La Giornata della Disabilità Intellettiva: in emergenza, ma non sotto silenzio

Domani, 28 marzo, sarà la XIII Giornata Nazionale della Disabilità Intellettiva e dei Disturbi del Neurosviluppo, evento promosso dall’ANFFAS, che pur cadendo in piena emergenza coronavirus – ciò che comporterà notevoli modifiche, rispetto all’impostazione originaria – non deve passare sotto silenzio. Anzi, è proprio in questo momento, come sottolinea Simonetta Magari, direttore sanitario del Centro di Riabilitazione San Giuseppe-Opera Don Guanella di Roma, «che le persone con disabilità intellettiva risultano tra le più fragili della società e serve un grande lavoro attorno a loro»

Coprotagonisti di "Ho amici in paradiso"

Le dieci persone con disabilità intellettiva del Centro di Riabilitazione San Giuseppe-Opera Don Guanella di Roma, coprotagoniste del film del 2016 di Fabrizio Maria Cortese “Ho amici in paradiso”

Domani, 28 marzo, sarà la XIII Giornata Nazionale della Disabilità Intellettiva e dei Disturbi del Neurosviluppo, evento promosso dall’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e dedicato all’informazione e alla sensibilizzazione su queste forme di disabilità, per promuovere un messaggio volto ad affermare i princìpi e i diritti civili umani e sociali sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
«La Giornata di sensibilizzazione – spiegano dall’ANFFAS – si svolgerà regolarmente, ma cadendo in piena emergenza coronavirus, subirà segnatamente notevoli modifiche rispetto all’originaria impostazione, soprattutto per quanto concerne la connessa prevista formula Open Day – Porte aperte all’inclusione sociale, che responsabilmente, e in ossequio alle disposizioni impartite dal Governo, verrà riprogrammata».

In piena emergenza, quindi, ma non sotto silenzio, come intende sottolineare la psichiatra Simonetta Magari, direttore sanitario del Centro di Riabilitazione San Giuseppe-Opera Don Guanella di Roma e docente dei Disturbi del Linguaggio e della Psicopatologia della Disabilità Intellettiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore della Capitale: «In questo momento – dichiara infatti – le persone con disabilità intellettiva sono tra le più fragili della società e rischiano di essere dimenticate e non aiutate a sufficienza. C’è un grande lavoro attorno a loro, per preservarle dal rischio di contagio da coronavirus da un lato, ma anche dall’altro per cercare di compensare le restrizioni o il contatto diretto dei familiari che momentaneamente non possono visitarli. Nel giro di pochi giorni, queste persone, in modo particolare, possono accusare stress e preoccupazione, per via delle norme sanitarie da rispettare, per evitare il contagio ed è pertanto molto importante comprenderne la vulnerabilità psichica, ancora più acuita in questo momento, cercando di creare attività ad hoc, evitando il rischio d’isolamento, così come ridurre lo stress da repentini cambiamenti con maggiore attenzione da parte dello staff che li segue, assecondando anche le Raccomandazioni in tal senso prodotte dalla SIDIN (Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo).

«C’è un grande impegno da parte tutti gli operatori – prosegue Magari – per garantire più calore umano e più attività verso i nostri ragazzi, pur mantenendo la distanza di sicurezza e con i dispositivi di protezione. Devo dire che non è semplice rendersi vicini ai ragazzi, evitando al contempo una vicinanza pericolosa. Ma noi cerchiamo di fare tutto e di più per garantir loro più affetto, più attenzione, più attività in questo momento di stress maggiore per le loro grandi sensibilità. Diverse rinunce, per altro, abbiamo dovuto fare per motivi di prevenzione e di sicurezza dei residenti, come chiudere momentaneamente gli ambulatori diurni aperti agli esterni o come la riabilitazione con i bambini, che cerchiamo di integrare con videochiamate e quindi con il supporto delle tecnologie digitali. Certo, le difficoltà economiche che riguardano strutture come le nostre non aiutano, ma appunto, come dicevo, la differenza la fanno gli operatori ancora più impegnati di sempre con i ragazzi nell’offrire loro una qualità della vita più alta possibile nelle restrizioni che il momento ci impone».

Va ricordato, in conclusione, che insieme al proprio staff, Simonetta Magari ha creato una vera e propria “buona prassi” a livello internazionale, in àmbito di riabilitazione delle persone con disabilità intellettiva e che gli ospiti del Centro San Giuseppe-Opera Don Guanella hanno anche preso parte al film Ho amici in Paradiso di Fabrizio Maria Cortese, interpretando se stessi. Un’iniziativa, quest’ultima, di cui anche il nostro giornale si è ampiamente occupato a suo tempo, divenuta un vero e proprio modello “made in Italy” di inclusione e riabilitazione, presentato anche, nel 2017, al Terzo Congresso Mondiale di Neuropsichiatria, oltreché in altri convegni nazionali e internazionali. (S.B.)

Ringraziamo Angelo Simonetti per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@benews.it (Angelo Simonetti).

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