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Una vera “rivoluzione culturale”: arriva nella scuola lo sport inclusivo

Immagine del manifesto del Convegno AIFO "costruire la fratellanza", Pompei, aprile 2016

Un manifesto utilizzato dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), in occasione di un convegno internazionale dedicato al tema dell’inclusione

«Coniugare i valori del paralimpismo con quelli dell’integrazione scolastica, al fine di svolgere attività sportive sempre più inclusive e partecipate»: è questo il punto maggiormente qualificante contenuto nel paragrafo intitolato Partecipazione degli alunni con disabilità (pagina 15), all’interno del Progetto Tecnico per i Campionati Studenteschi riferiti al corrente anno scolastico 2019-2020, allegato alla Circolare Protocollo n° 5174 del 21 novembre scorso. E si tratta decisamente di una novità molto importante, come spiega bene Salvatore Nocera, presidente nazionale del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e responsabile per l’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).
«La novità – sottolinea infatti Nocera – è costituita dal fatto che negli sport individuali, ad esempio l’atletica leggera, il nuoto e altri, tutti gli alunni con disabilità, ad eccezione di quelli ciechi e con disabilità motoria, parteciperanno nelle batterie insieme ai compagni senza disabilità, superando così le gare separate per soli studenti con disabilità. Quindi, come si legge nell’Allegato del Ministero, “alunni/e e studenti/esse non udenti, ipovedenti e con disabilità intellettive che gareggiano e competono insieme agli altri”. L’esclusione degli alunni ciechi e con disabilità motoria è determinata dall’impossibilità di gareggiare in condizioni di uguaglianza con i compagni, ma per tutti gli altri studenti con disabilità, il Ministero, d’intesa con il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e sentite alcune Associazioni, è riuscito a far passare una decisione che conferma concretamente la scelta operata dall’Italia oltre cinquant’anni fa, dell’inclusione generalizzata nelle classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado».

«Invero – commenta ancora Nocera – siamo in molti a chiederci perché le Paralimpiadi continuino ad essere dedicate esclusivamente a sportivi con disabilità per qualunque specialità sportiva, quando assai spesso i risultati di tali gare sono superiori a quelli realizzati nelle gare ordinarie da persone senza disabilità. Probabilmente è il frutto di una mentalità ancora diffusa internazionalmente che non ritiene possibile l’inclusione in generale e ancor di più quella sportiva».
«Questa novità –  ribadisce poi – è realmente “rivoluzionaria” a livello culturale, poiché rompe il tabù che lo sport sia il tempio della forza e dell’efficienza totale; anche persone con diverse disabilità possono infatti gareggiare in condizione di uguaglianza con coetanei senza disabilità, senza chiedere alcuna agevolazione o beneficio, ma concorrendo alla pari. In tal senso lo sport inclusivo è il passo più avanzato nel lungo e difficile cammino dell’inclusione sociale delle persone con disabilità e riguarderà anche gli sport di squadra come la pallacanestro e il calcio a 5 integrati e successivamente il baskin, il sitting volley e il goalball. Per questo grande cambiamento culturale vanno senz’altro ringraziati Giovanna Boda, che nel Ministero è responsabile della Direzione Generale per lo Studente e Raffaele Ciambrone, capo dell’Ufficio V della medesima Direzione». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link nel sito dell’AIPD al quale è disponibile il paragrafo Partecipazione degli alunni con disabilità, che fa parte del Progetto Tecnico per i Campionati Studenteschi riferiti al corrente anno scolastico 2019-2020, allegato alla Circolare Protocollo n° 5174 del 21 novembre scorso, prodotta dal Ministero dell’Istruzione.