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Di cosa si dovrebbe occupare la ricerca su sordità e ipoacusia?

Onde sonore e orecchio di un giovaneDi quali temi si dovrebbe occupare la ricerca su sordità e ipoacusia? A chiederlo è un gruppo di lavoro del CIMeC (Centro Interdipartimentale Mente/Cervello) dell’Università di Trento, coordinato da Claudia Bonfiglioli (con i collaboratori Francesco Pavani, Valentina Foa, Francesca Bertoldi e Giulia Visintainer), che a tal proposito propone un semplice questionario online (raggiungibile a questo link), completamente anonimo, rivolto alle persone sorde, ma anche alle persone udenti che per diversi motivi entrano in contatto con le stesse persone sorde, ad esempio perché qualcuno nella loro famiglia è sordo, oppure perché si occupano di sordità e persone sorde nel proprio lavoro (educatori, interpreti, medici, assistenti alla comunicazione, audiometristi, ricercatori).
Nel questionario vi è tra l’altro un elenco dei vari argomenti studiati negli ultimi anni dai ricercatori, rispetto ai quali si chiede quali vengano ritenuti più importanti e quali dovrebbero essere studiati e approfonditi di più.
La richiesta, infine, di alcuni dati personali è mirata a sapere la relazione di chi compila il questionario con il mondo della sordità, a seconda che si tratti di una persona sorda, di un genitore di persona sorda, di un educatore, un logopedista, un medico, un interprete ecc. (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione il Pio Istituto dei Sordi di Milano.

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il questionario di cui si parla nella presente nota. Per ogni ulteriore informazione: claudia.bonfiglioli@unitn.it.