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La rete toscana per la continuità di cura dell’autismo nell’arco della vita

Mano che scrive la parola autismo con lettere colorateQualche settimana fa la Regione Toscana l’Istituto Superiore di Sanità hanno firmato un accordo per la realizzazione del progetto esecutivo NeT-Aut, ovvero il Network Toscano per il riconoscimento, la diagnosi e l’intervento precoce dei disturbi dello spettro autistico. Scopo dell’iniziativa è la realizzazione di una rete di coordinamento territoriale tra le Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza delle Aziende Sanitarie, il Centro Pivot dell’IRCCS Fondazione Stella Maris, i pediatri di famiglia, i servizi educativi per la prima infanzia e le unità di neonatologia, allo scopo di anticipare la diagnosi e l’intervento precoce dei disturbi dello spettro autistico. Tale obiettivo dovrà essere conseguito attraverso la sorveglianza della popolazione generale e ad alto rischio, insieme a programmi di formazione specifici rivolti agli operatori e alle operatrici, per il riconoscimento, la valutazione e l’intervento precoce.
Per portare a termine il progetto nel 2022, alla Regione Toscana è stata assegnata una somma complessiva di 253.283,95 euro che sarà ripartita tra le Aziende Sanitarie Territoriali, con il coordinamento dall’ASL Centro.

I progetti di ricerca in materia di autismo coordinati dalle Regioni si collocano nell’àmbito della più ampia attività svolta al Ministero della Salute su questa materia. Nello specifico della Toscana, il riferimento normativo regionale è la Delibera di Giunta Regionale n. 1003 del 27 luglio 2020, avente ad oggetto Linee di indirizzo per la diagnosi precoce e la presa in carico dei disturbi dello spettro autistico nel corso della vita. Revoca della DGR 1066/ 2008.
«Il progetto NeT-Aut – ha commentato Simone Bezzini, assessore alla Sanità della Regione Toscana – ci consentirà di continuare a investire concretamente nell’ambito dell’autismo a sostegno di una diagnosi precoce del disturbo e delle buone pratiche terapeutiche ed educative da mettere in atto con interventi mirati».
«La nostra Regione – ha aggiunto – è stata una delle prime che si è attivata per cercare di governare in maniera omogenea il processo di presa in carico, creando una rete integrata di servizi, che possa garantire equità nell’accesso, chiarezza e coordinamento dei percorsi terapeutico-abilitativi, multidisciplinarietà della presa in carico, attuata attraverso l’apporto integrato di competenze qualificate, continuità della cura nel passaggio all’età adulta, integrazione con le agenzie educative e il tessuto sociale del territorio. Il tutto non solo recependo le varie disposizioni nazionali in materia, ma attivandosi per tradurle in realtà, favorendo la sperimentazione, la valutazione e la diffusione di interventi che assicurino la continuità di cura nell’arco della vita, dall’età evolutiva a quella adulta, tramite idonee soluzioni residenziali e semiresidenziali, e le migliori pratiche per l’integrazione scolastica e il passaggio dall’istruzione al lavoro». (Simona Lancioni)

La presente nota è già apparsa nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), e viene qui ripresa – con alcuni riadattamenti al diverso contesto – per gentile concessione.