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Pensioni di invalidità e ISEE: l’INPS ammette l’errore e rimedia

Una sede dell'INPS«Abbiamo individuato e risolto la causa delle criticità che portano a ricomprendere in ISEE gli importi dovuti a titolo di maggiorazione sociale. Abbiamo avviato le procedure per una immediata sistemazione delle posizioni interessate»: così l’INPS ha rapidamente risposto all’Interpello urgente inviato anche al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), preannunciato ieri, come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine.

Raccogliendo infatti le numerose segnalazioni provenienti da famiglie di persone con disabilità, che avevano visto in queste settimane conteggiare quale reddito nel proprio ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) gli aumenti delle pensioni di invalidità conseguenti alla Sentenza 152/20 prodotta due anni fa dalla Corte Costituzionale, la FISH aveva appunto prodotto l’Interpello ci cui si è detto, scrivendo tra l’altro che «la Legge 89/16, emanata a seguito delle Sentenze del Consiglio di Stato, e in particolare la n. 838, la n. 841 e la n. 842 del 2016, ha introdotto un articolo che specifica come dal reddito disponibile vadano esclusi i trattamenti erogati da Amministrazioni Pubbliche in ragione di una condizione di disabilità»

Partendo dunque da tale assunto, ritenendo cioè che quegli aumenti delle pensioni di invalidità non dovessero rientrare nel calcolo dell’ISEE, la Federazione si era prontamente attivata, chiedendo di correggere una situazione che sta creando notevoli disagi a tante famiglie di persone con disabilità. Di pochi minuti fa la risposta dell’INPS, riportata inizialmente, ove si ammette in sostanza l’errore, dichiarando che si sta via via procedendo a rimediare allo stesso. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.