Accessibilità: gli stanziamenti e i premi vadano a Comuni e privati virtuosi

Nell’esprimere apprezzamento per le parole del presidente del Consiglio Conte, che durante l’informativa alle Camere di oggi, 21 maggio, ha assicurato un maggiore impegno da parte del Governo «nel promuovere al massimo grado l’accessibilità, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati», l’Associazione Luca Coscioni, oltre ad auspicare che tale impegno venga davvero posto in essere, chiede che gli stanziamenti vadano in primo luogo ai Comuni e ai privati che già si sono mossi sulla strada dell’accessibilità

Realizzazione grafica dedicata all'accessibilità

Una realizzazione grafica dedicata all’accessibilità urbana a trecentosessanta gradi

Apprezzamento viene espresso in una nota dall’Associazione Luca Coscioni, per le parole pronunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che durante l’informativa alle Camere di questa mattina, 21 maggio, ha assicurato un maggiore impegno da parte del Governo «nel promuovere al massimo grado l’accessibilità, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, per una società che pone al centro del suo sistema di tutele la salute, la qualità della vita, i beni comuni».

«Se l’impegno del Governo sarà davvero posto in essere – commentano i due portavoce dell’Associazione Coscioni, Rocco Berardo, avvocato, coordinatore per le iniziative sulla disabilità e Gustavo Fraticelli, consigliere generale e protagonista di iniziative di denuncia per l’abbattimento delle barriere – saremo felici di contribuire, come abbiamo sempre fatto, con suggerimenti di azioni, la prima delle quali è chiedere che gli stanziamenti siano dati ai Comuni che hanno adottato un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), così come previsto dalla legge ormai da decenni, e che vengano premiati i privati a partire da quelli che abbiano effettuato interventi strutturali in termini di accessibilità, conformando alla legge anche sul piano dell’accessibilità digitale l’amministrazione pubblica troppo spesso in ritardo pure su questo tema».
«Infatti – aggiungono – mentre l’Italia tenta di ripartire, con un lockdown che progressivamente e con prudenza viene allentato, c’è un’altra parte di Italia che con il lockdown ci convive da sempre, come esistesse una “pandemia endemica” nella nostra società, causata dalla presenza di barriere architettoniche e sensoriali che provoca come effetto quotidiano la limitazione alla libertà di movimento per tante persone con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Fabio Miceli (fabio.miceli@associazionelucacoscioni.it).

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