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Il Consiglio dell’Abruzzo risponde all’appello della FISH

Consiglio Regionale dell'Abruzzo

Il Consiglio Regionale dell’Abruzzo

«Riteniamo – aveva dichiarato nei giorni scorsi il Presidente della FISH Pietro Barbieri, come avevamo riferito sul nostro giornale – che questo “pasticcio” debba essere sanato politicamente dalle Camere, che il Parlamento debba riappropriarsi della propria funzione legislativa, intervenendo sulla delicata materia e pronunciando quella che è l’interpretazione esatta. Ci appelliamo quindi a tutti i Parlamentari affinché la Proposta di Legge presentata in tal senso (Atti della Camera, n. 4231), ma mai giunta alla discussione, non solo venga ripresentata, ma anche calendarizzata al più presto, discussa e approvata. Il rischio che, in forza di una decisione assunta nelle aule di tribunale, migliaia di persone rimangano prive di protezione (già minima) è elevatissimo».
Il “pasticcio” di cui parlava Barbieri e lo stesso spunto all’appello era stato dato da quella Sentenza della Corte di Cassazione (Sezione Lavoro, n. 7320 del 22 marzo), sulla questione dei limiti reddituali da applicare ai fini della pensione agli invalidi civili, con la quale – dopo indicazioni di segno opposto – l’Alta Corte aveva affermato che il reddito cui fare riferimento, per la pensione di invalidità civile, non dovesse essere solo quello individuale, ma si dovesse sommare a quello del coniuge. Una strada già pericolosamente percorsa dall’INPS, alla fine del 2012, con la Circolare n. 149, che dopo le tante proteste delle Associazioni e dei Sindacati e il conseguente intervento del Ministero del Lavoro, era stata ritirata, in attesa di un’istruttoria fra il Ministero stesso e l’Istituto.

Ebbene, una prima positiva risposta all’appello lanciato dal Presidente della FISH è arrivata dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo che ha approvato una Risoluzione Urgente – proposta dai consiglieri Maurizio Acerbo, Antonio Saia e Lucrezio Paolini – ove oltre a premettere che «negli ultimi cinque anni il sistema del welfare pubblico ha subito pesanti tagli da parte del governo centrale, causando il ridimensionamento, quando non la chiusura, di prestazioni e servizi sociali essenziali; che la nostra Costituzione garantisce i diritti sociali e promuove l’eliminazione degli ostacoli all’uguaglianza; che la spesa sociale non è un costo da tagliare, ma un investimento per un futuro migliore, socialmente inclusivo; e che la pensione di invalidità è un diritto sociale individuale», si riprendono sostanzialmente le varie contestazioni espresse in questi mesi dalla FISH, sia alla Circolare dell’INPS, che alla recente Sentenza della Corte di Cassazione.
Si impegna quindi la Giunta Regionale dell’Abruzzo a «intervenire nei confronti del Parlamento Nazionale perché, al più presto, si faccia chiarezza su un tema così delicato, stabilendo per legge che il limite reddituale per ottenere la provvidenza economica legata all’invalidità civile parziale o totale sia riferito solo ed esclusivamente al reddito personale» e a mettere in atto, «tutte le iniziative possibili, nei confronti del Governo nazionale e degli Enti previdenziali al fine di garantire il diritto sociale e individuale alla pensione di invalidità». (S.B.)

Segnaliamo anche, sulla questione qui trattata, l’approfondimento curato dal Servizio HandyLex.org.