Quel che chiediamo alla nuova Amministrazione Comunale di Torino

Torino sarà una delle grandi città italiane in cui il 3 e 4 ottobre si terranno le Elezioni Comunali. Per l’occasione, l’APRI del capoluogo piemontese (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti), dopo un proficuo confronto con altre Associazioni, e in particolare con la Presidenza della FISH Piemonte (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), ha elaborato una bozza di programma sulle questioni legate alla disabilità, da sottoporre alle forze politiche in previsione della prossima tornata elettorale. Ne riportiamo i principali passaggi

Elaborazione grafica con immagine di Torino e loghi della disabilitàTorino sarà una delle grandi città italiane in cui il 3 e 4 ottobre prossimi si terranno le Elezioni Comunali. Per l’occasione, come informa Marco Bongi, presidente dell’APRI del capoluogo piemontese (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti), «abbiamo elaborato una bozza di programma sulle questioni legate alla disabilità, da sottoporre alle forze politiche in previsione della prossima tornata elettorale. Il tutto nasce anche da un confronto con altre Associazioni, e in particolare con la Presidenza della FISH Piemonte (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e nel testo vengono ovviamente presi in esame aspetti che rientrano nelle competenze del Comune e non temi di rilevanza nazionale».
Vediamo dunque i punti principali del documento di cui si parla.

«1. Disability manager: riteniamo importante confermare questa figura all’interno dell’Amministrazione, chiedendo tuttavia che essa non venga nominata fra i funzionari comunali ma possa essere scelta all’esterno, in modo da garantire una certa autonomia e la terzietà fra le parti. In tal senso si potrebbero comunque consultare preventivamente le Associazioni. La figura in oggetto, infatti,  potrebbe essere superata in ragione del Decreto 72/21 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali [Codice del Terzo Settore, N.d.R.].
2. Tavolo Permamente di Concertazione: fra l’Amministrazione e le Associazioni maggiormente rappresentative. Del tavolo dovrà ovviamente far parte anche il disability manager e la concertazione dovrà prevedere, con specifica Deliberazione, le attività di programmazione e co-progettazione. Si rammenta, a tal proposito, che la disabilità è trasversale e pertanto coinvolge tutti gli Assessorati.
3. Servizio trasporti accessibili: va maggiormente valorizzato il ruolo dei taxisti che si rendano disponibili ad attrezzare le proprie vetture al trasporto delle sedie a rotelle. In alternativa coinvolgere maggiormente GTT [Gruppo Torinese Trasporti, N.d.R.] allo scopo di organizzare un servizio a chiamata. Per quanto riguarda ancora i taxisti, è fondamentale avviare una trattativa che porti, in collaborazione con GTT, a creare un servizio alternativo, basato anche su corse multiple. Va dunque innanzitutto verificato il bisogno attraverso un’analisi delle necessità in ragione dei percorsi più frequenti.
4. Servizi socio-assistenziali: è necessario allargare le competenze dell’“Area disabili” anche alla fascia di età degli anziani con esigenze specifiche. Va inoltre favorita la specializzazione dei servizi affinché risultino più mirati sulle varie disabilità. Per quanto poi riguarda le problematiche legate agli anziani, dovrà essere pensato un percorso programmatico, il più individualizzato possibile, intervenendo sui bisogni reali e non generici di categoria.
5. Coinvolgimento del Tavolo Permanente di Concertazione nell’analisi degli interventi sulla viabilità e l’arredo urbano, allo scopo di valutare l’idoneità delle soluzioni adottate in tema di eliminazione delle barriere architettoniche fisiche e sensoriali. Il tutto in un contesto generale di coprogrammazione e co progettazione.
6. Piena restituzione ai servizi a favore delle persone con disabilità sensoriale degli ex Istituti per Ciechi e Sordi (Via Nizza e Piazza Bernini), nel pieno rispetto delle Deliberazioni Regionali che sciolsero le relative IPAB [Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza, N.d.R.]. Oggi la maggior parte dei locali è assegnata infatti ad altre strutture che nulla hanno a che fare con le disabilità sensoriali e il paradosso è che le Associazioni di riferimento debbano letteralmente “elemosinare” la disponibilità di locali, per poter organizzare attività a supporto di quelle categorie senza per altro gravare sulle casse comunali.
7. Sblocco delle assunzioni previste dalle Convenzioni per l’applicazione della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).
8. Valorizzazione di progetti alternativi ai Centri Diurni per le persone adulte con disabilità non completamente autonome: servizi educativi, progetti di vita indipendente, convivenze guidate ecc. Ciò in particolare per quanto riguarda le persone non autosufficienti e in situazione di gravità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: apri@ipovedenti.it.

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