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A 32 denti (Sorridere è lecito, approvare è cortesia)

Realizzazione grafica con variazioni sul tema di una barriera architettonica

Una serie di variazioni sul medesimo tema, “alla maniera di Raymond Queneau” (realizzazione grafica di Gianni Minasso)

Il celebre filosofo Henri Bergson disse che «il comico nasce quando uomini riuniti in gruppo dirigono l’attenzione su uno di loro, facendo tacere la loro sensibilità ed esercitando solo la loro intelligenza». E c’è poi qualcos’altro da ricordare sempre, ovvero la differenza fondamentale che passa tra il ridere e il sorridere. La risata, infatti, può essere grassa, sincera, sguaiata, rumorosa. Può essere liberatoria e far bene alla salute, perché aiuta a “buttar fuori” ciò che fa male o che inquieta “dentro”. Il sorriso, invece, non è mai né sguaiato né rumoroso. È sempre un fatto intimo, frutto di riflessione, a volte anche profonda. In altre parole, la risata viene dalla pancia, il sorriso dal cervello e come tale richiede un esercizio di riflessione e di intelligenza complesso. Si può anche dire che la risata è spontanea, mentre il sorriso è il frutto di una scelta.
È con questo spirito che abbiamo deciso di avviare – pur senza specifiche scadenze – questa nuova rubrica, intitolata appunto
A 32 denti (Sorridere è lecito, approvare è cortesia), dedicata, come spiega il curatore, «alla comicità più o meno involontaria di cui, come tutte le altre faccende umane, è impregnato il mondo della disabilità. Proveremo quindi a sorridere (ripeto: “sorridere” ) insieme, anche sulle situazioni più scabrose. Da “disabile professionista”, mi verrebbe da chiosare Tutto su di Noi con Noi».
Appunto, il curatore, colui che si definisce “disabile professionista”, ovvero Gianni Minasso, ben noto a molti addetti ai lavori, per l’apprezzata rubrica satirica denominata
Il Mio Distrofico, che cura ormai da molti anni in «DM», giornale nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
Crediamo molto in lui e nella rubrica che gli affidiamo, anche se di questi tempi, purtroppo, c’è ben poco da sorridere, per le persone con disabilità e le loro famiglie. O forse è proprio per questo che è il caso di avviare una rubrica come quella che inauguriamo oggi… (Stefano Borgato)

Un’Aria e dodici variazioni
È quasi superfluo sottolineare l’importanza e la gradevolezza di lettura degli Esercizi di stile di Raymond Queneau, quella singolare e mirabile sperimentazione letteraria in cui la stessa porzione di realtà è raccontata in novantanove modi diversi. Proviamo dunque a compilarne una breve e modesta “versione handy”.

L’Aria
Un signore disabile in carrozzina attraversò la strada, ma si trovò di fronte allo scalino di un marciapiede senza scivolo e allora si mise a imprecare.

Variazione 1: Notazioni
A Roma, nel Lazio, alle 15.49 del 21 ottobre 2013 d.C., un maschio adulto di 47 anni, affetto da sclerosi multipla recidiva conclamata di tipo progressivo e perciò deambulante grazie a un ausilio elettromeccanico semovente, varcò la trafficata arteria cittadina denominata Tiburtina all’altezza del numero civico 438, arrestandosi davanti al piano sopraelevato destinato ai pedoni a causa di un’alzata pari a 203 millimetri non ancora sottoposta alle tangibili modifiche del Decreto del Presidente della Repubblica n. 503 del 24 luglio 1996 sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Ragione per cui il soggetto in questione convocò d’urgenza e in ordine crescente di importanza le entità soprannaturali della Chiesa cattolica apostolica romana e di altre sedici religioni.

Variazione 2: Telegramma Anni Sessanta
Disabilcarrozzato Valicavia Stop Scalino Frontemarcia Norampa Stop Fermasi Et Tiramoccoli Stop.

Variazione 3: Litoti
Un tipo, non più giovane né con una salute di ferro e quindi seduto non proprio su una Ferrari, attraversò il contrario di un viottolo, cioè un’ampia carrozzabile, trovandosi innanzi a un marciapiedi non di certo piatto e quindi senza lo scalino raso al suolo. Ma non stette in silenzio e, proferendo parole tutt’altro che sommessamente, non glorificò di sicuro la sacralità di alcuni dèi.

Variazione 4: Verbale dei Carabinieri
L’anno 2013, addì 08 ottobre, il sottoscritto Ufficiale C.C. Tenente Impallomeni Ciro, effettivo del Nucleo Operativo Radiomobile, riferisce alla competente Autorità Giudiziaria quanto segue. In data odierna, verso le tre del pomeriggio, stazionavo a bordo dell’auto di pattuglia in via Tiburtina, nei pressi del porchettaro “Er Buzzicone”, comandato in servizio di turno alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti. Sollecitato dal collega Appuntato C.C. Esposito Salvatore, ho notato uno sconosciuto munito di carrozzella elettrica che, con fare sospetto, attraversava in velocità la via di comunicazione proprio davanti al cofano della nostra Alfa 159. Constatata la latitanza del piano inclinato adibito al passaggio degli handicappati, tale individuo dava in escandescenze violando ripetutamente gli articoli 726 (turpiloquio in luogo pubblico), 403 e 404 (vilipendio della religione) del Codice penale. Il sottoscritto e l’Appuntato Esposito ammettono di non aver avuto il coraggio di farlo scendere dal suo mezzo per l’identificazione. Riletto, confermato e sottoscritto in data di cui sopra: Impallomeni Ciro, Esposito Salvatore.

Variazione 5: Retrogrado
Le imprecazioni si erano levate a causa dell’assenza di uno scivolo per un marciapiede di fronte al cui scalino si era trovato, attraversando la strada in sedia a rotelle, l’autore disabile delle invettive.

Variazione 6: Interiezioni
Pst, sono io! Eh, ho il joystick! Toh, una strada? Mah, la oltrepasso! Uhm, e qui? Boh, è un marciapiede! Ahia, ecco il gradino! Beh, c’è uno scivolo? Pfui, no! ‘Acchio! Te pòssino! Porco…! Porca…!

Variazione 7: Privacy
Un essere umano in condizioni fisiche non precisabili stava compiendo una manovra, quando gli si presentò un problema di natura indefinita che, bloccandolo, lo indusse a reagire.

Variazione 8: Politically Correct
Un individuo maschio dell’età di mezzo, diversamente abile e munito di un ausilio che uguagliava la sua mobilità a quella media della popolazione comune, decise autonomamente di superare una via di comunicazione, ma trovò davanti a sé un marciapiede corredato di uno scalino in regola con le leggi vigenti all’epoca della sua costruzione e di conseguenza incolpevolmente sopravvissuto. Allora egli, in rigoroso ordine alfabetico e deplorando il bieco maschilismo che aveva ostacolato il sorgere di un maggior numero di enti supremi femminili, convocò a consesso Allah, Buddha, Dio, Giove, Manitù, Quetzalcoatl, Ra, Ta’aroa, Unkulunkulu e Yahweh.

Variazione 9: Linguaggio antico
Un gentilomo infermo, assiso in sì picciola carrozza magneto-elettrica, cangiò banda dell’istrada, ma avvegnaché trovossi dinanzi allo stacco d’un montatojo, in difetto di sdrucciolo, e quinci principiò a blasfemare.

Variazione 10: Onda Verde
Trin trin trin trin. Onda Verde, servizio coordinato dai Ministeri delle Infrastrutture, dei Trasporti e dell’Interno. Buongiorno, sull’A1 Milano-Napoli il traffico in direzione nord si presenta molto intenso nel tratto fra Barberino del Mugello e Roncobilaccio, con rallentamenti e possibili code a causa di un veicolo leggero di traverso alla carreggiata Tiburtina. Attenzione: la Polizia Stradale ci informa in questo momento che un ostacolo sulla banchina, senza via di fuga, ha costretto l’autista del veicolo leggero ad arrestarsi improvvisamente e inscenare una veemente protesta, provocando un incolonnamento di due chilometri. È  tutto. Il prossimo appuntamento con Onda Verde è dopo il Giornale Radio delle sedici. Trin trin trin trin.

Variazione 11: Arcobaleno
Un signore disabile con la giacca blu oltremare e i pantaloni marrone chiaro, sistemato in una carrozzina fucsia metallizzato, attraversò la strada antracite, ma rimediò il disco rosso, intravedendo i sorci verdi, quando si trovò di fronte allo scalino grigio topo di un marciapiede, lastricato in pietra bianca fumo, senza il solito scivolo bruno. Allora, incavolato nero e non vedendo più rosa, si mise a dirne di tutti i colori.

Variazione 12: Gergo giovanile
Bella zio, ràga’… Come butta? Qua si scialla alla grande e mo’ vi conto una storia da paranoia. Cioè c’era ’sto babbione mongolo sul suo ferro a rotelle che andava a randa on the road, ma s’è trovato in the face tipo un marciapiedi scrauso, con lo scalino che faceva provincia e zero scivoli. Allora il gambagigia, cannato di brutto e più fuori di un balcone, non s’è messo a conigliare, ma ha sbroccato ed è andato in sclero una cifra, vaffanculando cielo e terra. Bona fra’, ci becchiamo stanotte in disco a sdrumare zarri.
Raimondo Quinò