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La cerimonia di apertura e le prime medaglie ai Giochi Paralimpici di Tokyo

Alessia Berra e Carlotta Gilli

Carlotta Gilli (a destra) e Alessia Berra, medaglia d’oro e medaglia d’argento nei 100 farfalla di nuoto alle Paralimpiadi di Tokyo

4.537 atleti e atlete in rappresentanza di 163 Paesi. E l’Italia è presente, come abbiamo riferito ieri, con la delegazione più numerosa di sempre: hanno preso ufficialmente il via ieri, 24 agosto, i XVI Giochi Paralimpici Estivi di Tokyo, con una spettacolare cerimonia di apertura.
A riferirne è la FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico), che si sofferma innanzitutto sulla mascotte dell’evento, che si chiama Someity:«Essa è stata posizionata su una piattaforma galleggiante, ispirata dalla parola Someiyoshino, un famoso tipo di fiore di ciliegio, e dalle parole so mighty, che in inglese significano “così potente”. La caratteristica di questa mascotte è quella di trasmettere una grande forza mentale e fisica, che rappresenta quella degli atleti paralimpici che sono riusciti a diventare campioni e a distinguersi da molti altri».

«Lo spettacolo futuristico andato in scena allo Stadio Olimpico giapponese – proseguono dalla FINP – si è aperto con un grande ingranaggio che muovendosi lentamente è andato a formare prima un percorso unico per poi diramarsi in piste diverse. Queste piste hanno formato un simbolico “para airport” sopra il quale atterravano sogni e possibilità: «Tutti possono volare, anche con una sola alaۚ». Non a caso We have the Wings era il titolo della cerimonia, alludendo appunto alle ali che spingono al volo del sogno paralimpico gli atleti in gara. Questo sogno simbolico è stato rappresentato da una bambina giapponese appena dodicenne in carrozzina, circondata e protetta dai “custodi del vento”, prima timorosa del lancio verso l’ignoto, poi conscia e piena di luce e pronta per fare il salto, pronta per volare. Da lì, su il sipario sulla parata delle 163 Paesi, la Delegazione Azzurra, alla quattordicesima posizione, ha avuto due portabandiera d’eccellenza, i campioni paralimpici Federico Morlacchi e Beatrice “Bebe” Vio. L’intera squadra, capitanata dal capo delegazione, il segretario generale del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Juri Stara, è sembrata quasi volteggiare in quello stadio apparentemente vuoto».
«Si è trattato – è la conclusione – di Uno spettacolo intenso e delicato con molteplici significati sulla vita e sulla forza che risiede in ognuno di noi. La chiusura della cerimonia è stata affidata a tre atleti che hanno acceso il Sacro Fuoco di Olimpia, dichiarando ufficialmente aperti i Giochi».

Poco prima della cerimonia di apertura, Luca Pancalli, presidente del CIP, ha inviato un proprio messaggio: «Avrei voluto molto esser lì con voi, avrei voluto potervi salutare di persona come ho sempre fatto, purtroppo il rigido ma giusto protocollo anti-Covid non l’ha permesso. Però voglio farvi giungere il mio saluto dal più profondo del cuore. Da poco ho ricevuto una vostra foto pronti verso la cerimonia di apertura, beh, che dire? Siete straordinariamente belli, uno squadrone fantastico. Vivete e godetevi ogni emozione poiché saranno uniche e ve le porterete dentro per tutta la vita nel cassetto dei ricordi più belli. Una Paralimpiade è un sogno che si realizza. Io vi seguirò sempre e ricordatevi: siete l’Italia più bella per la quale abbiamo lavorato. Forza!».

Già oggi, 25 agosto, prima giornata di gare, sono numerosi gli Azzurri chiamati in causa, in particolare nel nuoto, ma anche nel tennis tavolo e nella scherma (se ne legga nel programma ufficiale dei Giochi a questo link) e le prime medaglie sono state assegnate anche all’Italia, nel nuoto, con gli ori di Carlotta Gilli (100 farfalla) e Francesco Bocciardo (200 stile libero), l’argento di Alessia Berra (100 farfalla) e i bronzi di Francesco Bettella (100 dorso) e Monica Boggioni (200 stile libero). (S.B.)

Ringraziamo per la collaborazione l’Associazione Sportiva Dilettantistica per Disabili POLHA di Varese.