Consulta Cittadina di Roma: difendiamo il nostro diritto alla rappresentanza!

«L’Amministrazione Capitolina è manchevole verso noi cittadini con disabilità, che stiamo subendo l’ennesimo danno per inerzia amministrativa»: lo hanno scritto ventuno membri, tra rappresentanti di singoli e associazioni, della Consulta Cittadina Permanente per i Diritti delle Persone con Disabilità di Roma (Consulta Cittadina DI), di fronte all’annullamento della prima Assemblea di tale organismo, senza indicare una nuova data a breve, ciò che viene ritenuto «irrispettoso e privo di logica»

Viso di uomo con mano sul volto ed espressione di sconfortoI contenuti del presente testo coincidono con quelli di una lettera formale inviata a tutti i principali rappresentanti istituzionali del Comune di Roma, nonché ai Presidenti dei vari Municipi Capitolini, sottoscritta da ventuno membri, tra rappresentanti di singoli e associazioni, della Consulta Cittadina Permanente per i Diritti delle Persone con Disabilità di Roma (Consulta Cittadina DI).

In qualità di partecipanti all’Assemblea della Consulta Cittadina Permanente per i Diritti delle Persone con Disabilità (Consulta Cittadina DI) di Roma (fissata dalle Determinazioni Dirigenziali 171 del 17 settembre 2021 e 185 del 5 novembre 2021), il 26 novembre scorso, dopo più di un anno di attesa dall’approvazione della Deliberazione di Assemblea Capitolina (DAC) n. 76 dell’11 giugno 2020, che aveva fissato il regolamento della Consulta stessa, ed espletate tutte le verifiche del caso da parte dell’Amministrazione, abbiamo ricevuto la convocazione per la prima Assemblea di tale organismo per la giornata di ieri, 14 dicembre. Quattro giorni prima, però, il 10 dicembre, abbiamo ricevuto una mail di annullamento dell’Assemblea, per «sopraggiunti ed improrogabili impegni istituzionali del Sindaco di Roma Capitale” (come da sua Nota Protocollo RA 2021 0069598/2021 a noi non inviata), senza l’indicazione di una nuova data.

Premesso che la DAC 76/20, che, come detto, ha regolamentato l’istituzione della Consulta Cittadina, ha dato «mandato al Direttore dell’Assemblea Capitolina di adottare tutte le iniziative necessarie ad assicurare la costituzione, entro 150 giorni dall’approvazione della Deliberazione, degli Organi della Consulta Cittadina», va rilevato quindi che dall’estate 2020 sono trascorsi ormai 17 mesi (oltre 480 giorni) e che l’Amministrazione è manchevole per questo verso noi cittadini con disabilità che stiamo subendo l’ennesimo danno per inerzia amministrativa.
A Roma, inoltre, una DAC approvata è norma da attuare che può essere sostituita o modificata solo da un’altra DAC – a seguito di tutto l’iter previsto -, ma certamente non può venire elusa né sospesa.
E ancora, in nessun modo il Regolamento della Consulta Cittadina indica che la convocazione dell’Assemblea debba avvenire a firma di esponenti politici, ma si limita ad indicare (articolo 16, comma 2, Norme di prima attuazione), che «la prima riunione dell’Assemblea è presieduta da Sindaco o suo delegato».
Va considerato, quindi, che il preavviso di annullamento risulta irrispettoso della particolare platea cui si rivolge la Consulta Cittadina la quale, per partecipare in presenza, come richiesto dalla convocazione (e non dalla Deliberazione 76/20, che contempla la modalità da remoto), ha dovuto organizzare con congruo anticipo le assistenze per l’accompagnamento e il trasporto per le persone con disabilità, o per garantire ai familiari di lasciare i propri congiunti con disabilità, o i permessi lavorativi per quanti svolgono attività subordinata.
Risulta pertanto inaccettabile che l’Amministrazione Capitolina non abbia ancora attuato una propria Deliberazione Assembleare, ovvero l’atto di massima importanza nella piramide istituzionale, andando in pieno contrasto con il termine dei 150 giorni previsti dalla Deliberazione 76/20.
Inoltre, la motivazione dell’annullamento non risponde a quanto previsto dalla stessa Deliberazione e manca di ogni logica; pur apprezzando, infatti, l’interesse del Sindaco per la nostra causa, il grave ritardo nell’attuazione della Deliberazione stessa non giustifica alcun tipo di ulteriore rimando ed anzi ci rimane ostico comprendere come la massima carica politica di Roma, il neo eletto sindaco Roberto Gualtieri, anziché agire a favore dei diritti dei cittadini con disabilità, avversando l’inerzia amministrativa, se ne faccia interprete e scudo, impedendo la realizzazione dell’adunanza con un proprio delegato, e senza indicare una nuova data a breve per l’Assemblea.

Considerando in conclusione come fondamentale la nuova composizione della Consulta Cittadina, più rispettosa della pluralità e della rappresentatività delle istanze delle persone con disabilità, vogliamo difendere con forza il nostro diritto alla rappresentanza!

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