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Il percorso che ha portato ai vaccini per le persone con disabilità

Operatrice sanitaria prepara un vaccino anti-CovidInsomma, una battaglia cominciata il 3 dicembre 2020 si è conclusa felicemente: i vaccini per le persone con disabilità e i loro familiari sono entrati finalmente nella fascia di prima priorità.
È stato un lungo percorso che ha visto anche contrapposizioni. Ricordo che il fraterno amico Tillo Nocera contestò la mia posizione e nessuna voce si alzò dal mondo associativo, quasi avallandone l’opinione. Posizione, la sua, rispettabilissima, ma evidentemente errata, come ebbi modo di scrivere sia su «Redattore Sociale» che su queste stesse pagine. Riprova ne fu che la prima lettera inviata dalle Associazioni al ministro della Salute Speranza non chiedeva la priorità per la vaccinazione.
Non solo le persone con disabilità che rischiano la vita devono avere la priorità vaccinale, ma anche tutti coloro che non posso mantenere la distanza sociale prevista dalle norme emergenziali in vigore.
È stato bello invece incontrare altri compagni di strada come movimenti di base (Elena Improta, Daniele Stavolo, Claudio Ferrante, Massimo Prosperococco, Francesca Arcadu, Johnny Cupidi per citarne alcuni), giornalisti come Toni Mira, Gian Antonio Stella, Stefano Caredda e Pier Damiani D’Agata, deputati e senatori come Lisa Noja, Vanna Iori, Elena Carnevali e Luca Rizzo Nervo, fino ad arrivare ad organizzazioni come Cittadinanzattiva e il suo presidente Antonio Gaudioso.

Ma come è possibile che ci sia voluto tanto tempo per una cosa così evidente che già altri Paesi Europei e la stessa Commissione Europea avevano riconosciuto?
Ci sono ovviamente tanti fattori che l’hanno determinato. C’è stata una crisi di Governo, ovvero mentre si stava decidendo, è caduto il Governo Conte 2 e ne è nato un altro. Quindi la decisione è ricaduta sul Governo Draghi, perdendo ulteriore tempo tra crisi e insediamento.
C’è stata, e purtroppo c’è ancora, benché in via di risoluzione, la penuria di vaccini che inevitabilmente ha spostato la decisione.
C’è in questa fase un’oggettiva subalternità delle forze politiche verso esperti clinici e medici. Infatti il Comitato Tecnico-Scientifico si era limitato ad un’elencazione di patologie che di fatto escludeva sempre qualcuno.
C’è stata una certa lentezza nel mondo associativo di rappresentanza nell’acquisire questa battaglia e farla propria, tanto che alcune realtà si sono staccate dalle Federazioni rappresentative ed hanno fatto una battaglia in proprio. Ciò ha prodotto ovviamente un’interlocuzione frammentata, episodica e inevitabilmente concentrata sul prima io e gli altri si vedrà…

È imbarazzante vedere il plenipotenziario della Regione Lombardia affermare che i vulnerabili sarebbero venuti dopo i “produttori” e contestualmente il suo leader nazionale di riferimento invece a chiedere la priorità per le persone con disabilità nel silenzio assordante delle Associazioni locali.
È stato imbarazzante vedere il Parlamentare di un partito fare la battaglia per la priorità vaccinale per le persone con disabilità e il leader di quel partito chiederla invece contestualmente per il personale della scuola.
È stato imbarazzante vedere il plenipotenziario nazionale in ogni conferenza stampa dare ragione ad una categoria sociale fragile, senza stabilire effettivi provvedimenti successivi.
È stato imbarazzante vedere i comunicati che parlavano dell’esclusione della vaccinazione del 70% delle persone con disabilità, cosa evidentemente mai stata vera.
È stato imbarazzante vedere singole Associazioni attrezzarsi sulla propria disabilità perché avevano un’interlocuzione più fresca.
È stato imbarazzante vedere l’Ufficio di Gabinetto del ministro Speranza che dice il falso quando afferma che era già previsto nel Piano, mentre lo stesso Ministro si attrezzava per modificarlo, introducendo chiaramente la priorità per i caregiver familiari e per persone con disabilità.
È stato imbarazzante constatare l’inutilità dell’Ufficio Disabilità a Palazzo Chigi.
È stato importante vedere la Regione Lazio, in cui vivo e lotto da trent’anni, muoversi per prima in Italia. È molto bello sapere che persone con disabilità grave ed i loro familiari stanno facendo il vaccino in questa Regione.

Vicepresidente del Gruppo 3 (Area di Rappresentanza dedicata al Sociale) e presidente del Gruppo di Studio sui Diritti delle Persone con Disabilità nel CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo).