Che cos’è la S.Va.M.Di.?

Si tratta della “Scheda di Valutazione Multidimensionale per le Persone con Disabilità”, modalità realizzata per prima dalla Regione Veneto e più recentemente adottata anche dal Lazio, per stabilire l’accesso ai servizi delle persone con disabilità. Per approfondirne meglio la conoscenza, l’Opera Don Calabria di Roma ha promosso un seminario per il 27 febbraio, intitolato appunto “Che cos’è la S.Va.M.Di.?”

Opera Don Calabria di Roma

L’Opera Don Calabria di Roma, che ha promosso e che ospiterà il seminario del 27 febbraio

Sarà l’ennesima scheda di valutazione multidimensionale che imporrà altro complicato e noioso lavoro oppure si tratterà di uno strumento che finalmente darà senso alla fatica della valutazione?
Al centro di tale quesito c’è la S.Va.M.Di., acronimo che significa appunto “Scheda di Valutazione Multidimensionale per le Persone con Disabilità”, una modalità realizzata per prima dalla Regione Veneto, con il supporto del Centro Polifunzionale Don Calabria di Verona, che già dal 2007 viene utilizzata da tutte le ULSS di quella Regione, per stabilire l’accesso ai servizi delle persone con disabilità.
Più recentemente la S.Va.M.Di. è stata adottata anche dalla Regione Lazio, autorizzata in tal senso dal Veneto, ed è dunque per approfondire meglio la conoscenza di tale strumento che l’Opera Don Calabria di Roma ha promosso per venerdì 27 febbraio (Centro Convegni F.I.L.O., Opera Don Calabria, Via Soria, 13, Roma, ore 9-14), il seminario intitolato semplicemente Che cos’è la S.Va.M.Di.?

«Prima di tutto – spiegano Fausto Giancaterina, Miriam Miraldi e Francesco Reposati, componenti del Comitato Scientifico dell’incontro – ci avvarremo dell’originale lectio magistralis di Marco Piccoli del Centro Don Calabria di Verona, che su incarico della Regione Veneto ha seguito la sperimentazione della S.Va.M.Di. sul territorio della stessa, realizzandone anche una versione informatizzata, recentemente adottata dalla Regione Valle d’Aosta. Infatti, il lavoro di sperimentazione portato avanti in Veneto ha permesso l’elaborazione di un algoritmo in grado di restituire all’operatore un profilo del funzionamento della persona, rendendo possibile in tal modo la definizione di coerenti progetti di vita personalizzati, da attuare ponendo attenzione alle variabili prodotte dalle complesse relazioni con i contesti di vita che, com’è noto, possono rappresentare l’imprevedibile evenienza dell’essere o “facilitatori” o “barriera” del “bene-essere” della persona».
«Con la S.Va.M.Di. – aggiungono poi – oltre ad avere elementi puntuali per una programmazione regionale e territoriale dei servizi per le persone con disabilità, è possibile da una parte anche esprimere valutazioni oggettive e attendibili relative al percorso ideale o compatibile per la presa in carico del soggetto da parte dei diversi servizi del territorio, dall’altra verificare tutti gli àmbiti di inappropriatezza potenzialmente riscontrabili nei diversi servizi del territorio».
«E ancora – concludono – con il seminario del 27 febbraio vogliamo approfondire i fondamenti scientifici della Scheda e il passaggio da una dimensione descrittiva (ICF? [l’ICF è la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, N.d.R.]) a una dimensione valutativa. Vogliamo infine discutere delle conseguenti dimensioni organizzative, ovvero: la S.Va.M.Di. presuppone l’integrazione sociosanitaria? Orienta i servizi verso il progetto di vita o li inchioda ancora al sistema per prestazioni? È coerente con la presa in carico globale e il sistema operativo del cosiddetto “budget di salute”?».

Ad aprire i lavori saranno don Noicir Marchetti, direttore dell’Opera Don Calabria di Roma e Barbara Funari, assessore alle Politiche Sociali del XIV Municipio della Capitale.
A introdurli sarà poi il già citato Fausto Giancaterina, seguito dagli interventi di Dino Barlaam, presidente della FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Giovanna Sammarco, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio, Silvia Bracci, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva (TSMREE) e Disabili Adulti dell’ASL Roma E e Rita De Giuli, rappresentante della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria del Lazio.
Sono quindi previste le relazioni di Carlo Giacobini, direttore editoriale del nostro giornale «Superando.it» e responsabile del Servizio HandyLex.org (La scheda S.Va.M.Di. nella più generale valutazione della disabilità in Italia) e quella già menzionata di Marco Piccoli (Lectio magistralis: La scheda S.Va.M.Di. nella definizione del Progetto di Vita e nella Programmazione del territorio).
Le conclusioni, infine, saranno tratte da Francesca Danese, assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale e Rita Visini, assessore alle Politiche Sociali e allo Sport della Regione Lazio. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@operadoncalabria.it (Daniela Di Maggio).

Please follow and like us:
Pin Share
Stampa questo articolo