di Servizio per il Volontariato) di Napoli e con le associazioni AVIS di Pozzuoli e Campi Flegrei Terzo Settore, presiedute rispettivamente da Giancarlo Tegazzini e Giovanni Amoroso – mira a creare e a rendere ogni giorno più solida ed estesa una rete di solidarietà sociale che metta insieme istituzioni e pubblica amministrazione, istituti scolastici ed enti di formazione, parrocchie e organismi del Terzo Settore.
In altre parole, l’obiettivo è quello di censire tutte le realtà pubbliche e private operanti sul territorio a favore delle cosiddette fasce deboli, il tutto attraverso un portale web e uno sportello di segretariato sociale che orienteranno sia gli operatori sociali che gli utenti finali.
Altro risultato atteso sarà la realizzazione di una Carta dei Servizi facilmente consultabile. «Inoltre – sottolinea Giovanni Amoroso – per far emergere e contrastare il disagio emotivo e psicologico, prima che sfoci in manifestazioni esasperate, verrà attivato uno sportello di counselling [“sostegno e orientamento”, N.d.R.], all’interno del quale opereranno professionisti dell’AICO Campania (Associazione italiana Counselling). Attraverso questi strumenti miriamo a preservare le potenzialità della comunità, ricostruendone la storia e questo potrà avvenire solo attraverso il coinvolgimento diretto e indiretto delle famiglie e dei singoli cittadini, concepiti come nucleo complesso di relazioni interpersonali».