Così le persone con disabilità possono uscire di casa

Come avevamo già anticipato, l’Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità ha fornito un importante chiarimento, rivolto soprattutto alle famiglie di persone con disabilità cognitiva, intellettiva e relazionale, precisando che «se strettamente necessario e se non si può fare diversamente, la persona che per la sua disabilità necessita di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta, può uscire, restando nei dintorni di casa, da sola o accompagnata, rispettando naturalmente le regole di distanziamento sociale, per prevenire il contagio del coronavirus»

Giovane con disabilità intellettiva insieme alla sorella

Un giovane con disabilità intellettiva insieme alla sorella

Nei giorni scorsi le Famiglie e le Associazioni di persone con disabilità cognitiva, intellettiva e relazionale di tutta Italia hanno ripetutamente segnalato che per queste persone vedere alterate le proprie abitudini e non poter uscire di casa per periodi prolungati – misure obbligatorie resesi necessarie per contenere la diffusione del coronavirus -, può portare a uno stato di tensione, che si manifesta assumendo comportamenti problematici, aggressivi o autolesionistici.
Alcune Regioni (come il Lazio e la Campania) [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.], singoli Comuni, e singole Forze dell’Ordine locali hanno affrontato la questione, considerando queste uscite motivate da una ragione di “necessità”, e, in quanto tali, ammissibili in presenza di apposita autocertificazione, di una certificazione attestante la condizione di disabilità e dell’impegno a rispettare le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus. Non vi era però alcuna disposizione valida a livello nazionale, cosa che ha generato disparità di trattamento e una comprensibile confusione.

Ebbene, come già anticipato ieri su queste stesse pagine, nel sito dell’Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità della Presidenza del Consiglio, allo spazio denominato Nuovo Coronavirus: domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità, in merito alla domanda «Per la mia condizione di salute (fisica o psichica) o disabilità (cognitiva, intellettiva, relazionale) necessito di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica), posso uscire di casa?», viene fornita la seguente indicazione: «Solo se strettamente necessario e non è possibile fare diversamente, puoi uscire restando nei dintorni di casa, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive di gruppo e gli assembramenti). La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa per evitare di contagiare se stessi e gli altri. Anche in questo caso l’esigenza deve essere autocertificata, indicando quale sia la ragione di “necessità” (si deve avere con sé l’autocertificazione, ed è consigliabile munirsi di altra documentazione, come il certificato attestante la condizione fisica o di disabilità rilasciato dal proprio medico curante o dalla struttura che segue l’assistito».

Sullo stesso tema merita di essere segnalata anche la seguente domanda: «Posso accompagnare un mio familiare che, per la sua condizione di salute (fisica o psichica) o disabilità (cognitiva, intellettiva, relazionale) necessita di svolgere saltuariamente attività all’aria aperta (passeggiate, attività fisica)?», riguardo alla quale è fornita la seguente risposta: «Solo se strettamente necessario e non è possibile fare diversamente, potete uscire restando nei dintorni di casa, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive di gruppo e gli assembramenti). La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa per evitare di contagiare sé stessi e gli altri. Anche in questo caso l’esigenza deve essere autocertificata,
indicando quale sia la ragione di “necessità” (si deve avere con sé l’autocertificazione, ed è consigliabile munirsi di altra documentazione, come il certificato attestante la condizione fisica o di disabilità rilasciato dal proprio medico curante o dalla struttura che segue l’assistito)».

Tali disposizioni, dunque, essendo espresse da una fonte governativa, sono valide per tutto il territorio nazionale e dovrebbero dissolvere le ambiguità e la confusione che i provvedimenti locali, sia pure involontariamente, stavano determinando. (Simona Lancioni)

La presente nota riprende, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, un testo già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa). Per gentile concessione.

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