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Storia di una miss dal corpo imperfetto

Nicole Kelly

Nicole Kelly è stata eletta Miss Iowa

Sarà bello un giorno non avere più ragazze (e ragazzi, chiaro) che sfilano e si fanno scegliere per la loro bellezza. Ma siamo in un’epoca in cui questo esiste e non è l’argomento di questa riflessione. Perché qui non si vuole discutere del “contenitore”, ma del “contenuto”. E il “contenuto” è una scelta che può stupire, anche se non dovrebbe essere così. Perché Nicole Kelly ha 23 anni, è bella, è alta, è bionda e ha un sorriso splendido. Tutto per essere una reginetta di bellezza. Quindi perché sorprendersi se è stata eletta Miss Iowa e a settembre parteciperà per aggiudicarsi il titolo di Miss America? C’è un motivo: il suo è un corpo imperfetto. Quando è nata era senza l’avambraccio sinistro. In un video dice: «Mi piace stare al centro della scena».

Era l’8 giugno a Davenport. Tre giorni di selezione. Sfilate, canti, balli, discorsi. Alla fine viene scelta lei a rappresentare la bellezza dello Iowa il 14 settembre prossimo ad Atlantic City. «Un anno fa non lo avrei mai immaginato: raggiungere il titolo»: Kelly lo scrive sulla sua pagina Meet Miss Iowa. «All’inizio non immaginavo questo percorso, ma ora credo di essere benedetta perché ho incontrato persone che mi hanno incoraggiata in ogni passo del cammino. E questo mi permette di dare voce alla mia piattaforma, Overcoming disability. È un grandissimo onore».
Overcoming disability, ovvero “superare la disabilità”: Kelly lo ha saputo fare fin da piccola, quando incrociava sguardi su di lei, su quel braccio mancante che non nascondeva. «Non volevo cedere. Ho provato di tutto: giocare a baseball, ballare, immergermi. E non c’è nulla che non proverei». È laureata in regia all’Università del Nebraska e ha trovato la sua dimensione sul palcoscenico. Lo scorso anno ha fatto anche uno stage a Broadway, al Manhattan Theatre Club.

Nicole come Cerrie. O come Melania. Cerrie Burnell è la presentatrice di un programma per bambini sulla rete dei piccoli di BBC. Scelta dai dirigenti della televisione pubblica inglese perché brava. Importava poco che, come Kelly, non avesse un braccio. Eppure vi furono proteste da parte di alcuni genitori: mio figlio ha gli incubi, mia figlia è preoccupatissima, la disabilità non è un tema per bambini così piccoli. Ne scrissi nel blog InVisibili di «Corriere della Sera.it».
Melania Corradini, invece, è una campionessa di sci. Anche lei senza avambraccio. Era giovanissima e Luca Pancalli, presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), la scelse quale portabandiera alla Paralimpiade di Torino 2006. «Ce la farà a portare la bandiera?», si chiese la nonna. Non solo ce la fece, ma oggi è una delle migliori (e più belle e corteggiate, ma questo particolare di puro stampo sessista – perdonatelo – è, appunto, solo un dettaglio per stare in argomento) sciatrici del circuito paralimpico mondiale.

Il corpo imperfetto che non è più tale passa anche attraverso queste scelte (si veda pure, su queste stesse pagine, un testo dedicato al calendario, con foto di lei nuda, di Maya Nakanishi, sprinter paralimpica giapponese senza una gamba).
Fanno parte di un passaggio culturale importante. Anche inaspettato, se si pensa che solo poche decine di anni fa la disabilità era da nascondere. I criteri per definire la bellezza stanno cambiando? Forse. L’importante è non fermarsi a questo. Non credere che una persona con disabilità sia bella e brava e intelligente e tutti gli altri aggettivi, perché vince un concorso o fa la conduttrice in TV. Ribaltiamo il concetto e facciamo arrivare questo: una persona con disabilità vince un concorso o conduce un programma TV perché è bella e brava e intelligente e tutti  gli altri aggettivi. Proviamo a pensare così. Allora ci saranno altre Nicole (magari, speriamo, senza quell’“inno al nulla” che sono i concorsi di bellezza) e Cerrie e Melania. Senza stupirsi più.

Testo già apparso (con il titolo “La Miss dal corpo imperfetto. Cambia il concetto di bellezza?”) in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.