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Giovani e cuore aritmico: per ricordare, per informare, per coinvolgere

Logo del Progetto "ArtRitmica"

Il logo del Progetto “ArtRitmica”, promosso dall’Associazione Geca

Dedicato al presidente onorario dell’Associazione, Andrea Nava, recentemente scomparso, il meeting annuale promosso per la mattinata di sabato 26 maggio a Mestre (Hotel Venezia Laguna Palace) dalla Geca (Giovani e cuore aritmico), vuole essere una giornata informativa aperta al pubblico, per focalizzare l’attenzione sulle varie tematiche inerenti le patologie cardiache ad impronta aritmica, a rischio di morte improvvisa.
Ad affrontare tali tematiche saranno medici, specialisti, esperti di settore e psicologi, dando vita a una preziosa occasione di dialogo tra medici e pazienti, nonché a un momento di confronto cruciale, per far capire l’importanza della prevenzione e per diffondere una cultura di collaborazione e condivisione. «Un messaggio di prevenzione – viene sottolineato da Geca – che raggiunga i giovani, le famiglie con malattie cardiache eredo-familiari, gli medici specialisti dello sport e i cardiologi stessi».

Dopo il saluto di apertura di Sabino Iliceto, direttore della Cardiologia all’Università di Padova (città dove ha sede la Geca), e della presidente di quest’ultima Graziella Paola Marcon, si darà spazio alla presentazione di ArtRitmica, nuovo progetto con il quale si vogliono avvicinare le nuove generazioni all’Associazione attraverso uno strumento immediato come l’arte contemporanea. «Un progetto – spiegano da Geca – che mette insieme arte, bellezza, prevenzione, informazione e che parla direttamente ai giovani e in particolare alle scuole del territorio».
Per l’occasione verrà presentato il libro d’autore realizzato dall’artista Stefano Reolon in collaborazione con Barbara Bauce, Viviana Marcon e Fabiana Micheluzzi (se ne legga più approfonditamente nel box in calce).

Seguirà una tavola rotonda centrata, come detto, su un fitto dialogo tra medici e pazienti, riguardante le varie problematiche delle malattie cardiache. Vi interverranno Barbara Bauce, Luciano Daliento, Loira Leoni, Ilaria Rigato e Chiara Calore della Clinica Cardiologica dell’Università di Padova; Bortolo Martini della Cardiologia dell’Azienda ULSS 4 Alto Vicentino; Alessandra Rampazzo del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; Paola Melacini, specialista in Cardiologia; Francesco Corbetti, specialista in Radiologia; Elisa Mazzotti, specialista in Cardiologia.

L’incontro, va ricordato in conclusione, si avvale del patrocinio della Regione Veneto, dell’ULSS 3, dell’Ordine Provinciale del Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia, dell’Università di Padova, delle Associazioni Amiche di Telethon, del Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia e dell’Istituto Comprensivo Spallanzani di Venezia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: artritmica.gecaonlus@gmail.com (Melania Ruggini); info@gecaonlus.org.

Un libro d’artista
Come detto nel testo, durante il convegno del 26 maggio a Mestre verrà presentato ufficialmente il libro che l’artista Stefano Reolon ha ideato in collaborazione con Barbara Bauce, Viviana Marcon e Fabiana Micheluzzi, per la nuova campagna di sensibilizzazione dell’Associazione Geca rispetto alle malattie cardiache di impronta genetica.
Il nuovo progetto editoriale intende fare avvicinare le giovani generazioni a Geca, che opera da vent’anni per  sostenere le persone affette da malattie cardiache eredo familiari e le loro famiglie, attraverso uno strumento immediato, creativo, fresco e diretto quale l’arte contemporanea. Un progetto editoriale che riunisce arte, bellezza, prevenzione, informazione e che parla direttamente ai giovani e in particolare alle scuole del territorio.
Il  testo illustrativo di Stefano Reolon si ispira al mondo dei manga giapponesi, ma anche allo slang dei giovani; il tutto condito da una vena fortemente pop e da colori fluo. Un modo estremamente creativo di comunicare ai giovani ciò di cui a volte si fa fatica a parlare, la malattia, che spesso viene intesa come sinonimo di diversità e isolamento.
L’opera – che utilizza un linguaggio diretto e familiare – è il risultato di un’intensa collaborazione tra due linguaggi apparentemente diversi, quello medico e quello artistico, con lo scopo di comunicare alcuni concetti fondamentali di prevenzione. In tal senso, Reolon ha saputo tradurre in modo magistrale messaggi importanti, rendendoli tramite immagini forti e incisive, rivolte ai giovani.
Attraverso le fresche e suggestive illustrazioni e i dialoghi – realizzati attingendo a piene mani dagli studi effettuati dalle psicologhe che collaborano con Geca, Viviana Marcon e Fabiana Micheluzzi, e dalla collaborazione con la cardiologa Barbara Bauce – si è approdati ad una comunicazione alternativa e più incisiva, che vuole sensibilizzare i ragazzi ad avere un occhio di riguardo per se stessi e ad ascoltare il proprio corpo. (Melania Ruggini)