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Un Registro Unico in Piemonte per i veicoli con contrassegno

Automobile con il nuovo contrassegno europeo

Un’auto con il CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo)

«Finalmente nella nostra Regione si comincia a dare un senso al CUDE», viene sottolineato dalla CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), che si riferisce segnatamente al Contrassegno Unificato Disabili Europeo (il CUDE, appunto), entrato in vigore da alcuni anni anche nel nostro Paese. La notizia, infatti, segnalata dalla stessa CPD è quella dell’istituzione di un unico Registro Regionale per il Piemonte, riferito ai contrassegni dei veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità, «un’iniziativa – secondo la CPD – che giunge in un momento in cui la discussione è molto attiva tra le Associazioni di persone con disabilità e le Istituzioni competenti, in merito proprio al trasporto e alla viabilità del territorio. Questo è dunque un primo passo che – oltre a rispondere alle numerose perplessità e proteste pervenute da parte di cittadini in possesso del CUDE, ma ugualmente multati, perché entrati ad esempio nella ZTL (Zona a Traffico Limitato) di Torino, provenendo da altri Comuni – confidiamo possa estendersi presto a livello nazionale».

«Nella pratica – proseguono dalla CPD -, si pone fine all’assurdità per cui le persone con disabilità devono segnalare tutto il loro percorso ai vari Comuni che intendono attraversare in un viaggio, per non vedersi recapitare multe o sanzioni qualora entrino in ZTL o semplicemente quando il loro contrassegno non venga riconosciuto. E questo perché ad emettere il contrassegno sono i Comuni, che però non mettono in rete le informazioni».
Proprio alla luce di tali problemi, pertanto, è partita l’idea di un’unica banca dati gestita dalla Regione e implementata dai Comuni che vi aderiranno mediante la sottoscrizione di appositi protocolli d’intesa.
«Citiamo a tal proposito l’esperienza virtuosa della Regione Sardegna – concludono dalla CPD – che sta lavorando per attivare una rete unica di informazioni, allo scopo di condividere i dati non sensibili delle persone con disabilità, garantendo loro la mobilità in tutta Italia, l’anticontraffazione dei CUDE e il riconoscimento dei propri diritti, non soltanto nel Comune di residenza». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uffstampa@cpdconsulta.it.