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Autismo: metodi abilitativi in una stanza multisensoriale interattiva

Bimba nella stanza multisensoriale interattiva presso il Centro "Home Special Home" della Fondazione Progettoautismo FVG

Una bimba nella stanza multisensoriale interattiva presso il Centro “Home Special Home” della Fondazione Progettoautismo FVG

Verranno presentati nel pomeriggio di lunedì 20 dicembre dalla Fondazione Progettoautismo FVG (Friuli Venezia Giulia), presso la propria sede di Feletto Umberto di Tavagnacco (Udine) (Via Perugia, 7, ore 17.30), i dati preliminari di oltre un anno, riguardanti una ricerca promossa dalla stessa Fondazione friulana, in sinergia con le Università di Trieste (Dipartimento di Scienze della Vita-DSV) e di Udine (Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società), ricerca tuttora in corso, finalizzata allo sviluppo di nuovi metodi abilitativi, che prevedono l’utilizzo di strumenti tecnologici d’avanguardia, dedicati al potenziamento di abilità cognitive, sociali e motorie di bambini, bambine, ragazzi e ragazze con disturbo dello spettro autistico.
Per l’occasione verranno evidenziate le potenzialità del progetto nell’ottica di un’implementazione progressiva e su larga scala dei protocolli analizzati e utilizzati in affiancamento alle terapie convenzionali. Il fine ultimo è quello di promuovere interventi basati su evidenze scientifiche per migliorare l’offerta e promuovere la salute delle persone con diagnosi di disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie.

«Questa ricerca – spiegano dalla Fondazione Progettoautismo FVG – mira a valutare l’efficacia dell’utilizzo di nuovi dispositivi tecnologici nel progetto abilitativo canonico di bambini e giovani adulti con diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Nello specifico, sono stati messi in atto dei training innovativi che hanno previsto da una parte l’utilizzo di una stanza multisensoriale, dedicata alle terapie dei bambini più piccoli e, dall’altra, di una piattaforma di gioco interattiva, indirizzata alla riabilitazione di giovani adulti. Tutti i partecipanti sono stati reclutati presso la nostra Fondazione e sottoposti a una valutazione di funzionamento globale prima dell’inizio dell’intervento. In seguito, sono stati coinvolti in un training di potenziamento cognitivo-motorio all’interno del quale sono state proposte attività terapeutiche sotto forma di gioco, calibrate e adattate in base al livello di funzionamento del singolo utente. Alla fine delle sessioni e a distanza di tre mesi dalla conclusione dell’intero intervento, i partecipanti sono stati rivalutati rispetto al loro funzionamento globale e al livello di gradimento dell’esperienza. Il progetto continuerà ora nel corso del 2022, per raccogliere ulteriori dati e includere tutti i partecipanti allo studio, affinando la capacità predittiva dell’intervento. Il tutto con l’intento di costruire e standardizzare dei protocolli di intervento che integrino l’utilizzo delle nuove tecnologie a disposizione, al fine di raggiungere dei risultati qualitativamente più alti nel percorso riabilitativo di pazienti con disturbo dello spettro autistico».

«Desidero ringraziare le dottoresse Anna Antoniol e Giulia D’Argenio – dichiara Elena Bulfone, presidente della Fondazione friulana – che assieme al professor Cosimo Urgesi e al professor Gianfranco Dalla Barba, ci stanno supportando in questo percorso di ricerca. Fondamentale, inoltre, è l’impegno della dottoressa Alessandra Cardella e di tutto lo staff della nostra Fondazione che, unitamente allo sforzo di oltre trenta famiglie, ci permetterà di utilizzare la stanza multisensoriale al massimo della sua potenzialità».
«Abbiamo investito molto in termini economici e di risorse umane – aggiunge il direttore generale della Fondazione Enrico Baisero – per ridurre sensibilmente i tempi di abilitazione delle nostre persone e migliorare la qualità della vita loro e delle loro famiglie, impegnate costantemente a fianco di questi bambini e ragazzi bisognosi di un numero elevatissimo di ore di lavoro individualizzato, per raggiungere la migliore qualità della vita possibile. Per quanto concerne la stanza multisensoriale interattiva, dedicata a bambini e adulti con autismo, va ricordato trattarsi di un progetto pilota reso possibile grazie al sostegno economico dei cinque Club Lions di Udine e della Fondazione Lions International, realizzato presso il Centro Home Special Home della nostra Fondazione. È uno spazio di 90 metri quadrati,. dotato di uno schermo di realtà virtuale, di una grande piscina con le palline, di cuscinoni con vibrazioni per il rilassamento muscolare, di giochi di luci e di cascate luminose a LED colorate, oltreché di pareti imbottite e insonorizzate. Ed è un progetto dal sapore tutto tricolore, reso possibile grazie alla stretta collaborazione di due ditte italiane specializzate del settore, quali Easylabs di Torino e Behaviour Labs di Catania». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: eventi@progettoautismofvg.it; info@progettoautismofvg.it.