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“Uno Sguardo Raro”: le differenze sono solo negli occhi di chi guarda

Violante Placido in "Hand in the Cap" di Adriano Morelli

L’attrice Violante Placido in una scena di “Hand in the Cap” di Adriano Morelli, premiato come “Miglior cortometraggio italiano” nella scorsa edizione del Festival “Uno Sguardo Raro”

È stato pubblicato il bando per partecipare alla sesta edizione di Uno Sguardo Raro – The Rare Disease International Film Festival, il festival di cinema internazionale sul tema delle Malattie Rare. Si tratta, va ricordato, del primo e unico festival cinematografico su tale tema a livello europeo, che seleziona e promuove le migliori opere video dedicate alle Malattie Rare, all’inclusione sociale e alla diversità.
Il termine ultimo per partecipare alla selezione è quello del 15 maggio prossimo e il bando è disponibile sul sito dedicato alla manifestazione, oltreché sulla piattaforma Filmfreeway.
Queste le quattro categorie in gara: Cortometraggi italiani, Cortometraggi internazionali, Cortometraggi di animazione e Documentari. Ai vincitori delle stesse verranno corrisposti altrettanti premi in denaro (500 euro).

Quest’anno Uno Sguardo Raro ha cambiato date e si svolgerà dal 4 al 10 ottobre, scelta, questa, che allontana l’iniziativa dalla Giornata Internazionale delle Malattie Rare di fine febbraio, cui il Festival rimane per altro idealmente collegato, per continuare a parlare dei temi legati alla comunità dei pazienti affetti da patologie rare, complesse, croniche e invalidanti anche in un altro periodo dell’anno.
I protagonisti, infatti, sono sempre quei cortometraggi che raccontano storie di persone “extra-ordinarie”, per continuare a sensibilizzare il pubblico sul tema delle Malattie Rare, attraverso il linguaggio universale e immediato del cinema.
Una giuria tecnica lavorerà alla preselezione delle opere, tenendo conto dell’aderenza ai temi proposti, della qualità narrativa, di quella tecnica e della capacità divulgativa. L’ultima parola sarà poi quella di una giuria di qualità, formata da professionisti del cinema e della televisione, insieme a membri della comunità dei Malati Rari, del mondo della comunicazione, della Sanità e dell’Istruzione, presieduta per il terzo anno dall’attore Gianmarco Tognazzi, che sceglierà i finalisti per ogni categoria.
Oltre ai premi principali, di cui si è detto, sono previsti anche vari premi speciali, tra cui il Premio USR-HEYOKA, dedicato a quelle opere che metteranno in luce in particolare aspetti quali l’empatia, la diversa abilità, la tenacia e la resilienza, e che verranno selezionate dalla giuria degli Heyoka della Community di Ability Channel; e anche il Premio Giuria Popolare, decretato dalle votazioni del pubblico, più altri legati a categorie speciali come il Premio USR-FERPI e quello USR–PA Social.
I corti finalisti saranno visibili online nella piattaforma Uno Sguardo Raro Play due settimane prima della cerimonia di premiazione, a chi si registrerà per votare le opere.

Uno degli obiettivi principali del Festival è quello di far comprendere che le differenze sono solo negli occhi di chi guarda: i bisogni, i desideri, i sogni appartengono a tutti, al di là delle diverse possibilità o disabilità. E del resto la magia del cinema è proprio quella di mettere in luce il valore della persona sopra a quello della malattia che spesso, purtroppo, è l’unico aspetto che risalta negli occhi di chi guarda.
Uno Sguardo Raro è nato dunque per far sentire meno isolato chi vive le difficoltà di una Malattia Rara o disabilitante, raccontandone le storie attraverso il caleidoscopio delle emozioni, ma anche donando un nuovo sguardo, uno “sguardo raro” per l’appunto, a chi dall’esterno percepisce solo l’aspetto della malattia o della limitazione.
«Ci auguriamo – dice Claudia Crisafio, attrice, autrice e co-fondatrice di Uno Sguardo Raro insieme a Serena Bartezzati, donna con una Malattia Rara e professionista della comunicazione – che i giovani registi siano ispirati dal nostro evento ad esplorare la comunità dei Rari e di chi convive con una disabilità per contribuire a creare una società più aperta ed inclusiva».
L’idea di creare il Festival si deve proprio all’incontro di queste due donne che hanno fatto propria una convinzione del celebre regista Ingmar Bergman, ovvero che «non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima».

Alla realizzazione del Festival collaborano partner pubblici e privati, nazionali e internazionali, del mondo delle Malattie Rare, della disabilità, dello spettacolo, della cultura cinematografica, della Sanità e dell’Istruzione in una fattiva e feconda rete di collaborazione.
Macchina organizzativa di Uno Sguardo Raro è l’Associazione Nove Produzioni, fondata dalla presidente Claudia Crisafio nel 2017 con il sostegno di soci appartenenti al mondo del cinema e alla comunità dei Malati Rari, proprio allo scopo di organizzare Uno Sguardo Raro.

Si definisce come “rara”, ricordiamo in conclusione, una malattia che colpisce meno di 5 persone su 10.000. Le patologie rarissime ne colpiscono meno di una su un milione. Ma sono rare le malattie, non i/le pazienti. Infatti, secondo le stime, le persone interessate sarebbero oltre un milione e mezzo in Italia e 30 milioni in Europa. (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Serena Bartezzati (serena.bartezzati@unosguardoraro.org).
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa), e viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.