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Mangiare o diventare ciechi?

Foto in bianco e nero di uomo con una mano sulla faccia, in un'espressione quasi disperataRisiedo a Roma, ho 70 anni e nel marzo del 2009 mi è stata diagnosticata una maculopatia cistoide (o maculopatia degenerativa essudativa), terribile malattia dell’occhio, nella forma umida, che colpisce nella gran parte dei casi le persone anziane e le porta inesorabilmente a non vedere con il trascorrere del tempo.
Scendendo un po’ nel dettaglio, l’alterazione della struttura è complicata dalla formazione sotto la retina di neovasi (dei vasi capillari anomali), che perdono facilmente plasma (la parte liquida del sangue, da cui l’umidità caratteristica della malattia) e si rompono, causando delle emorragie nella retina. Con il tempo, i ripetuti episodi emorragici provocano la formazione di una cicatrice al centro della retina che porta alla perdita irreversibile della vista. Il sintomo più comune è la comparsa di distorsioni e ondulazioni, allorché i pazienti guardano oggetti dai bordi dritti, come ad esempio palazzi e scalini.
La malattia può essere rilevata dall’oculista tramite l’esame della retina, con uno strumento chiamato oftalmoscopio, oppure, dopo aver dilatato le pupille con apposite gocce, utilizzando delle lenti speciali che consentono di esaminare in modo accurato la retina.
Un altro esame utile per l’indagine è la fluorangiografia, che consiste nell’introdurre un colorante (la fluoresceina, appunto) nel sangue dell’occhio per fotografare la retina. Altro esame importante, infine, è l’OCT, una sorta di TAC che fa vedere in modo chiarissimo lo stato della situazione.

Ma vengo al dunque di ciò che qui voglio raccontare. Sono seguìto presso il Reparto Oculistico dell’Università degli Studi di Tor Vergata e da un po’ di tempo la Direzione Generale di questo Centro chiede di pagare certi esami necessari e indispensabili. Ad esempio ho fatto finora dieci iniezioni  intravitreali, per fortuna gratuite, ma purtroppo necessito di vari controlli, come l’OCT e l’angiografia con verde di indocianina e si tratta di accertamenti a pagamento.
Questi i prezzi applicati dall’Università di Tor Vergata, su delibera del Direttore Generale di quell’Ospedale:
– OCT: 70 euro;
– Angiografia con verde di indocianina: 140 euro;
– Angiografia con verde di indocianina a seguito di fluoroangiografia: 95 euro.

Ebbene, la nostra Costituzione – con gli articoli 2, 3 e 32 – tutela l’individuo nel suo bisogno di personalità e socialità. Nello specifico:
– il diritto alla salute è riconosciuto come fondamentale diritto dell’individuo;
– la salute è una situazione soggettiva che dev’essere tutelata contro gli elementi  nocivi ambientali o a causa di terzi, che possano in qualche modo ostacolarne il godimento;
– la salute è intesa come fondamentale diritto verso lo Stato, chiamato a predisporre strutture e mezzi idonei, ad attuare programmi di prevenzione, di cura, di riabilitazione e di intervento per perseguire l’equilibrio psicofisico della popolazione. Il diritto alla salute è inteso come “diritto sociale” che realizza nella sanità il principio di eguaglianza fra i cittadini;
– la tutela della salute è, per l’articolo 3 della Costituzione, uno strumento di elevazione della dignità sociale dell’individuo e quindi costituisce interesse della collettività;
– l’articolo 32 della Costituzione garantisce il diritto di libertà individuale tale che «nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge», legge che «non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Nello stesso articolo si sottolinea pure la gratuità delle prestazioni sanitarie a favore degli indigenti;
– la tutela della salute, vista come «rispetto della persona umana», assume un carattere personalistico, tanto che il mancato riconoscimento di mezzi di tutela per singoli aspetti specifici di protezione viola il valore costituzionale della persona.

Ora, visto che questa malattia colpisce le persone anziane e visto che la stragrande maggioranza di queste persone pensionate non raggiungono un livello di vita decente per via delle loro misere pensioni – una pensione su due è sotto i 500 euro (45,9%) – il dilemma che si pone è: o mangiare o diventare ciechi. C’è poco da scegliere…