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Assistenza educativa: chiediamo continuità e qualità del servizio

Assistente alla comunicazione insieme a un bambino con disabilità sensoriale

Un’assistente alla comunicazione insieme a un bambino con disabilità

Una grande partecipazione ha caratterizzato il confronto-dibattito, organizzato nei giorni scorsi dal Forum del Terzo Settore del Lazio – in base al Regolamento di Roma Capitale  80/17 – con il coinvolgimento dei vari attori coinvolti nel servizio degli OEPA (Operatori Educativi per l’Autonomia), ovvero coloro che svolgono il loro lavoro per l’inclusione scolastica dei bambini e ragazzi con disabilità. Vi hanno partecipato tra gli altri alcuni Assessori dei Municipi Capitolini, rappresentanti delle Commissioni Scuola e Politiche Sociali, le Consulte per la Disabilità dei vari territori, le rappresentanze di insegnanti, le Cooperative, le famiglie, gli operatori e le organizzazioni sindacali.

Come si legge in una nota diffusa dal Forum organizzatore, «è emersa innanzitutto con forza la richiesta di aprire un Tavolo Permanente di Confronto con il Campidoglio. Tra le criticità, quindi, è stata rilevata la pressante necessità di garantire la continuità, la qualità e l’omogeneità territoriale del servizio, quali elementi indispensabili per un’effettiva inclusione. Fondamentale, inoltre, viene ritenuta la formazione degli OEPA e dei funzionari scolastici, così come anche degli Enti Locali. In particolare, tutti i soggetti intervenuti hanno individuato due necessità, ovvero che il fabbisogno di ore di assistenza sia reale e aggiornato, e non dedotto dallo “storico” degli anni scolastici precedenti e che il sistema di affidamento del servizio risponda a criteri di qualità e continuità educativa, salvaguardando sia le esigenze degli utenti che quelle dei lavoratori. Per questo, quindi, è importante stabilire nell’interesse degli alunni, una collaborazione più ampia e continua, tra l’Amministrazione Comunale, i suoi Dipartimenti e tutti i soggetti coinvolti».

Tutti gli intervenuti hanno poi espresso grandi perplessità sul Bando Unico Cittadino in fase di preparazione, primo punto sul quale si sofferma Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio (l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici aderente alla FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel commentare gli esiti dell’incontro: «Si tratta – dichiara – di un Bando Unico Centralizzato da espletare entro l’anno solare, come reso noto in un messaggio inviato dal Dipartimento Comunale dei Servizi Educativi e Scolastici a tutti i Municipi di Roma Capitale. L’attività scolastica, però, non inizia e finisce, com’è ben noto, a gennaio e dicembre ed è dunque impensabile che si possa prospettare un cambio di gestione del servizio ad anno scolastico in corso. Questo, infatti, destabilizzerebbe il percorso di programmazione educativa di chiunque, figuriamoci di una persona con disabilità, come ad esempio del neurosviluppo. Quindi, il primo punto su cui è stato messo il focus è la continuità, che, se inseguita ancora senza successo sul sostegno, almeno in questo servizio è d’obbligo, naturalmente in accordo con l’operatore!».

«Imprescindibile – prosegue Stellino – è poi la qualità del servizio, e quindi la parola chiave non può che essere formazione, richiesta dalla FISH, ma ribadita anche dalle organizzazioni sindacali. Svolgere un buon lavoro, infatti, è possibile solo se si è messi nelle condizioni di farlo al meglio e di poter poi valorizzare le competenze acquisite. Quale può essere, dunque, la strada migliore per garantire nel territorio della Capitale un servizio di qualità in continuità? Confrontarsi al più presto con Laura Baldassarre, assessore alla Persona, alla Scuola e alla Comunità Solidale del Comune di Roma e con il Dipartimento Comunale dei Servizi Educativi e Scolastici, e far comprendere come sia fondamentale andare di pari passo con il calendario scolastico e assicurare agli alunni e agli studenti in condizione di disabilità di poter contare almeno su questa figura come punto di riferimento, in un quadro di uniformità del servizio su tutto il territorio».

«E da ultimo, ma non ultimo – conclude la Presidente dell’ANGSA Lazio – la FISH ha meritoriamente posto l’accento, in tale occasione, su come il diritto allo studio non debba mai essere secondario rispetto alle addotte esigenze di bilancio. In altre parole, la quantificazione della necessità di supporto dev’essere proporzionale all’effettivo profilo di funzionamento della persona e non ai fondi disponibili. Le risorse vanno ottimizzate, perché non possiamo più accettare risposte del tenore: “non ci sono i soldi”!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@angsalazio.org.