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Tagliare il sostegno è anche un danno esistenziale

Ragazzina in carrozzina insieme a due compagne di scuolaNon solo è illegittimo, ma è pure un danno esistenziale che viola il diritto del bambino di avere la possibilità di istruirsi come gli altri, ledendo valori garantiti e protetti dalla Costituzione Italiana.
Si è recentemente pronunciato in tal senso, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna, sul taglio delle ore di sostegno per i bambini con grave disabilità. I giudici della Prima Sezione del TAR sardo hanno infatti accolto ben settanta ricorsi presentati lo scorso anno dai genitori di bambini con disabilità contro il Ministero dell’Istruzione, condannato a pagare le spese processuali (2.000 euro) e, nei casi in cui il ricorso contenesse una richiesta di danni, anche un risarcimento di 2.000 euro [i testi di tutte le Sentenze, espresse il 2 novembre 2010, sono reperibili nel portale del TAR della Sardegna, cliccando qui, N.d.R.].

Già lo scorso anno, per altro, molti analoghi ricorsi avevano ottenuto la sospensiva, anche se per molti alunni il taglio delle cattedre di sostegno ha rappresentato poi un pesante ridimensionamento delle ore di assistenza con rapporto di uno a uno tra insegnante e bimbo.
I primi a dar vita alla battaglia erano stati i genitori di alunni con disabilità di Decimomannu, Carbonia, Selargius, Quartu Sant’Elena e Villasalto, ma anche quelli di una di una scuola media di Alghero [se ne legga nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.]. Tutti si erano rivolti all’avvocato Giuseppe Andreozzi ed erano stati sostenuti dall’ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi), perché ai loro figli non era stato più riconosciuto il rapporto di uno a uno.
«Si ritorna – aveva commentato all’epoca il consigliere regionale Marco Espaa uno stato di legalità nei confronti degli alunni più bistrattati dallo Stato ai quali si vuole togliere anche il diritto all’istruzione e all’integrazione. Bravissime le loro famiglie e chi li ha sostenuti».

*Testo già apparso in «Redattore Sociale» e qui ripreso, con adattamenti, per gentile concessione.