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Il problema degli alunni e delle alunne senza documentazione della disabilità

Ragazzi e ragazze con varie disabilità davanti a una scuola

Ragazzi e ragazze con varie disabilità davanti a una scuola

Il 15 luglio scorso il Ministero dell’Istruzione ha emanato la Nota Dipartimentale Protocollo n. 1248, affrontando, se pur solo in parte, un problema molto spinoso per l’avvio del prossimo anno sccolastico. In questi mesi di emergenza, infatti, gli alunni e le alunne con disabilità che dovevano procurarsi per la prima volta o che dovevano rinnovare la documentazione necessaria a richiedere il docente per il sostegno e le altre misure previste per gli alunni e le alunne certificati, non sono riusciti ad ottenere tali documentazioni per il blocco delle attività anche da parte delle ASL e delle Commissioni Medico Legali INPS.

La citata Nota Ministeriale invita dunque i Dirigenti Scolastici delle scuole interessate «ad adoperarsi affinché vengano garantiti tutti i supporti e i sostegni agli alunni per i quali sia stato richiesto il rinnovo della Diagnosi Funzionale, in caso di rivedibilità della stessa. Nei casi di rinnovo della Diagnosi Funzionale, anche in occasione del passaggio di grado, la famiglia provvederà a produrla appena possibile, senza che la mancata presentazione determini discontinuità all’assistenza e al sostegno didattico. Di conseguenza, sarà cura della scrivente Amministrazione provvedere con celerità all’assegnazione delle risorse professionali dedicate, con analoga apposita procedura».
A tal proposito viene ricordato che «in caso di verbali indicanti una data di revisione, il Decreto Legge 90/14, convertito nella Legge 114/14, all’articolo 25, comma 6-bis, ha previsto che nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservino tutti i diritti acquisiti in materia di benefìci, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura».

Questa Nota, quindi, risolve i casi degli alunni che già godevano dei diritti previsti per gli alunni con disabilità, ma purtroppo non risolve i casi più gravi degli alunni che iniziano il proprio percorso scolastico o che hanno ricevuto in questo ultimo anno una diagnosi che permetterebbe loro di ricevere il riconoscimento di alunno con disabilità ai sensi dell’articolo 3 (comma 1 o comma 3) della Legge 104/92. Infatti, questi alunni non hanno proprio potuto effettuare la visita per il riconoscimento di persona con disabilità a causa del blocco dovuto all’emergenza Covid-19 e non hanno quindi potuto portare a scuola tale certificazione, necessaria per richiedere per la prima volta le ore di sostegno e le altre misure previste per gli alunni certificati con disabilità.

Già la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva sollevato in questi mesi questa grave e urgente situazione, l’ultima volta anche durante la riunione dell’Osservatorio Permanente per l’Inclusione del Ministero del 10 giugno (se ne legga a questo link, insieme alla memoria contenente tutte le proposte della FISH). Anche nei giorni scorsi, poi, l’istanza è stata ulteriormente riproposta in interlocuzioni dirette con il Ministero. Nemmeno con la citata Nota, però, il Ministero stesso ha fornito una risposta concreta per queste situazioni di prime certificazioni mancanti.
Come proposto dalla FISH, sarebbe sufficiente che l’Amministrazione Scolastica, solo per quest’anno, accettasse quale documentazione, in aggiunta della copia della domanda all’INPS per la visita medico legale, una «certificazione del medico specialista di riferimento o una relazione del servizio socio-educativo o socio-sanitario o ancora sanitario che lo ha incaricato, che possa eccezionalmente sostituire la certificazione ex lege n. 104/1992 e la diagnosi funzionale, con l’obbligo però, appena possibile, di produrli, onde valutare anche un’eventuale rimodulazione del tutto».
Un esempio di questa flessibilità si è avuto da parte della Regione Lazio, che nelle sue emanande Linee-Guida per far richiedere l’assistenza specialistica alle scuole secondarie di secondo grado, ha inserito la possibilità di fornire il servizio anche a coloro che, per cause legate all’emergenza Covid-19, non abbiano potuto acquisire la certificazione idonea, semplicemente presentando copia della richiesta di visita all’INPS. Nei casi in cui tale visita portasse ad esito negativo il servizio verrebbe sospeso.

Ci si augura pertanto che il Ministero intervenga urgentemente, perché altrimenti l’anno prossimo molti alunni e alunne si ritroveranno senza la possibilità di godere dei diritti per loro previsti, considerato anche il fatto che le scuole hanno già chiesto l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto da circa un mese e che quindi ulteriori domande di docenti per il sostegno sarebbero già tardive per averle a partire dall’inizio dell’anno scolastico a settembre.
Il “timore” di assegnare dei docenti per il sostegno a qualche alunno che poi magari non si vedrà riconosciuta la condizione di disabilità in sede di visita di accertamento non può infatti precludere tale diritto alla maggioranza di alunni e alunne che invece si vedranno poi confermato quello stesso diritto.
Si suggerisce intanto alle famiglie che ancora non abbiano potuto ottenere la certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104, e che non l’abbiano già fatto, di presentare subito istanza online di visita medico-legale all’INPS tramite il proprio medico di base, in modo da disporre già della copia che eventualmente la scuola potrebbe accettare, unitamente al certificato dello specialista pubblico nella patologia segnalata, nel caso che il Ministero accogliesse per quest’anno la citata proposta della FISH. In questo modo, inoltre, si accelererebbe comunque la pratica per ottenere la certificazione che, ricordiamo, anche se ricevuta in corso d’anno scolastico dà diritto al sostegno.

L’AIPD è l’Associazione Italiana Persone Down.