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Il sole è di tutti

Due persone in carrozzina in spiaggiaGiorni di agosto, giorni torridi, ma anche “pericolosi” per le persone con disabilità. Il periodo delle vacanze, infatti, è il test più duro per valutare la propria vita, le relazioni umane, il livello di libertà e di autonomia, perfino la possibilità o la capacità di trasgredire le regole. Dall’alto dei miei primi sessant’anni mi permetto di dare qualche piccolo consiglio basato sull’esperienza. Mi piacerebbe infatti che tutti, ma proprio tutti, anche ragazzi e ragazze con disabilità, stessero vivendo queste settimane senza angoscia, anzi, con la massima leggerezza e gioia di vivere.

Premetto: è difficile. Partiamo da una constatazione inoppugnabile. Siamo terribilmente riconoscibili. Una persona disabile fa fatica persino a immaginare una trasgressione, quella classica dell’estate, ossia tradire il proprio partner, o comunque farsi un’avventura da spiaggia. Ti riconoscono subito, ti vedono. Ti salutano alla prima occasione e davanti al tuo compagno o alla tua compagna candidamente dicono: «Ciao, che ci facevi l’altra sera all’Hotel Miramare?». Già, che ci facevi… I fatti miei, vorresti rispondere. Ma i fatti tuoi, se sei in sedia a rotelle, o comunque con una disabilità fisica o sensoriale evidente, non sono più soltanto i fatti tuoi, diventano di dominio pubblico.
La disabilità, dunque, sembra, tanto per cominciare, abbinata indissolubilmente alla fedeltà e a un comportamento decoroso.

Passiamo ad altro, quindi. Il corpo. Ecco, difficilmente il corpo di una persona con disabilità (con tante splendide eccezioni, per carità…) è facile da esibire sulla spiaggia o in piscina. Bisogna avere una solida faccia di bronzo. Il mio consiglio spassionato è: fregatevene altamente degli altri. Prendete il sole in costume, perché ne avete diritto, il sole è di tutti. È democratico, e fa bene. In realtà non è vero che la gente ti guarda. Solo i bambini, poco educati alla disabilità, arrivano da te e ti puntano il dito: «Che cosa hai fatto? Perché sei così?». Ecco, preparatevi solo una buona risposta per i bambini. La mia migliore è questa: «Sto in carrozzina perché sono pigro e grasso». Funziona, almeno a me.

Altro piccolo consiglio: cercate di liberarvi di genitori e parenti (non me ne vogliano…). Tenderanno a proteggervi, a fare solo le “cose giuste”, a evitarvi difficoltà e disagi. Ma rischiate di rimanere soli, specie verso sera, quando è fondamentale organizzare il tempo del divertimento. La parola d’ordine deve essere: «Non preoccupatevi, mi arrangio…». Buttatevi, cercate amici nuovi, osservate bene le facce, non è difficile individuare quello simpatico, o la ragazza allegra che non si fa problemi solo perché avete, come dire, un aspetto un po’ complicato.

Stendo un velo pietoso sulle barriere che comunque stante incontrando, più o meno ovunque: il bagno attrezzato che trovate, nel momento del bisogno, rigorosamente chiuso a chiave, e nessuno sa chi ce l’abbia; il servoscala che non funziona; la pedana della spiaggia completamente coperta di sabbia e che si ferma a dieci metri dalla battigia, e così stretta che non riuscite neppure a fare dietrofront; il parcheggio per disabili rigorosamente occupato da un SUV con contrassegno taroccato. Immagino infatti che abbiate superato questi e altri ostacoli, altrimenti non sareste qui a leggere questi miei piccoli consigli per le vacanze.
E visto che parlo con gente tosta: vi prego, non perdete una sola occasione a portata di mano. Discoteca, concerti all’aperto, cinema, happy hour, torneo di calcio balilla, chitarrata notturna in spiaggia (esistono ancora? Spero di sì…).

L’obiettivo, ve lo confesso, è che nelle settimane di vacanza gli italiani si accorgano improvvisamente di questa “invasione di alieni”. Gente di ogni tipo, alta, bassa, larga, semovente o spinta da qualcuno, elettronica o manuale, con le stampelle o con il bastone bianco, giovani e meno giovani. Sarebbe il nostro omaggio commosso a Carlo Rambaldi, scomparso da pochi giorni, che con E.T. ha inventato il personaggio disabile più amato e coccolato al mondo.
In una parola: non restate mai soli. Non ve lo meritate. La vita è vostra. Alla faccia dei pregiudizi.

Direttore responsabile di Superando.it. Il presente testo è già apparso (con il titolo “Tutti al mare”) in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con una serie di adattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.