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“Il mio punto di ripresa da seduto”: una tesi di laurea multimediale

Marco Del Monaco: laurea all'Università di Pisa, luglio 2021

Marco Del Monaco, subito dopo la discussione della sua tesi di laurea all’Università di Pisa

Qualche giorno fa Marco Del Monaco ha conseguito la laurea triennale in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione all’Università di Pisa, discutendo la tesi dal titolo Il punto di ripresa sitting, e ottenendo il massimo dei voti.
Venticinquenne, Del Monaco vive a Pisa, ha una paralisi cerebrale infantile che gli comporta una disabilità motoria (si sposta in sedia a rotelle) e una compromissione dell’espressione verbale.
Al Polo della Memoria, luogo di discussione della tesi, erano presenti Paolo Mancarella, rettore dell’Università, Luca Fanucci, delegato per la Disabilità e Studenti/Personale DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), Sandra Lischi, la tutor che ha seguito il candidato, e una Commissione composta dalla stessa professoressa Lischi e dai docenti Maurizio Ambrosini, Elena Marcheschi, Chiara Tognolotti e Giacomo Turbanti.

Non è un fatto eccezionale che una persona con grave disabilità si laurei, per fortuna accade più spesso che in passato, anche se non va sottaciuto che spesso gli/le studenti con disabilità per conseguire i medesimi risultati devono affrontare difficoltà maggiori rispetto agli altri/e.
Ciò che rende interessante l’esperienza di Del Monaco sono le modalità con le quali ha affrontato il percorso di studi, nonché la preparazione e la discussione della tesi. Quest’ultima, infatti, è consistita in un lavoro multimediale (un video), accompagnato da una relazione scritta. Per realizzarla Del Monaco ha frequentato, nell’ultimo anno di studi, i laboratori di ripresa e montaggio video, realizzando anche prove pratiche e piccole realizzazioni finali.

Dichiarando già nel titolo della tesi il proprio punto di vista, quello cioè di chi osserva il mondo da una posizione seduta, e avendo potuto contare sul supporto di tutor dell’USID pisano (Ufficio Servizi per l’Integrazione di Studenti con Disabilità), Del Monaco ha raccontato in un video di circa dieci minuti la propria “meteoropatia”, ovvero l’estrema sensibilità alle condizioni meteo, che si traduce in una sorta di “mal di tempo”, come lo chiama egli stesso, descritto visivamente tramite effetti di colore, elaborazioni dell’immagine e metamorfosi utili a tratteggiare i mutamenti di umore e il malessere psicofisico che questa ipersensibilità gli procura.

Il lavoro, si legge nel sito dell’Università di Pisa, «si richiama alle ricerche poetiche e linguistiche di Gianni Toti, scrittore e regista, uno dei più importanti videoartisti a livello internazionale, creatore di universi visionari ed evocativi». «Lo studente – si legge ancora nel comunicato – ha unito le competenze acquisite nei laboratori pratici ad altre conoscenze assimilate nel corso degli studi, arrivando a costruire un lavoro ricco di notazioni, spunti anche autoironici, elementi di un’autobiografia del sentire e dello sguardo, e aiutandosi con la “Comunicazione Aumentativa Alternativa”, un linguaggio che usa rinforzi iconici per coadiuvare le persone con limitazioni e difficoltà nell’espressione orale. La relazione scritta ha spiegato e commentato le scelte tecniche ed espressive e presentato un diario di lavoro che attesta sia le difficoltà che la grande determinazione del giovane realizzatore» (grassetti nostri nelle citazioni).

Lo stesso Marco Del Monaco non nasconde la propria soddisfazione e individua gli elementi che gli hanno permesso di concludere con successo il suo percorso di studio. «Io, la mia famiglia e i miei educatori – ha dichiarato – ringraziamo l’USID, i tutor, i docenti e le docenti del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, perché hanno praticato ascolto, accoglienza e rispetto della diversità, rendendo possibile la pratica di differenti forme di comunicazione. Tutto ciò mi ha permesso di raggiungere questo traguardo. Percorrere insieme a loro questo cammino è stata un’esperienza formativa importantissima e insieme uno sprone a continuare nella direzione del superamento di stereotipi e pregiudizi, per una società realmente inclusiva».

Non resta dunque che fare le congratulazioni al neolaureato. Di certo il suo lavoro è stato particolare, ma questa bella storia ci insegna che quando c’è ascolto, accoglienza e rispetto della diversità si possono fare grandi cose.

Responsabile di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), nel cui sito il presente contributo è già apparso. Viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.