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Insieme a Google, per migliorare la vita di chi ha una malattia neuromuscolare

Peersone con malattie neuromuscolari al Centro Clinico NEMO di Milano

Peersone con malattie neuromuscolari al Centro Clinico NEMO di Milano

«Siamo felici che Google abbia sposato la nostra missione, aiutandoci a lanciare una sfida che inviti gli sviluppatori nel mettere a disposizione la loro creatività al servizio delle persone con malattie neuromuscolari. Grazie a questa collaborazione, infatti, potremo continuare la nostra opera di presa in carico dei bisogni di cura, attraverso una tecnologia orientata a portare benefici e a supportare pazienti e caregiver»: lo dichiara Alberto Fontana, presidente del Centro Clinico NEMO (NeuroMuscular Omnicentre), la nota struttura multidisciplinare ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, presentando l’iniziativa Google Assistant for Good, frutto di una preziosa collaborazione con un gigante del web come Google.

Ma di che cosa si tratta esattamente? Di una competizione volta a promuovere la ricerca di soluzioni innovative con l’Assistente Google, che possano supportare e migliorare la vita delle persone affette da malattie neuromuscolari, tra le quali vi sono patologie altamente invalidanti, come le distrofie muscolari, l’atrofia muscolare spinale (SMA) oltre alla sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
«Si stima che in Italia – sottolineano da NEMO – siano circa 40.000 le persone con malattie neuromuscolari, patologie degenerative e caratterizzate da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenza, come la SLA, la SMA o le distrofie muscolari. Google Assistant for Good è una competizione che si rivolge agli sviluppatori di tutta Europa – e a chiunque abbia conoscenze tecniche sull’Assistente Google – per realizzare idee innovative che rendano più semplice, per la persona con malattia neuromuscolare o per la sua famiglia, lo svolgimento di alcune azioni quotidiane, attraverso l’applicazione della tecnologia di Google Assistant. Gli sviluppatori potranno iscriversi alla competizione entro il 30 settembre prossimo, partecipando sia individualmente che in team. Avranno poi tempo fino al 30 novembre per sviluppare la propria idea. Il vincitore verrà annunciato nella settimana del 16 dicembre».

Insieme a Google, dunque, il Centro NEMO ha individuato tre aree tematiche, indicative e non vincolanti, per la creazione di soluzioni con l’Assistente Google che la persona con malattia neuromuscolare potrà attivare attraverso l’uso della voce:
° Autonomia: le malattie neuromuscolari, infatti, causano una progressiva perdita di autonomia, rendendo difficili anche le azioni più semplici. In quale modo si può offrire una maggiore autonomia al paziente?
° Supporto al caregiver: la malattia cambia profondamente non solo la vita della persona che ne è affetta, ma anche quella della sua famiglia e di chi è al suo fianco per assisterla nella quotidianità. In quale modo si può facilitare l’attività del caregiver?
° Intrattenimento: anche per la persona con malattia neuromuscolare è importante continuare a vivere la dimensione ludica, ricreativa e sociale: dalla partecipazione a un evento, alla comunicazione online con gli amici. Come si può andare incontro a questo tipo di necessità?

«Siamo orgogliosi – dichiara Alfredo Morresi da Google – di poter supportare l’iniziativa di NEMO, e siamo curiosi di vedere come la creatività e la passione che contraddistinguono la comunità degli sviluppatori contribuiranno a portare nuove soluzioni in questo campo». (S.B.)

Gli interessati a a partecipare alla competizione Google Assistance for Good trovano gli approfondimenti sulla stessa a questo link. Per ulteriori informazioni: Federico Ferrari (ferrari@secrp.com).