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Indemoniati e persone con sindrome di Down

Giovane con le mani nei capelli«Estrapolazione impropria di un minuto di trasmissione su un programma che ne è durato circa quarantadue?». Così, ad esempio, ha dichiarato David Murgia, conduttore della trasmissione Vade retro di TV 2000 (emittente di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana), aggiungendo che «non c’è stato alcun accostamento e paragone tra indemoniati e persone Down» e che «da questo programma e da questa emittente non c’è mai stato nessun pregiudizio. Abbiamo sempre dedicato ampio spazio al mondo della disabilità».
Forse è così, eppure quelle parole pronunciate il 9 giugno da monsignor Andrea Gemma, esperto di esorcismi, fanno male, molto male e fanno anche tornare subito alla mente il fatto che la Santa Sede si è sempre rifiutata di ratificare la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ciò che su queste pagine creò a suo tempo un acceso dibattito.

Trascriviamo dal video di quella trasmissione – disponibile a tutti – le parole di monsignor Gemma: «Un posseduto che come conseguenza della sua possessione è diventato simile, mi spiego, a un Down, quindi non capisce… fa gesti… A un certo punto quando il demonio – per fortuna già la famiglia lo sapeva perché un esorcista grazie a Dio lo ha scoperto… – quando si è deciso a manifestarsi anche a me, abbiamo dovuto tenere questo ragazzino, anzi più di un ragazzino, un adolescente, abbiamo dovuto tenerlo con forza, tanto era cambiato il suo atteggiamento… voi conoscete un bambino di quelli che noi chiamiamo psicolabili o… o… disabili… che fanno dei gesti inconsulti».
Sono frasi che hanno subito suscitato una dura reazione da parte di decine di famiglie di persone con sindrome di Down, che hanno scritto in questi termini al quotidiano «la Repubblica»: «I nostri figli, pur avendo questa condizione genetica che comporta dei ritardi cognitivi, non sono simili a degli indemoniati. Sono ragazzi che riescono a raggiungere dei grandi risultati se sostenuti al meglio. Non è possibile definirli come persone che non capiscono. Chiediamo le scuse dal vescovo e consigliamo a monsignor Gemma di passare un po’ del suo prezioso tempo con ragazzi disabili per conoscerli e confrontarsi con loro».
Dal canto suo, sempre come riportato da «la Repubblica.it», anche Sergio Silvestre, coordinatore nazionale di CoorDown, aveva ben notato quella che viene definita come «un’infelice similitudine pronunciata dall’alto prelato» e una volta contattata la redazione di Vade retro, per ricordare che «il paragone tra la condizione fisica di una persona posseduta dal diavolo con un “Down” può far pensare che tutte le persone con la sindrome di Down si comportino con gesti inconsulti», si era sentito rispondere dal conduttore Murgia che tutto era stato «solo il frutto di un fraintendimento, con il prelato che, in buona fede, aveva voluto solo sottolineare il cambiamento dell’individuo prima e dopo il rito esorcistico, evidenziando che la persona da esorcizzare non aveva la stessa forza fisica che aveva invece dimostrato di avere durante l’esorcismo».

Che ne pensano i Lettori di tale spiegazione? Noi ci limitiamo a consigliare a monsignor Gemma e a David Murgia di leggere con attenzione quanto mirabilmente scritto qualche anno fa, su queste stesse pagine, da Giampiero Griffo nel testo intitolato Le parole sono pietre.
E annotiamo anche quanto dichiarato da Salvatore Nocera, vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), persona credente, che ha detto semplicemente: «Purtroppo a fare troppo gli esorcisti, si vede il diavolo dappertutto. Invece Gesù, che amava stare con le persone emarginate dalla società del suo tempo, diceva che qualunque cosa  di buono farete ai più piccoli di questi miei fratelli lo avrete fatto a me, identificandosi con i deboli, e le persone con disabilità». (S.B.)