Contro la chiusura di quell’Ambulatorio

La ventilata chiusura di un Ambulatorio dell’Età Evolutiva di Roma, che segue meritoriamente la riabilitazione di numerosi bimbi con gravi disabilità, rischia di lasciarli soli, insieme alle loro famiglie, con altrettanti progetti di lavoro ancora da completare. Per questo il Comitato dei Genitori che afferiscono alla struttura ha programmato una manifestazione di protesta per il 16 gennaio

Bimbo in carrozzina con un grande pallone in manoTrentacinque bambini da zero a quattordici anni, la maggioranza dei quali con riconoscimento di disabilità grave, ai sensi della Legge 104/92, rischiano seriamente di essere lasciati soli insieme alle loro famiglie: lo denuncia il Comitato Genitori dell’Ambulatorio Età Evolutiva del CEM (Centro Educazione Motoria) di Via Ramazzini, 31, a Roma, di fronte alla prospettata volontà di chiudere tale struttura.
«Soli – dichiarano i rappresentanti del Comitato – perché le altre strutture sul territorio sono insufficienti ad accoglierli, se non dopo anni di lista di attesa, soli, con un progetto di lavoro da completare, ma che “magicamente” si interrompe!».

I servizi offerti dall’Ambulatorio dell’Età Evolutiva del CEM di Roma sono articolati in progetti di medio-lungo termine e si occupano di disturbi evolutivi e specifici del linguaggio, di disturbi dell’apprendimento e della coordinazione motoria, di ritardi psicomotori e cognitivi, di disturbi dello spettro autistico e di paralisi cerebrali infantile.
Il progetto riabilitativo individualizzato può variare da tre a dodici mesi rinnovabili, a seconda della disabilità trattata (o con cicli continuativi nel tempo). L’intervento prevede una presa in carico globale da parte dell’équipe riabilitativa multidisciplinare (due neuropsichiatri infantili, due logopediste, una terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva e una psicologa), anche con un lavoro specifico sul bimbo, sia con la famiglia che con i servizi correlati e quindi con la scuola. La famiglia stessa viene poi seguita attraverso colloqui di sostegno psicologico e psicopedagogico, per essere supportata durante il percorso riabilitativo e raggiungere insieme gli obiettivi previsti e condivisi.
Nello specifico dell’àmbito scolastico, infine, sono previsti colloqui con insegnanti e familiari, per pianificare una programmazione didattica individualizzata e supportare un inserimento sociale adeguato, che permetta al bambino di usufruire degli ausili necessari per superare le problematiche esistenti.

«Gli utenti di questo Ambulatorio – spiegano ancora dal Comitato Genitori – sono minori e sono disabili e per questo rappresentano una categoria particolarmente fragile, che va tutelata e protetta anche dal rischio psicopatologico indotto da un’interruzione di terapia non programmata. Purtroppo la struttura e tutto il suo contenuto umano, verrà smantellata e sui nostri figli verrà scaricata la grave incapacità di coloro che hanno prodotto il collasso di un servizio che lavora per l’inclusione sociale di bambini ai quali la vita ha voluto dare un percorso difficile».
Per protestare quindi contro la chiusura dell’Ambulatorio, una manifestazione è stata programmata per mercoledì 16 gennaio (ore 10-13), presso il cortile del Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana, all’interno della cui struttura – in Via Ramazzini, 31, come detto – è situato l’Ambulatorio del CEM. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Sonia Di Lenarda, sonia.comitatogenitori@gmail.com.

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