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Tra i tanti diritti di bambini e ragazzi, c’è anche quello al gioco

Ragazzino con disabilità fa le bolle di sapone

Un bimbo con disabilità in carrozzina

Oggi, 20 novembre, è la 28^ Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, nella quale si celebra la data – il 20 novembre 1989, appunto – in cui venne approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Quest’anno l’Unicef – che è, come noto, l’Agenzia dell’ONU impegnata a promuovere i diritti e a migliorare le condizioni di vita dei bambini e delle bambine in tutto il mondo – ha voluto «una giornata per i bambini e fatta da bambini», proponendo cioè a bambini e ragazzi di tutto il mondo di «prendere il posto degli adulti» nelle scuole, negli uffici e nelle loro comunità di appartenenza.
Il tutto ricordando però che la strada per una tutela reale dei diritti dei minori è ancora sin troppo lunga, se è vero che guerre, violenze, abusi e povertà sono fenomeni ancora enormemente diffusi.

Da parte nostra, ricordiamo puntualmente che in questo quadro tanto difficile, sono proprio i bambini e i ragazzi con disabilità i “più vulnerabili tra i vulnerabili”, in linea con quanto segnala da anni il Gruppo CRC (se ne legga anche nel box in calce), del quale fanno parte ben 91 organizzazioni, tra cui dal 2014 anche la la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che in tale àmbito fa valere la propria presenza in modo sostanziale, ponendo in piena luce le gravi condizioni di discriminazione e di violazione dei diritti umani, subiti ancora sin troppo spesso dai bimbi e dalle bimbe con disabilità.
Ai minori con disabilità, va anche ricordato, la stessa Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha dedicato uno specifico articolo (il 7°), che recita: «1. Gli Stati Parti adottano ogni misura necessaria a garantire il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte dei minori con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri minori. 2. In tutte le azioni concernenti i minori con disabilità, il superiore interesse del minore costituisce la considerazione preminente. 3. Gli Stati Parti garantiscono ai minori con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri minori, il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni su tutte le questioni che li riguardano e le loro opinioni sono debitamente prese in considerazione, tenendo conto della loro età e grado di maturità, assicurando che sia fornita adeguata assistenza in relazione alla disabilità e all’età, allo scopo di realizzare tale diritto».

Come negli anni scorsi, dunque, in occasione di questa Giornata abbiamo scelto un particolare aspetto riguardante i minori con disabilità e nella fattispecie abbiamo deciso di occuparci di un’azione promossa dall’Associazione milanese L’abilità, che ha voluto oggi centrare la propria attenzione sul diritto al gioco dei bambini con disabilità, usando queste parole: «Giocare è un diritto di ogni bambino. Ma per un bambino con disabilità giocare non è scontato. Perché magari non riesce a mantenere a lungo l’attenzione, non è in grado di manipolare gli oggetti, non deambula e fa fatica a stare seduto. Non riesce ad esprimere ciò che gli piace. Eppure vuole giocare. Può giocare. Deve giocare. Da vent’anni la nostra Associazione mette in circolo passione e creatività, professionalità, per garantire ai bambini con disabilità il diritto al gioco. Per far ritrovare ai bambini con disabilità e ai loro genitori il piacere del gioco, per stare bene con se stessi, con la mamma e il papà e con gli altri. Per crescere e diventare grandi, per conoscere come è fatto il mondo. Per sperimentare le proprie capacità».

Per dare sostanza a questi concetti, quindi, L’abilità ha iniziato da qualche mese la costruzione di un nuovo Spazio Gioco, di grande estensione, che potrà accogliere un’ottantina di bimbi con disabilità tra zero e dieci anni, «uno spazio – come viene sottolineato – pensato e disegnato a partire dai loro bisogni, dalle loro esigenze, senza barriere architettoniche, con sette stanze progettate per specifiche attività in grado di accogliere anche i loro genitori. Un posto unico a Milano, uno spazio per ridere e stare bene, per stare insieme, per crescere». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@labilita.org.

Il Gruppo CRC e la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990. L’Italia l’ha ratificata il 27 maggio 1991 con la Legge 176/91. Ad oggi essa è stata ratificata da oltre 190 nazioni, cioè praticamente da quasi tutti i Paesi, ed è lo strumento internazionale più ratificato al mondo.
Per verificare che i princìpi sanciti dall’importante documento siano effettivamente rispettati, le Nazioni Unite chiedono ad ogni Stato di redigere e presentare ogni cinque anni un rapporto. Inoltre, per dare voce anche al punto di vista della società civile, le Organizzazioni Non Governative e del Terzo Settore hanno la possibilità di elaborarne uno supplementare.
Per questa ragione, dalla fine del 2000 è attivo in Italia il Gruppo di Lavoro per la CRC che l’anno successivo ha redatto un rapporto sulla condizione dell’infanzia in Italia, supplementare a quello che il Governo Italiano aveva precedentemente presentato alle Nazioni Unite.
In seguito il Gruppo di Lavoro ha deciso di proseguire nella sua opera di monitoraggio, redigendo periodicamente un rapporto di aggiornamento che verifica lo stato di applicazione della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro Paese. L’ultimo (il ) è stato quello della primavera del 2016.
Sono oggi ben 91 le associazioni e le organizzazioni non profit a far parte del Gruppo di Lavoro per la CRC (in loro rappresentanza, per elaborare il Rapporto del 2016, hanno lavorato 124 operatori del Terzo Settore) e a coordinarle è Save the Children Italia.
Tra di esse – dal 2014 – vi è anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), insieme, tra le altre, all’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), alla SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), all’Associazione L’abilità di Milano e alle Fondazioni Emanuela Zancan e Paideia. (S.B.)