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La battaglia per i diritti non è un talent show!

Foto in bianco e nero di uomo in carrozzina che incrocia altre persone non disabiliL’articolo 4, comma 3 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, Legge 18/09 dello Stato Italiano, cui anche la Regione Siciliana è tenuta ad attenersi, non consente equivoci: «Nell’elaborazione e nell’attuazione della legislazione e delle politiche da adottare per attuare la presente Convenzione, così come negli altri processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità, gli Stati Parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, compresi i minori con disabilità, attraverso le loro organizzazioni rappresentative».
«Ebbene – dichiara Giuseppe Giardina, presidente dell’ANFFAS Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e padre di una persona con disabilità – nonostante la Convenzione Onu sia operativa da più di dieci anni, solo da poche settimane i vertici della Regione Sicilia “si sono accorti” che nella nostra Regione i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari sono rimasti solo sulla carta. Oggi, dunque, bisogna dire grazie a coloro che sono riusciti ad accendere i riflettori sul “caso della disabilità siciliana” [il riferimento è al recente clamore mediatico, conseguente ad alcuni servizi televisivi e al coinvolgimento di personaggi noti come il regista Pif, di cui avevamo riferito nel nostro giornale, N.d.R.], ma ciò è il chiaro segno di un sistema patologico che solo i mass-media, evidentemente, riescono a smuovere».

«Come ANFFAS – prosegue Giardina – contestiamo questo modo di agire e forti anche di anni di lotte, iniziative e manifestazioni, rivendichiamo proposte da costruire in luoghi stabili di consultazione e partecipazione attiva nei processi decisionali, cui siano chiamate a confrontarsi le organizzazioni maggiormente rappresentative, così come recita la Convenzione ONU. Le politiche di welfare, infatti, non possono essere oggetto di interventi “emergenziali”, frutto di spinte emotive o della trasmissione televisiva di turno. Il nostro grande timore, infatti, è che i riflettori – che oggi sembrano essersi accesi su queste tematiche – tornino a spegnersi, come spenti sono stati in questi anni per le tante iniziative portate avanti dalla nostra Associazione in Sicilia, forse perché al nostro fianco non c’erano attori, showman o cantanti, o forse perché abbiamo chiesto diritti, termine che sembra essere sconosciuto in Sicilia e che pare addirittura produrre forti “reazioni allergiche” nella nostra classe politica e burocratica. O forse ancora perché abbiamo chiesto l’applicazione delle Leggi o che ci venisse spiegato come si spendevano le risorse destinate alle persone con disabilità e alle loro famiglie».

In tal senso, il Presidente dell’ANFFAS Sicilia sottolinea con forza come nessuno sia stato al fianco degli studenti con disabilità, quando questi si sono incatenati, per ben tre volte in meno di due anni, in difesa del diritto allo studio: «Non una solo commento – ricorda – su quelle iniziative, da parte delle Istituzioni siciliane e della politica tutta. Adesso, quindi, che finalmente le luci dei riflettori si sono accese, scatenando l’indignazione generale della “società civile”, ora che la disabilità sembrerebbe al primo posto nell’agenda di governo della politica siciliana, il rimedio rischia di essere peggiore del male: solo interventi confusi e di emergenza e limitati alla cosiddetta “disabilità gravissima”, con parametri e procedure assurde e contraddittorie. E tutte le altre persone con disabilità? Il presidente della Regione Crocetta rischia in tal modo di scatenare una vera e propria “guerra tra poveri”, che sarebbe ancora più grave rispetto alla totale indifferenza che ha fino ad oggi dimostrato su questo tema. Valuteremo dunque se i provvedimenti assunti in queste settimane hanno profili di illegittimità e se sono addirittura discriminatori e in tal caso chiederemo alla Magistratura di annullarli».

Secondo l’ANFFAS Sicilia, dunque, la battaglia sui diritti delle persone con disabilità siciliana «non può e non deve diventare un “talent show” e i riflettori non si debbono più spegnere». Per questo la stessa ANFFAS dell’Isola ritiene che sia arrivato il momento di passare «dalla protesta alla proposta» e che, per farlo, occorra unire all’emotività anche e soprattutto i contenuti, «affinché il diritto di cittadinanza delle persone con disabilità abbia concreta e fattiva attuazione anche in Sicilia: la politica siciliana tutta, infatti, non può e non deve perdersi questa opportunità».
«Lanciamo un ultimo appello al mondo politico-istituzionale – conclude Giardina – affinché le Associazioni rappresentative della disabilità siciliana siano finalmente coinvolte e le loro giuste istanze ascoltate e accolte. Invitiamo infine singoli soggetti, comitati e mondo dell’informazione a rivedere il linguaggio utilizzato in riferimento alla disabilità, evitando di utilizzare – pur a fini provocatori – termini arcaici e discriminatori, che non tutti sono in grado di cogliere. Auspichiamo a tal riguardo che anche la Sicilia possa vedere la nascita della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Federazione che unisce alcune tra le associazioni maggiormente rappresentative impegnate a livello nazionale, regionale e locale, impegnate nelle politiche mirate all’inclusione delle persone con disabilità e che il Forum Regionale del Terzo Settore possa essere il luogo in cui questo confronto possa trovare una sintesi all’interno di un più ampio àmbito, quello appunto del Terzo Settore. Da parte nostra, come in questi anni abbiamo sempre fatto, intendiamo continuare a fare rete e a costruire un percorso serio e propositivo in difesa dell’esigibilità dei diritti delle persone con disabilità siciliane». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: anffaspalermo@gmail.com (Alberto Samonà).