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Un servizio per permettere alle famiglie di «riallacciarsi» alla vita

L'attore Alessandro Bergonzoni, testimonial «storico» dell'Associazione Gli Amici di Luca, di fronte all'ingresso della Casa dei Risvegli Luca De Nigris di BolognaSostenere le famiglie quando è passata l’emergenza riabilitativa, accompagnandole a domicilio lungo il percorso che segue il coma attraverso l’assistenza psicologica e sociale, un servizio telefonico gratuito e un web-forum per lo scambio di consigli e di esperienze: si chiama Comaiuto ed è un progetto che l’associazione bolognese degli Amici di Luca ha potuto recentemente ampliare, grazie ai finanziamenti ricevuti dall’edizione 2011 di Trenta ore per la vita, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che ha come testimonial Lorella Cuccarini.
Oltre dunque al numero verde 800 998067 – attivo già dal 2001 – Comaiuto diventa oggi una rete di integrazione assistenziale, a disposizione delle persone e delle famiglie nella fase degli esiti di coma. Grazie infatti agli 80.000 euro raccolti da Trenta ore per la vita, Gli Amici di Luca hanno avviato dal gennaio scorso – con una programmazione attiva (almeno) fino al 2013 – un servizio gratuito a domicilio in cui operano più figure professionali: psicologi, educatori e anche musicoterapeuti e operatori teatrali. «È un modello sperimentale – spiega Fulvio De Nigris, direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma degli Amici di Luca – che si integra con l’intervento sanitario, un percorso di accompagnamento per favorire l’integrazione sociale e permettere alle famiglie di “riallacciarsi” alla vita».

Attualmente il servizio ha in carico una decina di persone dimesse dalla Casa dei Risvegli Luca De Nigris, la struttura pubblica dell’Azienda USL di Bologna di alta specializzazione neuroriabilitativa. «Vorremmo estenderlo a tutta Italia – aggiunge De Nigris -, ma servono in futuro altri fondi. La grande sfida per la sanità pubblica è portare il più possibile a domicilio le persone con esiti di coma. Le famiglie, però, dovrebbero essere seguite costantemente e non solo dal punto di vista sanitario, ma anche nel percorso di integrazione e socializzazione».
Anche il già citato numero verde, utile a rispondere ai bisogni assistenziali delle famiglie, è stato poi potenziato, con quattro operatori che rispondono alle richieste di aiuto di carattere medico, sociale e legale. «Ogni mese – racconta Maria Vaccari, presidente dell’associazione bolognese – riceviamo mediamente una ventina di telefonate. Ci chiamano da tutta Italia per chiederci informazioni sui centri di assistenza, contatti con medici specialisti, ma anche consigli su come seguire i propri familiari nelle fasi del coma».
Infine, sempre grazie ai fondi raccolti da Trenta ore per la vita, è stato aperto un web-forum per promuovere l’auto-mutuo aiuto tra le famiglie, uno spazio di confronto e dibattito, moderato da un’educatrice dell’associazione, in cui fare domande, raccontarsi, scambiare idee e suggerimenti pratici con chi sta vivendo la stessa situazione di un familiare con esiti di coma.

Il Progetto Comaiuto verrà presentato giovedì 17 maggio a Bologna, in occasione del convegno su Esiti di coma, stati vegetativi e di minima coscienza, organizzato dagli Amici di Luca all’interno della Mostra Internazionale al servizio della Sanità e dell’Assistenza  Exposanità 2012 [se ne legga la presentazione nel nostro sito, cliccando qui, N.d.R.].
Con tale iniziativa, si punta tra l’altro alla realizzazione della prima Conferenza nazionale di consenso delle associazioni. (Ufficio Stampa Agenda)

Per ulteriori informazioni: tel. 051 6494570, amicidiluca@tin.it, ufficiostampa@agendanet.it.