Un “intestino felice” inclusivo? Potrebbe diventare realtà

C’è un apparecchio in avanzata fase di sperimentazione, ma ancora alla ricerca di un’azienda che lo produca, volto a favorire i problemi di evacuazione, spesso importanti, anche per tante persone con diverse disabilità. A parlarne è la giornalista Emanuela Di Pasqua, citando tra l’altro il libro “L’intestino felice” di Giulia Enders. «Penso che un sistema del genere – scrive Antonio Giuseppe Malafarina – potrebbe essere utile non solo alle persone con disabilità. Un intestino felice inclusivo? Sembra un’antitesi, potrebbe diventare realtà»

"Lintestion felice" di Giulia Enders, copertina

La copertina del libro “L’intestino felice”, pubblicato dalla giovane scienziata Giulia Enders e citato da Emanuela Di Pasqua

Sarebbe banale aprire questo pezzo così: anche le persone con disabilità vanno di corpo. Pure quelle con disabilità gravissima. Quelle allettate. Quelle che hanno difficoltà motorie o comportamentali/intellettive. Ma visto che certe volte essere banali agevola, continuiamo con linguaggio leggero a parlare di “intestino felice”, o massaggio colico, e di problemi di defecazione. C’è un’idea nuova e ce ne parla Emanuela Di Pasqua.
«Sono giornalista professionista per “Corriere della Sera.it” (e non solo) e insegnante – dice -. Ho conosciuto la disabilità e il suo mondo complesso da quando il padre di mia figlia ha avuto un incidente in moto, con la lesione della settima vertebra cervicale. Ho conosciuto un apparecchio per favorire l’evacuazione intestinale e subito dopo ho anche pensato che vorrei iniziare a parlare di più e meglio del dietro le quinte di certe condizioni. Senza tabù».

Mi stuzzica sapere come sia entrata in contatto con il dispositivo che favorisce l’evacuazione e come funziona.
«Si chiama Easyoop ed è un progetto consistente in un dispositivo che viene appoggiato all’addome, mentre una sorta di polso meccanico ne inizia la compressione, raggiunge il colon e inizia a sospingere le feci verso la naturale direzione e continuando il massaggio finché lo strumento non torna nella posizione ideale».

Spero di non avere Lettori e Lettrici così perbenisti o schifiltosi da disgustarsi di certi argomenti. Sono cose di tutti. Parlarne può aiutare qualcuno a stare meglio. Può alimentare speranze. A chi non piace si turi il naso. Di volti felici siamo avvezzi, di “intestini felici” presumo meno. Ci introduce Emanuela.
«L’intestino felice [Marsilio, 2019, seconda edizione, N.d.R.] è un libro che non ti aspetti. Quando ho letto questo volume disinvolto e originalissimo di Giulia Enders ho pensato che allora si può (e si deve) parlare di questi temi senza essere ripugnanti, volgari o scomodi. Questa ragazza tedesca, ironica e simpatica, ma anche preparatissima, ha venduto milioni di copie di un libro sull’intestino, sull’importanza dell’andare di corpo, sulle posizioni ideali per farlo e su una miriade di sottotemi oggetto di imbarazzo. Linguaggio semplice, chiaro e diretto. Senza tabù, perché il prezzo di un intestino felice è enorme».

Enorme quanto? Diamo qualche numero.
«Il problema è quello dello svuotamento intestinale, che per molte persone con disabilità è un handicap. Easyoop, essendo un massaggiatore colico, dovrebbe alleviarlo. L’intestino nelle persone mielolese si caratterizza per un rallentamento dello svuotamento gastrico, con conseguenze che vanno dalla stipsi all’incontinenza. Solo negli Stati Uniti sono circa 48 milioni le persone che soffrono di costipazione cronica e la spesa annuale destinata a lassativi o a prodotti farmaceutici facilitanti è di 725 milioni di dollari. In Sudamerica sono 123 milioni le persone che soffrono di stipsi e la spesa annuale in lassativi è di 1.850 milioni di dollari. In Europa ancora 98 milioni di persone hanno problemi di costipazione intestinale con una spesa di 1.480 milioni di dollari in lassativi. L’Asia conta 481 milioni di persone che soffrono di costipazione cronica e spende 7.140 milioni di dollari in prodotti lassativi. I rimedi per questo problema sono i più vari: da quelli tradizionali, come lassativi e supposte, a quelli naturali, come attività fisica e dieta dedicata, alla idrocolonterapia e via dicendo fino a quelli invasivi chirurgici».

Parliamo del progetto di cui è venuta a conoscenza?
«Riguarda la realizzazione di un nuovo dispositivo per effettuare in totale autonomia il cosiddetto “massaggio addominale”, riproducendo le manovre usuali di un operatore esterno. Il massaggio addominale è una tecnica che nasce in Svezia, nel diciottesimo secolo, ed è molto utilizzato con persone con disabilità. Il massaggiatore colico di Easyoop risponde a questa necessità e sostanzialmente fa quello che farebbe un massaggio colico, ma senza alcun intervento esterno».

Un bel vantaggio in materia di autonomia, soprattutto in un campo destinato alla riservatezza. In che fase della progettazione siamo?
«A buon punto: il dispositivo è già testato, come spiega il proctologo Lorenzo Mori che insieme ad Andrea, Flavio, Paolo e Roberto ha ideato e seguito il progetto, e la sperimentazione ha dimostrato efficacia».

Cosa manca a questo punto per mettere Easyoop sul mercato?
«I soldi! Diciamo che per il prossimo debutto sul mercato Easyoop è ora alla ricerca di un’azienda che possieda le caratteristiche per farsi carico della produzione in serie e della promozione, passando dal concept all’industrializzazione vera e propria».

Penso che un sistema del genere potrebbe essere utile non solo alle persone con disabilità. Un intestino felice inclusivo? Sembra un’antitesi, potrebbe diventare realtà.

Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “L’intestino felice potrebbe avere un alleato meccanico”). Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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