- Superando.it - https://www.superando.it -

Formazione universitaria per chi educa gli alunni con disabilità sensoriale

Bambino non vedente che legge con l'aiuto di un tiflologo

Bambino non vedente che legge con l’aiuto di un tiflologo

Come riportato qualche settimana fa dal Rapporto Annuale dell’ISTAT sull’inclusione scolastica [se ne legga ampiamente anche nel nostro giornale, N.d.R.], gli alunni italiani con disabilità che hanno frequentato le scuole primarie e secondarie nell’anno scolastico 2015-2016 sono stati 155.971, mentre gli insegnanti per il sostegno sono arrivati a quota 82.000, uno, dunque, ogni due alunni con disabilità.
Si tratta di numeri in crescita (nell’anno scolastico 2001-2002 gli allievi con disabilità erano stati circa un punto percentuale in meno), che portano inevitabilmente a influenzare anche la didattica e il supporto a questa tipologia di alunni. Ne deriva che la loro forte presenza nell’odierna scuola “per tutti e per ciascuno” fa sì che essi vadano attentamente accolti e “interpretati” da docenti ed educatori adeguatamente formati, in grado di saper riconoscere la qualità dei modelli progettuali che la pedagogia speciale e la didattica inclusiva promuovono in àmbito scolastico ed extrascolastico.
L’esigenza di una formazione specifica e di una preparazione più adeguata dei docenti per il sostegno, degli assistenti alla comunicazione e degli educatori degli studenti con disabilità è resa ancor più cogente e necessaria dal fatto che – pur assistendo a una crescita esponenziale del numero degli insegnanti specializzati – l’equazione “più sostegno = più inclusione” sembra non funzionare affatto nel presente “sistema scolastico” italiano. Allo stato attuale, infatti, siamo ancora tristemente e desolatamente costretti ad imbatterci il più delle volte in educatori e docenti con un’inappropriata preparazione e una formazione inadeguata ad assicurare un’inclusione scolastica di qualità ai ragazzi con disabilità del Terzo Millennio.
Il messaggio della “normale” didattica inclusiva stenta ancora a decollare nelle nostre scuole e ci si scontra sovente con interventi didattici inclusivi esclusivamente “episodici”, che hanno soltanto il carattere dell’urgenza e dell’emergenza.

Proprio per sopperire e ovviare a tali gravi criticità formative, l’Università di Urbino “Carlo Bo” ha organizzato per il corrente anno accademico il Master di Primo Livello in Pedagogia Speciale e Didattica Inclusiva per alunni disabili sensoriali, che verrà pubblicamente presentato domani, 11 gennaio, nel corso di un evento in programma presso l’Aula Magna del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo marchigiano (ore 15-19), con l’intervento delle rappresentanze accademiche, degli studenti del Master e anche di alcuni esponenti delle sedi locali di UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) ed ENS (Ente Nazionale Sordi).
L’iniziativa è rivolta a coloro che desiderano acquisire specifiche conoscenze e competenze “speciali” sull’educazione e la rieducazione del bambino sordo e cieco e sulle pratiche inclusive (metodi, strategie, modalità operative ecc.), ovvero a dirigenti scolastici e docenti in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado, educatori (dei servizi per l’infanzia, professionali e sociali), animatori socio-culturali, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, sociologi e a tutte le figure professionali che lavorano con le persone con bisogni educativi speciali, persone con disabilità comprese.
Possono per altro partecipare anche genitori con esperienze maturate nello specifico settore delle disabilità sensoriali, genitori con figli sordi e/o ciechi, operatori ed esperti delle ASL e delle Associazioni. Il titolo richiesto è la laurea triennale, specialistica, magistrale o di vecchio ordinamento o titolo equipollente. Per la partecipazione invece in qualità di uditore, non è richiesto il possesso dello specifico titolo di studio suindicato, ma solo il possesso del diploma di scuola secondaria superiore.
I qualificati docenti del Master provengono sia dal mondo accademico (Patrizia Gaspari, Roberta Caldin, Patrizia Sandri, Manuela Valentini Piccolo), sia da quello delle Associazioni accreditate (Eleonora Borromeo, Rosanna Giovanditto, Ilaria Rosa Russo) e accanto a loro è previsto l’intervento di due medici specialistici per le lezioni di competenza.
Le lezioni hanno avuto inizio il 30 novembre scorso e, dopo la pausa natalizia, riprenderanno ora proprio domani, 11 gennaio, in corrispondenza della presentazione ufficiale.
In totale sono in programma, fino al prossimo mese di maggio, 1.500 ore di impegno complessivo, pari a 60 Crediti Formativi Universitari (CFU).

L’auspicio di chi scrive è che questo Master, voluto fortemente da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI e da Maria Mencarini, consigliere nazionale dello stesso IRIFOR, possa diventare un “modello formativo” da esportare a tutti gli altri Atenei del nostro Paese.
In tal senso, nelle more della tanto agognata definizione da parte del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca del profilo professionale dell’assistente alla comunicazione (ex articolo 13, comma 3 della Legge 104/92), stabilita dalla Legge 107/15, il corso urbinate pare andare senza dubbio nella direzione dell’offerta formativa da fornire a quella figura di primo livello, necessaria al sostegno degli alunni e studenti con disabilità sensoriale (minorati della vista e non udenti), che il NIS (Network per l’Inclusione Scolastica) dell’UICI avrebbe individuato nel cosiddetto “educatore alla comunicazione” per i disabili sensoriali. Infatti, è nostra assoluta convinzione che solo una formazione e preparazione più specifica e “universitaria” di tali operatori – oltreché naturalmente anche dei docenti per il sostegno – potrà garantire ai nostri ragazzi un più proficuo ed efficace processo d’inclusione.
Al riguardo, solo per completezza d’informazione, e come già argomentato in nostri precedenti articoli, va ricordato che il NIS dell’UICI sta lavorando pure sulla definizione del profilo e del percorso formativo di una figura di secondo livello a supporto dell’inclusione scolastica dei ragazzi minorati della vista, consistente nell’“esperto in scienze tiflologiche”, titolo che è già possibile conseguire grazie alla lungimirante esperienza pilota del Master in Typhlology Skilled Educator (letteralmente “Educatore esperto in Tiflologia”) dell’Università del Molise.
Il riconoscimento normativo dei profili professionali di primo e secondo livello di cui sopra, è stato proposto dal NIS in un emendamento recentemente presentato al Senato alla Proposta di Legge C 2656 (Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista), approvata alla Camera nel mese di giugno dello scorso anno.

Infine, da ultimo, ma non certo ultimo, per la grande disponibilità e l’eccezionale sensibilità nell’aver recepito le nostre “pressanti” richieste, consentendo l’immediata attivazione del Corso ad Urbino, intendiamo ringraziare sentitamente Mirca Montanari dell’Ufficio Alta Formazione Post Laurea e Pergamene e il direttore del Master Patrizia Gaspari del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo marchigiano.

Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: mencarinimaria@gmail.com; direttorescientifico@irifor.eu.