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Per favorire il riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo

Bimbo con autismo

Un bimbo con autismo

Vi è il riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo – e segnatamente dei disturbi dello spettro autistico – tra le prime attività programmate dall’accordo formale di collaborazione recentemente sottoscritto tra la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e l’ISS (Istituto Superiore di Sanità ), «un accordo lungimirante – come ha sottolineato Walter Ricciardi, presidente dell’ISS, a «quotidianosanità.it» – che favorirà il raggiungimento dei migliori standard assistenziali per i bambini con disturbo del neurosviluppo, andando a potenziare le attività di riconoscimento precoce in modo innovativo e secondo le linee guida internazionali. Grazie a questo accordo, infatti, sarà possibile osservare e approcciare questo tipo di patologie attraverso diverse prospettive».

«Questo protocollo d’intesa – ha dichiarato dal canto suo Paolo Biasci, presidente nazionale della FIMP – prevede la collaborazione in attività progettuali relative al riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo, oltreché allo studio dell’impatto di fattori ambientali sulla salute di bambini e adolescenti».
«La FIMP e l’ISS – ha proseguito Biasci – avevano già avviato una collaborazione nell’àmbito delle attività del Progetto Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, coordinato dal Servizio di Coordinamento e Supporto alla Ricerca dell’ISS e dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, con l’obiettivo di costituire la Rete Pediatria-Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e di definire un sistema di valutazione longitudinale del neurosviluppo all’interno dei bilanci di salute. Questo accordo formale rafforza la partnership tra la nostra Federazione, in rappresentanza della pediatria del territorio, e l’ISS che, come organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, è da tempo impegnato nell’àmbito dei disturbi del neurosviluppo con attività di ricerca e di carattere istituzionale».

«In tale àmbito – ha ricordato Maria Luisa Scattoni, responsabile del NIDA (Network Italiano per il riconoscimento precoce dei disturbi dello spettro autistico) – l’ISS coordina le attività di ricerca mirate all’identificazione precoce di atipicità evolutive in popolazioni a rischio di disturbi dello spettro autistico ed è impegnato in progetti di formazione focalizzati sul ruolo dei pediatri, dei clinici e degli operatori degli asili nido nel riconoscimento precoce e nella promozione del monitoraggio del neurosviluppo. Tramite un Decreto Interministeriale del 2016, inoltre, l’ISS è stato chiamato ad istituire una rete di coordinamento tra pediatri di base, personale che lavora negli asili nido e Unità di Neuropsichiatria Infantile e ad implementare un database per la raccolta di dati clinici, neurobiologici e di esposizione ambientale delle persone con disturbo dello spettro autistico. L’ISS intende perseguire tali attività valorizzando il contributo delle risorse scientifiche e di sistema presenti nel territorio nazionale e attraverso lo sviluppo delle reti di collaborazione solide e proattive».

«Solo i disturbi dello spettro autistico – ha rilevato in conclusione Biasci – coinvolgono più di 500.000 famiglie italiane, un dato, questo, che da solo fa capire come i disturbi del neurosviluppo interessino sempre più l’intera collettività, ponendo una serie di difficili quesiti cui le Istituzioni medico-sanitarie del nostro Paese devono saper rispondere. Siamo quindi lieti di poter collaborare con l’Istituto Superiore di Sanità e di mettere a disposizione la nostra capillare rete di medici che tutti i giorni lavorano a stretto contatto con i giovani e i loro genitori». (S.B.)