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Le conseguenze del Covid sui caregiver informali in Europa

Disegno di due omini blu, uno dei quali spinge l'altro in carrozzinaBen volentieri, alla fine dello scorso anno, avevamo dato visibilità al questionario tramite il quale si poteva collaborare allo Studio sulle conseguenze del Covid-19 sui caregiver informali in Europa, promosso da Eurocarers (Associazione europea a supporto dei caregiver), in collaborazione con il Centro Ricerche Economico-Sociali dell’IRCCS INRCA di Ancona, nel ruolo di referente scientifico.
L’iniziativa, come avevamo segnalato, si rivolgeva appunto ai/alle caregiver informali, ovvero a familiari, amici, vicini (esclusi i volontari e gli operatori), che forniscono assistenza in modo gratuito e regolare a persone adulte (di 18 anni o più), nonché a minori non autosufficienti, che hanno bisogno di aiuto per motivi di salute psicofisica, disabilità o età anziana, per meglio comprenderne l’esperienza vissuta durante l’epidemia da Covid-19.
Lo scopo è stato segnatamente quello di documentare e analizzare come l’epidemia possa avere avuto un impatto su aspetti quali la salute dei caregiver, la situazione assistenziale, le reti di supporto disponibili, l’accesso ai servizi sanitari e sociali, la condizione lavorativa ed economica, la conciliazione tra lavoro e vita privata. Inoltre, l’indagine cerca di raccogliere opinioni e suggerimenti/raccomandazioni dei caregiver informali su come poter essere supportarti al meglio in questi tempi di pandemia.

Il documento finale scaturito dallo studio è ora disponibile (al momento in inglese, a questo link, con il titolo Impact of the Covid-19 outbreak on informal carers across Europe). A quest’altro link, invece, è disponibile l’elenco di tutte le organizzazioni e le testate – tra cui la nostra – che hanno  diffuso in Italia la notizia dello studio. (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al documento (in inglese) di cui si parla nella presente nota. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Sabrina Quattrini (s.quattrini@inrca.it).
Sulla medesima materia, ricordiamo anche l’indagine parallela avviata dal gruppo di ricerca internazionale ENTWINE (Informal Care), di cui abbiamo pure dato notizia sulle nostre pagine.