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“Cacce ai falsi invalidi”: non è l’ora di finirla?

Maria Cecilia Guerra

Maria Cecilia Guerra, già Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, è la prima firmataria dell’Interrogazione Urgente presentata al Senato

Entra senza troppi indugi nel “cuore” di una questione sulla quale anche il nostro giornale sta conducendo ormai da anni una vera e propria campagna informativa, l’Interrogazione Urgente presentata il 25 marzo al Senato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha come prima firmataria Maria Cecilia Guerra, fino a qualche settimana Viceministro di quello stesso Dicastero.
Quel documento, infatti – che qui in calce presentiamo integralmente nella sua versione originale – è centrato sulla «recente riproposizione, nell’àmbito della discussione sulla cosiddetta spending review, del tema degli abusi nella concessione di prestazioni economiche a persone invalide a cui si dovrebbe ovviare attraverso una intensificazione dei controlli».

Si tratta quindi, come si può capire, di questioni che hanno suscitato in queste settimane accese polemiche e dure prese di posizione, ben sintetizzate, a nostro avviso, nella conclusione dell’Interrogazione, ove si chiede al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, riferendosi segnatamente alle centinaia di migliaia di controlli sull’invalidità, promossi in questi anni dall’INPS, «se alla luce dei risultati ottenuti non ritenga opportuno un ridimensionamento della campagna mediatica contro i falsi invalidi che ha negli anni creato un vulnus molto forte nei confronti dell’intero mondo della disabilità». (S.B.)

Ringraziamo per la collaborazione l’Ufficio Stampa della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

INTERROGAZIONE URGENTE (articolo 151 Regolamento Senato)
Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Premesso che:
nell’ambito della discussione sulla cosiddetta spending review, è stato recentemente riproposto il tema degli abusi nella concessione di prestazioni economiche a persone invalide a cui si dovrebbe ovviare attraverso una intensificazione dei controlli;

la campagna contro i cosiddetti “falsi invalidi” iniziata nel 2008 ha portato ad indire controlli straordinari che nel complesso, nell’arco temporale 2009-2015, porteranno a visite per circa la metà dei titolari delle prestazioni. Infatti, a partire dal  2008 e fino al 2013 sono stati previsti, per norma piani straordinari di verifica, sanitaria e reddituale, nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile da attuarsi da parte dell’Inps, in aggiunta alle verifiche ordinarie, che hanno coinvolto 950 mila soggetti (2009: 200.000 accertamenti  (Legge 6 agosto 2008, n. 133 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, articolo 80;  2010: 100.000 accertamenti; 2011: 250.000 accertamenti; 2012: 250.000 accertamenti (Legge 3 agosto 2009, n. 102 di conversione del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, articolo 20, comma 2 e Legge 30 luglio 2010, n. 122 di conversione del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 10);  2013: 150.000 (Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di Stabilità 2013) articolo 1, comma 109). Altri 300.000 beneficiari dovrebbero essere interessati dai medesimi controlli straordinari, in misura di 150 mila all’anno, nel 2014 e nel 2015 sempre in accordo ai disposti di cui alla legge di Stabilità 2013;

i dati resi noti dalla Corte dei Conti e dall’Inps sugli esiti di queste verifiche straordinarie, sono incompleti e non permettono di distinguere fra benefici revocati, benefici da ridurre per cambiamento di fascia o per riconoscimento di una percentuale invalidante inferiore rispetto alla stessa fascia. Si tratta quindi di dati che possono risultare molto fuorvianti se letti come indicativi di situazioni di abuso, dal momento che, dal 2010 l’Inps ha indirizzato i suoi controlli straordinari anche gli invalidi inviati o da inviare a visita sanitaria di revisione. Questo è avvenuto anche al fine, meritevole, di evitare discontinuità nella erogazione  delle provvidenze, dati i ritardi delle procedure ordinarie di accertamento, ma evidenzia anche i limiti di queste procedure;

nel contempo, i falsi invalidi individuati nell’azione della Guardia di Finanza, come emerge dai Rapporti annuali della stessa,  sono stati 389 nel 2012 e 1047 nel 2011;

la legge di Stabilità per il 2013 art. 1 comma 109 ha disposto che le eventuali risorse derivanti dall’attuazione  dei controlli straordinari accertati a consuntivo, nel triennio 2013-2015, come effettivamente aggiuntive rispetto a quelle derivanti  dai  programmi straordinari di verifica già previsti prima dell’entrata  in  vigore della legge stessa siano destinate ad incrementare il Fondo  per  le non autosufficienze di cui all’articolo 1, comma 1264,  della  legge 27 dicembre 2006, n. 296, sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui;

i ritardi medi nell’erogazione delle indennità civili sono ulteriormente aumentati, risultando nel 2012, secondo la Corte dei Conti, pari a 290 gg per invalidità civile, 338 gg per cecità e 399 per sordità e questi ritardi comportano un onere di pagamento di interessi anch’esso sensibile e in crescita dai 24 milioni del 2011 ai 43 milioni nel 2012;

il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, adottato con decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 2013,  assume, come obiettivo, alla linea di azione n. 1 di “Riformare il sistema di valutazione/accertamento della condizione di disabilità e il sistema dell’accesso alle politiche, interventi, servizi e prestazioni al fine di creare reali condizioni di contrasto delle discriminazioni, promozione delle pari opportunità, dell’inclusione sociale e dell’incremento della qualità di vita delle persone con disabilità”;

si chiede di sapere:
quale sia il peso effettivo del fenomeno dei falsi invalidi che emerge dai 950 mila controlli effettuati, quando se ne depurino gli esiti da quelli relativi a controlli su invalidi già inviati o da inviare a visita sanitaria di revisione ordinaria;

quali siano i risparmi per la spesa relativa alle indennità di invalidità che possono essere ascritti agli effetti dei piani straordinari;

quali siano i risparmi ottenuti con i  controlli compiuti nel 2013 e conseguentemente di quanto si intenda aumentare il Fondo per le non autosufficienze da distribuire nell’anno in corso;

se alla luce di quanto premesso ritenga che il contrasto agli abusi nel campo dell’invalidità civile debba essere perseguito con nuovi piani straordinari di intensificazione dei controlli;

se non ritenga al contrario di dovere intervenire attraverso una revisione complessiva dell’attività di accertamento ordinario, che ne riduca i tempi e le duplicazioni, comportando in questo modo un risparmio sensibile per quanto riguarda sia la spesa per interessi sia le spese per il ricorso a medici esterni all’Inps e perseguendo ad un tempo l’obiettivo indicato dal citato Programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità;

se alla luce dei risultati ottenuti non ritenga opportuno un ridimensionamento della campagna mediatica contro i falsi invalidi che ha negli anni creato un vulnus molto forte nei confronti dell’intero mondo della disabilità.

GUERRA – RITA GHEDINI – CIRINNÀ – D’ADDA – FABBRI – FEDELI – LEPRI – MATTESINI – SPILABOTTE